Riceviamo e pubblichiamo
Riceviamo e pubblichiamoquasi 14 milioni di euro sono stati erogati da Arcea agli agricoltori calabresi nell’ambito della Domanda unica – campagna 2025 e del bando PNRR per l’ammodernamento dei frantoi.
Lo ha comunicato la Regione, precisando che 12.069.566,59 euro sono stati liquidati attraverso la Domanda unica, mentre 1.540.475,62 euro riguardano il bando dedicato all’ammodernamento dei frantoi.
In relazione alla campagna 2025 della Domanda unica, con l’elenco numero 5, sono state finanziate numerose domande di pagamento rimaste precedentemente sospese in attesa della validazione delle Plt, ossia le superfici interessate da Pratiche locali tradizionali.
Sono invece quattordici le domande finanziate nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che sostiene interventi finalizzati a migliorare sostenibilità, efficienza e qualità dei frantoi oleari.
Il bando, volto ad accrescere la competitività della filiera olivicola e a migliorare la qualità dell’olio extravergine, prevede anche la riduzione dei rifiuti ed è destinato ad aziende agricole, imprese agroindustriali, associazioni e cooperative titolari di frantoi in Calabria.
La liquidazione odierna si aggiunge a quelle già avviate da Arcea, confermando la Calabria tra le regioni più attive nell’attuazione di questo investimento del Pnrr.
Convenzioni con le associazioni ambientaliste
Interventi da 3,2 milioni di euro per habitat ed ecosistemi, dopodomani in Cittadella firma convenzioni con le associazioni ambientaliste
Dopodomani, alle ore 11, nella sala verde della cittadella regionale, saranno sottoscritte le convenzioni con trenta associazioni ambientaliste per interventi di ripristino di habitat degradati e valorizzazione degli ecosistemi naturali da realizzare sul territorio e finanziati dalla Regione Calabria per circa 3,2 milioni di euro.
Interverranno l’assessore all’Ambiente, Antonio Montuoro, il dirigente del settore Parchi ed aree naturali della Regione Calabria, Giovanni Aramini, il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Salvatore Siviglia.
Calabria a Bit
“La Calabria sta vivendo un momento d’oro. Il 2025 ha segnato il record storico con oltre 2 milioni di arrivi.
Un risultato figlio di una precisa strategia di destagionalizzazione. Grazie al forte incremento del turismo nord-europeo in particolare da Germania e Polonia, i nostri territori sono vivi anche in mesi precedentemente considerati fuori stagione. La sfida ora è consolidare questo traino internazionale”.
La meraviglia che non si ferma”, con il ministro Daniela Santanchè, l’amministratore delegato di Enit, Ivana Jelinic, l’assessore al Turismo della Regione Sicilia, Elvira Amata e l’assessore al Turismo della Regione Sardegna, Franco Cuccureddu.
“Dobbiamo essere pragmatici, sui mercati globali, il brand Italia è il nostro driver principale.
Molti turisti stranieri cercano l’Italia per il mare, la storia, la montagna o i borghi. La Calabria offre tutto questo in un unico luogo.
Se cerchi il mare, abbiamo 800 km di coste spettacolari, se cerchi la cultura, siamo la culla della Magna Grecia, se cerchi la montagna, siamo la quinta regione più montana d’Italia, dove si scia guardando il mare. Se cerchi i borghi, abbiamo perle come Gerace o Badolato.
Il claim che lanceremo è semplice e potente: venite in Calabria per visitare tutta l’Italia in pochi giorni. Siamo un concentrato dell’eccellenza del Paese”.
Il ministro Santanchè ha annunciato che il governo metterà a disposizione uno stanziamento di 5 milioni per una campagna promozionale internazionale dichiarando che ha parlato con il presidente Occhiuto per realizzare un Road show in Calabria e portare in regione i gruppi imprenditoriali più importanti.
“Oggi, anche in seguito al censimento effettuato, siamo in grado di quantificarli. Pertanto, con l’intervento dei ministeri, con l’azione di promozione, con le risorse che stiamo mettendo in campo anche tramite Cassa depositi e prestiti, intendiamo ristorare gli imprenditori per la ricostruzione delle loro attività.
Ci faremo trovare pronti: da qui a giugno saremo in grado di avviare la nuova stagione estiva che sarà ancora più bella di quella dello scorso anno”.
La Regione si presenta alla BIT 2026, presso Fiera Milano Rho, da oggi e fino al 12 febbraio, con un articolato programma di iniziative attraverso il format di Radio2 “Diamo voce alla Calabria”.
Realizzato nell’ambito della convenzione tra Rai Com e Regione Calabria – Dipartimento Turismo e Fondazione Calabria Film Commission.
Parchi marini
Con il progetto Life TerrAmare si intende portare la Calabria dentro una sfida europea ed internazionale che unisce conservazione, comunità e sviluppo, trasformando le coste in luoghi vivi, responsabili e produttivi di futuro.
È da questa visione che nasce dall’impegno dell’assessorato regionale all’Ambiente e dell’ente per i Parchi marini regionali della Calabria (Epmr), protagonisti della presentazione ufficiale del progetto, in programma il prossimo venerdì 13 febbraio alle ore 10.30, nella sede operativa dell’ente insediata nell’ex Tonnara di Bivona, a Vibo Valentia.
“Il cuore innovativo del programma è rappresentato dalle Comunità della Spiaggia Ecologica dove studenti, volontari, associazioni, operatori turistici, pescatori e cittadini chiamati condivideranno regole, conoscenza e responsabilità. Un cambio di paradigma che supera la logica dell’intervento episodico per affermare un modello integrato di conservazione, fondato su monitoraggio scientifico, partecipazione attiva e governance multilivello. In questa cornice, la tutela diventa condizione abilitante di una fruizione di qualità, durabile e coerente con l’identità dei luoghi”.
Life TerrAmare è un progetto candidato al programma Life dell’Unione Europea, con un orizzonte operativo di sei anni, che vede l’Epmr tra i partner di una rete internazionale impegnata nella gestione sostenibile degli habitat marini e dunali della Rete Natura 2000. Dalle Dune dell’Angitola ai Fondali di Pizzo Calabro, dalle Dune di Camigliano ai Fondali di Crosia-Pietrapaola-Cariati per finire alla Spiaggia di Brancaleone.
In Calabria, il progetto interesserà direttamente cinque siti della Rete Natura 2000, due marini e tre terrestri, che rappresentano l’ossatura ecologica delle coste regionali. Si tratta di aree di straordinario valore naturalistico nelle quali saranno sperimentati interventi di conservazione attiva, ripristino degli habitat, contrasto alle specie aliene e azioni di educazione ambientale e comunicazione.
“Il progetto – precisa il dg Raffaele Greco – si inserisce nella visione strategica più volte ribadita dal presidente Roberto Occhiuto che individua nella sostenibilità e nella valorizzazione delle risorse endogene uno degli assi portanti dell’azione di governo. Un percorso, questo, condiviso oltre che con l’assessorato all’Ambiente, anche con l’assessorato al Turismo guidato da Giovanni Calabrese, nel segno di una strategia che integra tutela ambientale, sviluppo economico e competitività territoriale. Con il progetto Life TerrAmare – conclude Greco – i Parchi marini calabresi rafforzano il loro ruolo di presidio di biodiversità e, allo stesso tempo, di piattaforma di cooperazione internazionale”.
Criticità idriche Marchesato
Ho preso parte con molto interesse all’incontro organizzato presso la sede del circolo del Partito Democratico di Mesoraca dal titolo “L’acqua è un diritto, non un disagio”.
Un incontro a cui hanno partecipato tanti iscritti, simpatizzanti, cittadini, e in cui sono state evidenziate alcune criticità e problematiche relative all’intero territorio del Marchesato crotonese.
