Riceviamo e pubblichiamo

Non si perda altro tempo, Crotone e i Crotonesi non possono più aspettare.

Dopo le tante false partenze e gli anni persi, le recenti notizie di un improvviso stop alle operazioni di bonifica in alcune aree del Sin di Crotone hanno di nuovo messo in discussione il prosieguo e la definitiva conclusione dei lavori.

A quanto riportato dagli organi di informazione, Eni Rewind, incaricata delle operazioni e titolare dei siti, avrebbe individuato la presenza di rifiuti radioattivi di tipo Tenorm in punti dove i rilievi preliminari non ne avevano previsto l’esistenza, sospendendo i lavori e chiedendo alla Prefettura la convocazione di un tavolo tecnico, aggiungendo, tra l’altro, che attualmente non esistono discariche a livello europeo capaci di ricevere e smaltire i rifiuti prodotti dalla bonifica di Crotone.

La paura, adesso, è che si tratti dell’ennesima beffa per un territorio che ha già subito pesanti penalizzazioni in termini di salute dei cittadini e di mancato sviluppo turistico ed economico.

Sin dai primi mesi del mio precedente mandato in Consiglio regionale mi sono occupato di questa grave situazione recandomi più volte nella zona interessata, confrontandomi anche con cittadini e esperti del settore e depositando una serie di interrogazioni al Governo regionale, per fare chiarezza sulla questione e sul futuro dell’area del crotonese.

Come Partito Democratico stiamo portando avanti da anni, anche in consiglio comunale, una battaglia per l’avvio e la completa bonifica dell’area, con il trasporto dei rifiuti fuori Regione, così come deliberato nella nota Conferenza dei Servizi del 2019.

Sentire queste notizie di nuovi rallentamenti non fa che creare altri interrogativi e altro sconforto nell’intera comunità.

Auspico, pertanto, che la Giunta Regionale faccia sentire la propria presenza monitorando la situazione e garantendo velocità nelle procedure e nei tempi di risposta, per far sì che non si perda altro tempo, e Eni riprenda la bonifica complessiva del sito fino alla definitiva conclusione dei lavori così come previsto.

Bisogna intervenire subito e far sentire la nostra voce: giovedì 15 gennaio sarò presente all’incontro promosso dal Partito Democratico della Città di Crotone per affrontare queste problematiche in maniera concreta e partecipata.

Bruno su Az. Zero

«La nota durissima della Fp Cgil e della Uil Fpl certifica, ancora una volta, il fallimento della Giunta regionale di centrodestra nella gestione della sanità calabrese.

A quattro anni dall’istituzione di Azienda Zero – l’ente che avrebbe dovuto garantire razionalizzazione, efficienza e trasparenza – ci troviamo di fronte a una struttura incompiuta, disorganizzata e priva di una reale capacità di governo del sistema sanitario regionale».

È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”.

«Lo dice la Corte dei conti, non l’opposizione. Funzioni strategiche mai realmente avviate, subentro nella Gestione sanitaria accentrata e nelle aziende sanitarie ancora parziale.

Assenza di una tempistica chiara e una governance formalmente accentrata ma, nei fatti, disfunzionale – afferma ancora Bruno –.

Un “quadro non ancora del tutto delineato” che, come evidenziato dalla magistratura contabile, produce effetti negativi concreti sulla sanità calabrese, già duramente provata da anni di commissariamenti e tagli».

«Questa è la risposta più chiara e autorevole a quei colleghi di centrodestra che accusano l’opposizione di fare populismo: non propaganda, ma realtà certificata da un organo di controllo dello Stato.

Preoccupano anche le nuove riforme annunciate dal presidente Occhiuto, che puntano a fondere Aziende ospedaliere e Aziende sanitarie provinciali in una struttura unica regionale, nonostante il fallimento di Azienda Zero non abbia insegnato nulla.

Si insiste, con arroganza e presunzione, nella direzione sbagliata», sottolinea ancora il consigliere regionale.

«Intanto cittadini e lavoratori pagano il prezzo più alto: pronto soccorso al collasso e negazione del diritto alla cura, come ho già denunciato con la mia interrogazione sulle criticità del 118 e del numero 116-117.

Oltre 1.200 operatori dell’emergenza-urgenza vengono trattati come pacchi da spostare, senza confronto sindacale, senza trasparenza e in violazione delle norme, come denunciato da Fp Cgil e Uil Fpl.

Forzature procedurali, esclusione delle Rsu, bypass delle tutele di legge e un pasticcio giuridico-amministrativo espongono la Regione a contenziosi e certificano l’incompetenza di chi governa.

Azienda Zero, priva di rappresentanza sindacale e di strumenti di contrattazione, pretende di decidere le condizioni di lavoro in modo autoritario e opaco», rimarca ancora Bruno.

«Lo stesso pressappochismo caratterizza il trasferimento delle funzioni della Gsa: nessun criterio chiaro, nessun confronto, nessuna programmazione.

Una gestione arrogante e dilettantesca che produce servizi inefficienti, lavoratori esasperati e cittadini sempre più sfiduciati.

Mai nella storia recente della Calabria si era assistito a un’operazione di queste dimensioni gestita in modo così arrogante e al tempo stesso superficiale.

Il centrodestra – dice ancora Bruno – pensa di risolvere il disastro sanitario con alchimie amministrative e forzature politiche.

La mia solidarietà, dunque, ai lavoratori e alle sigle sindacali, con l’auspicio di non doverci affidare alla beata provvidenza per risolvere il dramma della sanità in Calabria».

«La Calabria non ha bisogno di giochi di potere né di scorciatoie autoritarie.

Non ha bisogno di fumo negli occhi per ingannare i calabresi. Ha bisogno, invece, di competenza, serietà, programmazione e rispetto delle istituzioni e dei lavoratori: tutto ciò che, ad oggi, questa Giunta regionale ha dimostrato di non avere».

Conclude il consigliere regionale Enzo Bruno.

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