Riceviamo e pubblichiamo
“In merito alle considerazioni relative all’Avviso La Calabria che incanta, come ben si sottolinea, la nostra Regione ha ormai consolidato una presenza significativa nel panorama degli eventi di grande richiamo, frutto di competenza, passione e professionalità, che ci rendono orgogliosi e riconosciuti a livello nazionale ed internazionale.
Leggiamo le criticità sollevate da alcuni organizzatori di eventi, e sicuramente condividiamo l’importanza di valorizzare e sostenere le manifestazioni che rappresentano il volto autentico del nostro territorio, contribuendo alla promozione turistica della Regione.
Siamo disponibili, come più volte dimostrato, ad ascoltare le esigenze di tutti gli attori del settore.
Per quanto riguarda le modalità di selezione e le norme applicate, siamo a rimarcare che il Dipartimento ha agito garantendo trasparenza, equità e coerenza con le finalità dell’Avviso.
Nel dettaglio si evidenzia che l’attività di verifica della ricevibilità e ammissibilità delle istanze pervenute a valere sull’Avviso in oggetto – Linea di Intervento 1 – è stata svolta nel rispetto delle disposizioni contenute, in particolare, negli articoli 1, 3 e 4 del medesimo Avviso.
Dall’istruttoria effettuata sono emerse alcune ricorrenti casistiche di non ammissibilità.
Nello specifico durante la fase di valutazione è emerso che numerose associazioni partecipanti risultano costituite mediante scrittura privata, regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate con attribuzione del codice fiscale. Tuttavia, tali soggetti non possono essere qualificati come fondazioni o associazioni riconosciute ai sensi della normativa richiamata e, pertanto, risultano non ammissibili.
Ancora, tra le istanze pervenute figurano progetti presentati da Fondazioni e/o Associazioni che svolgono prevalentemente attività teatrali o propongono cartelloni di spettacoli teatrali.
Tale tipologia non rientra tra quelle espressamente previste dall’Avviso e, inoltre, non è coerente con la finalità principale dello stesso, che mira a promuovere un’offerta turistica strutturata e attrattiva, valorizzare il territorio attraverso eventi di rilevanza turistica, favorire modelli di promozione radicati nel contesto locale.
Per tali ragioni, le suddette proposte sono state considerate non ammissibili. Si precisa altresì che il teatro rientra tra le tematiche di competenza del Dipartimento Cultura ed è pertanto oggetto di specifico e distinto Avviso pubblico.
“Calabria che incanta”, inoltre, stabilisce che gli eventi finanziabili devono avere una durata minima di 1 giorno e massima di 8 giorni, anche non consecutivi, devono svolgersi entro un arco temporale massimo di 90 giorni e devono essere realizzati entro il 31 maggio 2026.
Tutte le proposte che presentavano una durata complessiva superiore ai limiti previsti sono state escluse. Alcune proposte consistevano in un programma unitario di durata superiore agli 8 giorni, comprendente anche eventi: “fuori rendicontazione” perché svolti al di fuori del periodo ammissibile oppure eventi “ospitati”.
L’Avviso finanzia un evento nella sua interezza e non consente la selezione discrezionale di singoli appuntamenti estrapolati da un cartellone più ampio al solo fine di ricondurli artificialmente nei limiti temporali previsti.
Tale modalità risulta non conforme all’Avviso, configurandosi come una frammentazione di un evento unico, finalizzata esclusivamente a renderlo formalmente ammissibile. Pertanto, queste proposte, come enunciato dall’avviso, non sono state ritenute coerenti con i criteri dell’Avviso, dunque, escluse.
Rincresce leggere che molti organizzatori di eventi si siano sentiti depauperati, accusando la Regione di aver sottratto loro la possibilità di fare cultura.
Per quanto riguarda le modalità di selezione e le norme applicate, rassicuriamo i firmatari della nota indirizzata alla Regione, che il nostro obiettivo è sempre quello di garantire coerenza con le finalità dell’Avviso, non c’è alcun pregiudizio né tanto meno svilimento per il lavoro svolto fino oggi, tanto è vero che molte proposte pervenute su altri Avvisi conformi ai requisiti, sono state apprezzate e finanziate dalla Regione Calabria.
La nostra Amministrazione agisce nel rispetto della legge, motivo per il quale abbiamo ritenuto doveroso replicare anche per tutelare il lavoro di tutti, e nello specifico ribadire la competenza e la rettitudine di tutti i dirigenti e funzionari del Dipartimento, senza alcuna “volontà di creare ostacoli illogici, e nessuna discrezionalità e arbitrarietà di giudizio”.
Tuttavia, accogliamo con favore la volontà di avviare un confronto più stretto e costruttivo con le associazioni di categoria e gli operatori del settore, al fine di migliorare i processi di programmazione e di valutazione delle iniziative e delle misure di sostegno future”.
Propaganda per metro Catanzaro
“L’anno appena terminato ha lasciato in dote al capoluogo di regione l’inaugurazione della metropolitana di superficie.
Il suo funzionamento è ancora parziale e, probabilmente entro primavera, potrà sprigionare la sua piena potenzialità non appena sarà attivata la nuova linea che collega l’area di Germaneto.
L’evento è storico per Catanzaro perché l’infrastruttura era attesa da decenni. Non sorprende che, una volta che un difficile risultato sia stato conseguito, spuntino analisi di commentatori e politici che si esercitano in ricordi risalenti nel tempo nel tentativo di attribuire meriti a questa o a quell’altra parte politica.
Certo, le idee e i progetti sono belli da raccontare ma ai cittadini interessa di più che un’opera sia portata a compimento.
La verità storica è semplice: fino a due anni fa i cantieri della metropolitana erano bloccati.
C’era il concreto rischio di una nuova intollerabile incompiuta in città e che centinaia di milioni di euro andassero in fumo, tanto che più volte la Corte dei conti aveva acceso i fari con relazioni allarmanti.
Oggi, i cittadini possono salire sui vagoni della metropolitana non grazie alla ‘memoria’ rispolverata a convenienza ma per il risoluto e decisivo impulso impresso ai lavori dal governo regionale guidato dal presidente Occhiuto, tanto nella precedente che nell’attuale legislatura.
Senza questo slancio di concretezza e senza un miglior uso dei finanziamenti rispetto al passato (per fare le opere serve anche questo!) quei bei progetti sarebbero rimasti sulla carta.
Insomma, molti sono bravi a immaginare una grande opera ma pochi sono capaci di realizzarla.
Rivendicare ciò che non si è stati in grado di portare a compimento non è il massimo della correttezza.
Ad ogni modo, il governo regionale, in futuro, s’impegnerà a rendere sostenibile la metropolitana di Catanzaro investendo nella complessa sfida di modificare la mobilità urbana rendendola più moderna ed efficiente.
I fatti parlano chiaro e chi ha avuto una lunga esperienza politica dovrebbe quantomeno riconoscerli”.
Ricollocazione scuola Melissari
Espresso pieno sostegno alla comunità educante della Scuola dell’Infanzia Melissari–Eremo, coinvolta in una situazione di forte criticità che rischia di compromettere il diritto allo studio e il benesere dei bambini.
Infatti, con Delibera di Giunta Comunale del 24 dicembre 2025, notificata al Dirigente Scolastico il 29 dicembre, le attività scolastiche della Scuola dell’Infanzia Plesso Melissari, afferente all’IC “Carducci-Da Feltre” di Reggio Calabria, dal 7 gennaio 2026, saranno temporaneamente ricollocate all’interno dell’immobile scolastico ex Primaria di San Brunello.”
Siamo di fronte a una vicenda che riguarda innanzitutto i diritti dei più piccoli. La Scuola dell’Infanzia è fondamentale: è il primo passo nel percorso educativo di un bambino, perché è lì che inizia a scoprire il mondo, a socializzare e a sviluppare abilità cognitive e motorie essenziali.
I bambini hanno diritto a frequentare la scuola in un luogo sicuro, stabile e adeguato, senza essere sottoposti a continui trasferimenti che generano disorientamento, disagio e perdita di continuità educativa, tantopiù in questo periodo dell’Anno Scolastico”.
Si parla di un Istituto Comprensivo già profondamente penalizzato da uno smembramento che ha separato la Scuola Primaria da quella dell’Infanzia e quest’ultima è costretta a spostamenti ripetuti e soluzioni provvisorie che incidono anche sulla serenità delle famiglie.
Nella giornata odierna si è tenuto un Consiglio di Istituto straordinario in seduta aperta, convocato proprio per affrontare l’ipotesi di un ulteriore trasferimento provvisorio del plesso. Alla riunione, tuttavia, non hanno preso parte i rappresentanti dell’Ente comunale, nonostante l’importanza del confronto e la delicatezza delle decisioni da assumere.
«La scuola e le famiglie meritano ascolto, rispetto e risposte chiare. Non si possono assumere decisioni che incidono sulla vita dei bambini senza un confronto serio e responsabile con la comunità scolastica”.
Alla luce della situazione, su richiesta dei rappresentanti delle Istituzioni presenti, grazie alla disponibilità del Prefetto Clara Vaccaro, è stato convocato un tavolo istituzionale presso la Prefettura, con la partecipazione di tutti i soggetti competenti, per individuare soluzioni condivise e durature.
“Il superiore interesse dei minori deve essere la priorità assoluta di ogni scelta amministrativa. La Regione continuerà a vigilare e a fare la propria parte affinché il diritto allo studio sia pienamente tutelato”.
La nota di Bruno
«Il tema non è solo il futuro del centrosinistra, ma la qualità della democrazia in Calabria». È da qui che parte la riflessione del consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente che ha partecipato alla riunione dei “padri nobili” del centrosinistra organizzata da Franco Pietramala alla presenza del presidente Agazio Loiero.
L’intervento di Bruno si colloca all’interno di una riflessione più ampia sul ruolo del centrosinistra e sulla necessità di ricostruire un’opposizione credibile, radicata e finalmente incisiva in Calabria.
Bruno, prima di tutto, rivendica la presenza di un’opposizione attenta e strutturata in Consiglio regionale, chiamando partiti e territori a un ruolo attivo contro quello che definisce un modello di governo accentrato e autoreferenziale.
«È vero, in passato all’opposizione è stato rimproverato anche qualche elemento di ambiguità, chiamatela come volete. Ma oggi la musica è cambiata e lo stiamo dimostrando ogni giorno in Consiglio regionale. Di fronte a un presidente che si comporta da imperatore e che sta piegando le regole democratiche della Regione, noi non facciamo sconti e lo stiamo denunciando con determinazione».
Grazie anche al contributo di Pasquale Tridico, alla sua costante presenza in Calabria, Bruno rivendica un cambio di passo netto, ricordando le battaglie già condotte sul piano istituzionale: «La maggioranza ha modificato lo Statuto regionale e noi abbiamo presentato ricorso, e continueremo a farlo in tutte le sedi opportune.
Ha cambiato le regole della rappresentanza delle opposizioni, assegnando la presidenza della Commissione di Vigilanza alla maggioranza – regole che erano state volute da Agazio Loiero – e su questo abbiamo combattuto sia nei territori sia in Consiglio regionale. La legislatura è iniziata fuori dalle dinamiche di correttezza amministrativa, portando in Consiglio proposte di legge come la riforma dello Statuto senza l’esame delle commissioni, svuotandole del loro ruolo, e noi lo stiamo denunciando apertamente».
Nel mirino anche la narrazione proposta dall’attuale governo regionale: «Occhiuto racconta una Calabria che non esiste, rimuovendo ciò che è avvenuto prima e facendo finta che questa Regione non abbia avuto una storia e una classe dirigente di valore. E invece la Calabria ha avuto presidenti importanti, come Agazio Loiero, che hanno lasciato un segno e una visione».
Bruno richiama inoltre la necessità di ristabilire una verità storica sulle grandi opere:
«Lo abbiamo detto chiaramente anche sulla metropolitana di Catanzaro: è un’opera importante, ma va raccontata per quello che è davvero. La metropolitana di superficie nasce dall’intuizione di Rosario Olivo, Giovanni Angotti e Agazio Loiero ed è stata sbloccata, dopo cinque anni di fermo, grazie alla giunta Oliverio. Anche questo va detto, senza riscrivere la storia».
E aggiunge un passaggio critico sulla sanità: «Così come va detto che Occhiuto, nella sua veste di commissario per la sanità calabrese, ha definitivamente smantellato il sistema sanitario pubblico, compromettendo il diritto alla cura e alla salute dei calabresi. Una gestione straordinaria che Loiero, con senso di responsabilità, non aveva voluto».
«Ci stiamo opponendo con forza, ma questa opposizione deve crescere nei territori. Servono i partiti, sì, ma come strumenti, come cinghie di trasmissione di un lavoro collettivo. Per questo vi chiediamo di sostenerci, di darci una mano.
Con la nostra azione e la nostra responsabilità politica dobbiamo essere una testimonianza – ha concluso Bruno – testimoniare una forma di ribellismo civile e politico che in questi ultimi tempi rischia di andare perduta. Perché le parole hanno una storia e vanno usate con responsabilità».
