Riceviamo e pubblichiamo

“La dichiarazione dello stato di emergenza per la Calabria e per le altre Regioni colpite dal ciclone Harry ha rappresentato un atto necessario e di grande responsabilità con cui il Governo nazionale ha subito recepito il grido di aiuto dei territori.

Il Governo Meloni è intervenuto con tempestività stanziando le prime risorse 100 milioni complessivi per Calabria, Sicilia e Sardegna per i lavori di somma urgenza e prevedendo la possibilità di sospendere i mutui per gli enti locali.

Un primo intervento concreto che consente di affrontare l’immediata fase emergenziale. A margine della riunione a Roma, il presidente Occhiuto ha inoltre potuto preannunciare che ulteriori fondi saranno messi a disposizione una volta completata la ricognizione puntuale dei danni subiti dai territori.

Un segnale chiaro di attenzione istituzionale che la Calabria è chiamata a tradurre in azioni rapide ed efficaci.

In questo quadro si inserisce anche l’impegno assunto dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, la quale ha garantito che “le Regioni, con i loro Presidenti nominati commissari straordinari, avranno i mezzi e i poteri appropriati per intervenire in modo efficace e tempestivo”.

Questo significa che la capacità di risposta sui territori potrà essere ulteriormente rafforzata e snellita.

La Regione come ha fatto fin da prima, durante e nell’immediato post emergenza, continuerà a stare vicino ai sindaci, agli operatori e ai cittadini.

C’è la volontà precisa di assicurare un’interlocuzione continua e un’assistenza tecnica costante nelle procedure legate ai ristori, per accelerare gli interventi e accompagnare i Comuni nelle fasi più complesse, affinché nessuno resti indietro.

Ora l’obiettivo è uno solo: aiutare le comunità colpite a rialzarsi in fretta, stando dalla parte dei cittadini, delle imprese e degli operatori dei territori più fragili”.

Da P. Campanella su Harry

«Il ciclone Harry, che ha colpito duramente l’area jonica, in particolare il catanzarese e il basso reggino dal quartiere marinaro di Catanzaro a Simeri Crichi, da Squillace a Davoli fino a Montepaone e Sellia Marina, solo per citare qualche esempio, ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione che ha messo in ginocchio intere comunità e, soprattutto, tante piccole imprese, spesso a conduzione familiare, che rappresentano l’ossatura economica e sociale di questi territori».

«I danni sono enormi. I 300 milioni di euro stimati dal presidente Occhiuto rappresentano una prima valutazione, necessaria per avviare la ricostruzione.

Ma i 33 milioni di euro stanziati dal Consiglio dei Ministri per la Calabria, dei cento milioni complessivi messi a disposizione, con tutta probabilità non saranno sufficienti. Devono ancora arrivare, infatti, le relazioni definitive dei Comuni e, soprattutto, delle Province.

Il sistema viario provinciale, in particolare quello della provincia di Catanzaro, è oggi in condizioni drammatiche: non c’è una sola strada nelle aree interne, in particolare, che possa essere considerata davvero sicura e pienamente percorribile».

l’emergenza attuale affonda le radici in criticità strutturali mai risolte: «L’evento alluvionale ha semplicemente fatto esplodere fragilità già evidenti, facendo inevitabilmente lievitare la stima complessiva dei danni».

Da qui l’appello a un’assunzione di responsabilità collettiva: «Non possiamo continuare a occuparci di dissesto idrogeologico solo quando arrivano le alluvioni. La prevenzione va fatta prima, non dopo l’ennesima emergenza, e va fatta adesso, senza aspettare il prossimo disastro».

«Esistono masterplan e strumenti di pianificazione che da anni evidenziano le criticità del territorio. Negli ultimi dieci anni si è intervenuti, ma in modo insufficiente. Molte opere sono state avviate, altre finanziate, ma serve uno sforzo ulteriore e condiviso.

È necessario che tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio individuino alcune priorità comuni per affrontare seriamente la prevenzione del dissesto idrogeologico».

«Non possiamo continuare a definire “straordinarie” piogge che sono ormai eventi normali della stagione invernale e che, ogni volta, per la Calabria diventano una catastrofe. Serve un cambio di passo deciso, serve che il Governo si faccia carico della situazione e che questo Consiglio abbia la forza di pretendere interventi strutturali, affinché i cittadini calabresi non debbano più piangere danni evitabili».

«Vedere intere comunità colpite, attività distrutte, famiglie isolate, territori spezzati è una ferita che colpisce tutti. Davanti a negozi chiusi, imprese costrette a fermarsi, il cuore si stringe e cresce la responsabilità di dire basta. Abbiamo il dovere di affrontare non solo l’emergenza, ma un vero progetto di messa in sicurezza del territorio».

Da qui la richiesta di ulteriori strumenti di sostegno: «Le risorse vanno chieste con determinazione. Se non lo ha già fatto, il presidente Occhiuto dovrebbe valutare anche la richiesta del Fondo di solidarietà europeo. Sarebbe un supporto fondamentale per cittadini e imprese, soprattutto in vista della stagione turistica ormai alle porte».

«Su questo tema non possono esserci divisioni politiche: c’è in gioco la sicurezza dei cittadini e il futuro economico di questi territori e dell’intera Calabria».

Richiesta presidio fisso carabinieri a Schiavonea

Alla luce della recente e perdurante escalation di episodi di violenza che stanno interessando il territorio di Corigliano-Rossano e in particolare il borgo marinaro di Schiavonea, si è chiesto al comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza, Andrea Mommo, di valutare l’attivazione di un presidio fisso dell’Arma all’interno del borgo marinaro.

L’iniziativa nasce dalla necessità di rafforzare la presenza dello Stato in un’area che, negli ultimi mesi, è interessata da fenomeni ripetuti e crescenti di microcriminalità, rapine, aggressioni, traffico di sostanze stupefacenti e occupazioni abusive di immobili, che stanno generando un clima di preoccupazione tra cittadini e operatori economici.

“La sicurezza è un presupposto essenziale per la tutela dei diritti sociali e per la qualità della vita delle comunità. Non può esserci integrazione, inclusione e coesione sociale laddove viene meno il controllo del territorio e la legalità”.

L’assessore regionale inoltre esprime apprezzamento per il lavoro che sia la Procura della Repubblica di Castrovillari quanto le forze dell’ordine stanno già mettendo in campo sul territorio. Gli arresti di ieri sera, avvenuti poche ore dopo una tentata rapina, ne sono una testimonianza plastica.

“È doveroso riconoscere l’impegno costante dei Carabinieri del Reparto Territoriale e della Polizia di Stato di Corigliano-Rossano, che stanno operando con professionalità e dedizione in una fase complessa.

Siamo consapevoli, tuttavia, che la contingenza attuale richiede un’attenzione ancora maggiore: i fenomeni violenti non appaiono più occasionali, ma assumono tratti che impongono un salto di qualità nella presenza e nel presidio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *