Riceviamo e pubblichiamo

La Regione rafforza il proprio impegno nella promozione della cultura della prevenzione con “Scuola di Protezione Civile”, il progetto promosso dal Dipartimento Protezione civile e rivolto al mondo della scuola, con l’obiettivo di accompagnare studenti e docenti in un percorso di conoscenza dei rischi naturali e di educazione a comportamenti consapevoli.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio piano di azione attraverso il quale la Giunta regionale sta investendo nel rafforzamento del sistema di protezione civile, intervenendo sia sul versante della previsione dei fenomeni e della capacità operativa in emergenza, sia sul terreno della prevenzione e della formazione.

Il progetto, realizzato con il supporto scientifico dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), nasce dalla consapevolezza che la sicurezza non riguarda solo le emergenze, ma si costruisce nella quotidianità.

Destinatari dell’iniziativa sono i docenti e, attraverso di loro, gli studenti delle classi della scuola primaria, a partire dalla terza, e della scuola secondaria di primo grado, mentre è in corso l’estensione del percorso anche agli altri gradi scolastici.

Cuore del programma è il nuovo portale “Scuola di Protezione Civile”, attraverso il quale i docenti potranno accedere a percorsi strutturati, contenuti didattici, moduli interattivi e ambienti immersivi, pensati per accompagnare concretamente l’attività in classe.

Il portale, in una prima articolazione, prevede un percorso strutturato su tre aree tematiche: rischio, terremoto e alluvione, in modalità di erogazione flessibile, per consentire agli insegnanti di utilizzare singoli contenuti o approfondimenti, in base alle esigenze didattiche e al tempo disponibile.

Il modello proposto punta inoltre a valorizzare il lavoro svolto dalle scuole. I docenti, una volta conclusa l’attività, potranno restituire materiali ed elaborati attraverso la piattaforma, contribuendo così ad arricchire progressivamente il patrimonio di contenuti condivisi del portale.

È inoltre in corso un’interlocuzione con l’Ufficio scolastico regionale per il riconoscimento del percorso nell’ambito delle attività formative dei docenti e delle ore dedicate all’educazione civica.

Con “Scuola di Protezione Civile” la Regione Calabria intende promuovere una prevenzione sempre più diffusa e partecipata, fondata sulla conoscenza, sulla responsabilità individuale e collettiva e sulla costruzione di comunità più consapevoli e preparate a considerare le emergenze non più un fatto straordinario, ma parte della nuova normalità con cui i territori sono chiamati a confrontarsi.

Ok Giunta a Piao ’26-’28

La Giunta regionale della Calabria, nell’ultima riunione, con una delibera a firma congiunta del presidente, Roberto Occhiuto, e dell’assessore alla Valorizzazione del Capitale umano e innovazione del lavoro pubblico, Antonio Montuoro, ha approvato il Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) 2026-2028.

Nello specifico, il Piano punta con decisione al potenziamento dei servizi attraverso lo scorrimento di graduatorie vigenti. Sono infatti previste l’assunzione di 17 funzionari amministrativi e di 66 unità di personale amministrativo nell’Area istruttori, con l’obiettivo di rafforzare in maniera significativa i Centri per l’Impiego.

A queste si aggiungono cinque operatori esperti con profilo di autista, destinati al rafforzamento dell’organico nei settori della Protezione civile e del Bilancio.

Una quota rilevante delle assunzioni sarà realizzata tramite procedure di mobilità tra amministrazioni, per un totale di 36 unità tra funzionari, istruttori e operatori.

Tale scelta mira a favorire l’interscambio di competenze e a rendere più efficiente la macchina amministrativa.

Il Piano contempla anche un rafforzamento della dirigenza, attraverso l’assunzione di tre dirigenti mediante scorrimento di graduatorie concorsuali e l’inserimento di cinque dirigenti a tempo determinato, in parte in sostituzione di incarichi in scadenza.

Il documento è stato predisposto al termine di un articolato percorso istruttorio che ha coinvolto le strutture regionali, le organizzazioni sindacali e gli organismi competenti, acquisendo i necessari pareri e le attestazioni di regolarità amministrativa e contabile.

Particolare rilievo assume l’aggiornamento della programmazione delle Azioni positive, elaborato sulla base delle proposte del Comitato unico di garanzia (Cug) della Regione Calabria, in raccordo con la Consigliera regionale di parità.

Il dipartimento competente ha, inoltre, condotto un monitoraggio del fabbisogno formativo del personale della Giunta regionale, con l’obiettivo di garantire un allineamento tra le esigenze delle strutture, le priorità strategiche dell’Amministrazione e lo sviluppo delle competenze.

Inserimento socio-lavorativo, incontro a Reggio Cabina regia

Riunione della Cabina di regia dedicata all’attuazione del Protocollo d’intesa finalizzato a favorire l’inserimento socio-lavorativo delle persone private della libertà personale nell’ambito territoriale della Città metropolitana di Reggio Calabria.

Importanti risultati sono stati illustrati nel corso dell’incontro, in continuità con gli indirizzi già definiti nella precedente Cabina di regia del dicembre scorso.

Grazie, infatti, alla sinergia ormai consolidata tra il Centro per l’impiego di Reggio, gli Istituti di pena del territorio, l’Udepe e le associazioni datoriali – in particolare Ance e Confindustria – tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo sono stati effettuati colloqui di preselezione che hanno coinvolto sette persone in detenzione intramuraria ed esterna.

Un modello che si inserisce nel più ampio progetto “Recidiva Zero”, attualmente oggetto di attenzione anche a livello nazionale, in materia di formazione e lavoro dei detenuti, sia all’interno che all’esterno degli istituti penitenziari.

I partecipanti alla Cabina di regia hanno infine condiviso una visione comune: proseguire con determinazione lungo il percorso intrapreso, rafforzando la collaborazione istituzionale e il coinvolgimento del tessuto produttivo per trasformare queste esperienze in un modello stabile e replicabile di inclusione e sviluppo.

Nel corso dell’incontro, dove più volte è emerso il lavoro del Cpi, è stato inoltre annunciato che nelle prossime settimane si procederà all’avvio della cosiddetta “fase 2” del progetto, con ulteriori azioni volte a consolidare e ampliare le opportunità di inclusione socio-lavorativa per i soggetti coinvolti.

Riflessioni sul referendum della minoranza

Chi vuole stravolgere la Costituzione in maniera frettolosa e unilaterale si brucia: è questa la lezione che il Paese ha impartito al Governo di Centrodestra.

La vittoria del “no” con questa grande affluenza alle urne e un divario di quasi dieci punti percentuali evidenzia quanto gli italiani siano legati ai principi della propria carta costituzionale, con i giovani “nuovi” protagonisti dello scenario elettorale.

Il voto del referendum ha certificato la vitalità democratica del Paese. Dopo anni di disaffezione milioni di cittadini hanno voluto riaffermare che le riforme vanno costruite insieme, non imposte dall’alto.

È il segnale di un’Italia che non si arrende al populismo istituzionale, che riscopre il valore della partecipazione.

La premier Meloni ha incassato una sonora sconfitta e i tentennamenti e la confusione di questi giorni, tra dimissioni e confronti accesi, dimostrano una grande incertezza sulle prossime mosse in vista anche delle elezioni politiche previste per il 2027.

Rimane, dunque, (forse) poco più di un anno al Centrodestra per riorganizzarsi dopo questa sconfitta e le incognite sono davvero tante.

Ma con una certezza: d’ora in avanti gli esponenti del Governo misureranno con molta più attenzione le iniziative e i tentativi di portare a compimento alcune delle riforme promesse al loro elettorato.

Il referendum ha dimostrato che le fughe solitarie in avanti non portano bene. Sarà difficile, ad esempio, portare avanti la riforma della legge elettorale, che verrà letta per quello che è, una “furbata” per provare a blindare il potere della maggioranza.

Cambiare le regole del voto a poco più di un anno dalle elezioni sarebbe un atto scorretto, oltre che politicamente inaccettabile.

Così come sarà certamente difficile, se non impossibile, continuare a spingere sula riforma dell’autonomia differenziata. La valanga di “No” giunti dal meridione d’Italia suoneranno come un forte campanello d’allarme.

E c’è un dato politico che non può essere ignorato: le uniche Regioni nelle quali ha prevalso il “Sì” sono Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, cioè proprio i territori che più hanno promosso e sostenuto l’autonomia differenziata.

Non è un caso, ma il segnale evidente di una frattura territoriale e politica che il Governo farebbe bene a non sottovalutare. Il Governo ha voltato le spalle alle regioni meridionali e ha perso.

Il Sud, in maniera compatta e determinata, ha scelto la Costituzione, si è schierato contro qualsiasi tentativo di stravolgerne principi e valori. Il “No” espresso qualche giorno fa è stato anche un “Sì” alla dignità del Sud.

Ecco perché questo voto rappresenta anche una buona notizia per la Calabria. Perché rafforza la battaglia di chi, come noi, si oppone a una riforma sbagliata, divisiva e pericolosa come l’autonomia differenziata.

Una riforma che, se portata avanti, finirebbe per penalizzare ulteriormente i cittadini calabresi su sanità, scuola, trasporti e servizi essenziali. Per questo credo sia difficile che venga ripetuto l’errore di provare a portare avanti nei prossimi mesi una riforma sciagurata, nordista e secessionista.

L’eco dei “No” che abbiamo gridato nelle piazze, tra la gente, nei circoli e infine nelle urne, non si spegne. Ora, però, serve trasformare quel “No” in un impegno positivo.

Dalla Calabria e dal Sud può partire una nuova stagione politica fondata su coesione, equità e responsabilità istituzionale.

Non per rallentare l’Italia, come qualcuno ha provato ad insinuare, ma per unirla davvero, investendo su sanità territoriale, formazione, transizione energetica e infrastrutture sostenibili. La vittoria del “No” è dunque anche la vittoria di una Calabria che vuole contare, partecipare e costruire il proprio futuro dentro un’Italia più giusta. Noi rimaniamo mobilitati.

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