Riceviamo e pubblichiamo
Sin dalla fine della rivoluzione francese ci si è interrogati per come rendere il parlamentare rappresentante del popolo, libero da qualsiasi vincolo di mandato.
Il sottoscritto con il già più volte Parlamentare Nicodemo Oliverio, anni fa, ha pubblicato un testo dal titolo “La rappresentanza politica e il divieto di mandato imperativo: ieri, oggi e domani”, dove si è analizzato il combinato disposto articolo 49 e 67 della Costituzione.
Il primo stabilisce che i partiti politici concorrono con metodo democratico a determinare la politica Nazionale e il 67 della Costituzione stabilisce che ogni membro del parlamento esercita la sua funzione senza vincolo di mandato.
Quindi gli eletti nei Partiti si iscrivono in un gruppo parlamentare ma possono poi essere liberi di istituire o di passare in un altro gruppo parlamentare.
Con l’approvazione di questo regolamento parlamentare, la Camera dei Deputati vuole disincentivare questi cambi di casacca, intervenendo sulle prerogative dei Deputati nell’ufficio di presidenza della Camera, cioè se un deputato cambia casacca, decade dall’ufficio di presidenza, ad eccezione del ruolo presidente della Camera.
L’altra sanzione è relativa ai rimborsi pubblici assegnati ai gruppi parlamentari.
Se un deputato lascia un gruppo parlamentare, vengono dimezzate le risorse economico-finanziarie assegnate a quel gruppo e quindi al Partito politico che lo rappresenta.
Questo provvedimento porterà a disincentivare il cambio di casacca dei Deputati, pena la probabile non ricandidatura alle prossime elezioni.
Questa modifica potrebbe rendere efficace il combinato disposto articolo 49-67 della Costituzione trattato nel libro.
