Riceviamo e pubblichiamo
Non si può neanche immaginare quanto possa essere umiliante per un papà e una mamma con un bambino con gravi disabilità dover lottare ogni volta per vedere riconosciuti i propri diritti garantiti per legge. Eppure in Calabria continua a succedere.
Basti pensare al recente caso di una famiglia di Monasterace che ha dovuto presentare un esposto in due procure prima di ottenere un presidio salvavita per il loro piccolo di 11 anni con una disabilità gravissima.
Un presidio fondamentale per la sua nutrizione e per la somministrazione di farmaci fondamentali per la sua sopravvivenza, che il bambino, purtroppo, deve utilizzare da anni, ma per il cui ottenimento ogni volta la famiglia deve “combattere”, tra meccanismi burocratici farraginosi, richieste disattese, interlocuzioni vane con l’Asp di riferimento.
E’ vergognoso: ogni giorno ricevo sollecitazioni e istanze da parte di famiglie che si sentono stanche e abbandonate a loro stesse e segnalano disagi nella fornitura di strumentazioni e macchinari essenziali, con dotazioni talvolta insufficienti a coprire il fabbisogno mensile, e si vedono costrette a sostenere spese aggiuntive significative.
Siamo ormai nel quinto anno di governo di centrodestra a guida di Roberto Occhiuto e la situazione non è affatto cambiata. La nascita di Azienda Zero, che ben quattro anni fa era stata portata in aula come la riforma più importante della storia della nostra regione, ad oggi non ha portato risultati, ma piuttosto sta appesantendo la macchina burocratica della sanità calabrese, sottraendo risorse importanti ai territori.
Per questo motivo ho voluto presentare in Consiglio regionale un’altra interrogazione per fare chiarezza su queste procedure.
Non intendo “ricercare un colpevole” ma tentare di capire come si possano standardizzare questi iter burocratici nei vari distretti territoriali, semplificando i processi, riducendo i tempi di risposta delle Asp e aiutando in modo concreto le famiglie che si trovano in queste situazioni.
E se si intenda predisporre un Piano regionale di monitoraggio trimestrale sulle forniture, sulle prese in carico pediatriche e sul rispetto delle tempistiche.
Questi piccoli calabresi e queste famiglie meritano risposte, chiare, nette, immediate, per garantire loro il diritto più importante, il diritto alla salute.
Interrogazione Bruno
Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e all’assessore ai Trasporti per fare piena luce su una possibile criticità progettuale che rischia di penalizzare pesantemente il porto di Gioia Tauro e l’intero sistema logistico calabrese.
Al centro dell’interrogazione c’è l’adeguamento del modulo ferroviario sulla linea Paola–Cosenza, in particolare nel progetto della nuova Galleria Santomarco.
Il consigliere Bruno richiama, prima di tutto, quanto evidenziato dal professor Francesco Russo, ordinario di Sistemi di Trasporto all’Università Mediterranea. Nei documenti progettuali depositati al Ministero dell’Ambiente, infatti, emerge una grave incongruenza: mentre è previsto l’adeguamento della sagoma ferroviaria alla PC80, non risulta alcun riferimento esplicito all’allungamento del modulo ferroviario oltre gli attuali 550 metri.
Un’assenza che, se confermata, avrebbe conseguenze rilevanti. «Il porto di Gioia Tauro – ricorda Bruno – è già attrezzato per treni merci lunghi 750 metri, in linea con gli standard europei. Mantenere il modulo a 550 metri sulla linea Paola–Cosenza significherebbe continuare a penalizzare il traffico merci, aumentando i costi di trasporto e riducendo la competitività dello scalo».
Il consigliere regionale sottolinea come questa scelta sarebbe in aperto contrasto con il Piano Regionale dei Trasporti 2016, che prevedeva per Gioia Tauro treni da almeno 750 metri, e con gli obiettivi delle reti europee TEN-T, in particolare del corridoio Scan-Med.
Nell’interrogazione, Bruno chiede alla Giunta regionale se sia a conoscenza delle criticità segnalate e se intenda intervenire con urgenza presso il Governo nazionale e RFI per garantire che il progetto venga adeguato almeno al modulo di 750 metri, con possibilità di sviluppo futuro fino a 1000 metri.
Nel mirino anche il Documento di Economia e Finanza Regionale, giudicato carente sul tema del trasporto merci ferroviario, e le scelte infrastrutturali nazionali che – secondo Bruno – continuano a concentrare risorse sul Ponte sullo Stretto, lasciando la Calabria priva di collegamenti ferroviari moderni e realmente competitivi.
Si chiede inoltre «quali iniziative politiche concrete la Regione Calabria intenda assumere nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, per evitare che la Calabria venga ulteriormente penalizzata, definendo la data in cui l’itinerario merci lungo il corridoio europeo TEN-T Scan-Med sia completamente operativo con modulo minimo di 750 metri».
«La questione – conclude il consigliere – non è tecnica ma profondamente politica. Senza infrastrutture adeguate, la Calabria rischia di restare ai margini delle grandi reti logistiche europee. Per questo ho chiesto una risposta urgente: il futuro del porto di Gioia Tauro e dell’economia regionale non può essere compromesso da omissioni o scelte sbagliate».