All’incontro erano presenti anche la segretaria cittadina del Circolo del Pd di Mesoraca Rosanna Bianco, il segretario del Circolo di Petilia Policastro Vincenzo Ierardi, il capogruppo Pd in consiglio provinciale e comunale a Crotone Andrea Devona. Tra i tanti temi dibattuti, come si evince dal titolo, ha avuto una trattazione molto diffusa la problematica relativa al settore idrico gestito da Sorical.
Al riguardo, molti cittadini hanno segnalato disagi e disfunzioni. In particolare è stato sottolineato come la sede degli uffici dell’ente gestore siano stati centralizzati a Crotone, costringendo i cittadini di Mesoraca e degli altri comuni a percorrere lunghe distanze, anche più di 40 chilometri, per qualunque tipo di interlocuzione.
Ciò provoca, chiaramente, grandi difficoltà ad anziani e persone fragili, ma anche a chi è costretto ad assentarsi dal lavoro per recarsi presso gli uffici preposti.
A ciò si aggiungono, spesso, mancate letture dei contatori e calcoli “presunti” del consumo dell’acqua, in molte occasioni maggiorati rispetto al consumo reale.
Una situazione non più accettabile! In questi territori, le istituzioni anziché avvicinarsi alle comunità, sembrano allontanarsi sempre di più, lasciando i cittadini in uno stato di precarietà e abbandono.
Ho fatto mie le istanze di queste persone e mi sono impegnato ad effettuare nel minor tempo possibile una interlocuzione con i vertici di Sorical, al fine di ripristinare al più presto il servizio, magari in determinati giorni, anche all’interno dei territori comunali.
E’ sempre più urgente prestare ascolto alle aree interne della nostra Calabria, territori che meritano attenzione e che possono ripartire attraverso una politica sempre più vicina e sempre più concreta.
Interrogazione Sanità
In Calabria anche le ambulanze rimangono “vittime” di fermi amministrativi a causa della superficialità con cui viene gestita la Sanità nella nostra regione.
Dopo aver ricevuto una serie di segnalazioni al riguardo, infatti, ho effettuato una ricerca e ho potuto constatare di persona come alcune ambulanze nuove, acquistate dalla nostra Regione, siano sottoposte a fermo amministrativo da diversi mesi, in alcuni casi addirittura dall’estate scorsa.
Una situazione davvero incresciosa che genera necessariamente alcune riflessioni riguardo l’approssimazione con cui vengono gestite in Calabria determinate procedure.
Innanzitutto, il fermo amministrativo su un mezzo di proprietà dell’Asp certifica il fatto che i conti della Sanità nella nostra regione non sono affatto in ordine.
Il fermo amministrativo, infatti, giunge dopo una serie di passaggi che dimostrano come i debiti pendenti delle Asp siano riferibili a periodi di tempo abbastanza lunghi.
A ciò si aggiunge, poi, l’inadempienza da parte degli uffici che avrebbero potuto e dovuto immediatamente impugnare questo atto, in quanto tale sanzione non può applicarsi ad un mezzo di soccorso, e, dunque, rendere in poco tempo disponibile l’ambulanza per il trasporto dei malati.
Ma non è finita qui! Veramente molto grave sarebbe la situazione in cui si troverebbe l’Asp nel malaugurato caso in cui una delle ambulanze sottoposte a fermo, che vengono comunque utilizzate per il soccorso, provocasse un sinistro con seri danni a cose o persone. In questo caso le assicurazioni si troverebbero a rivalersi sull’Asp, con un’ulteriore beffa per i cittadini calabresi.
Tutto questo solo perché qualcuno non ha fatto con coscienza e scrupolosità il proprio dovere. Bastava, infatti, inviare una semplice Pec con una richiesta di annullamento all’Agenzia delle Entrate per far revocare il fermo amministrativo e sbloccare la situazione.
Per fare chiarezza sulla portata della vicenda ho presentato una interrogazione al Presidente e Commissario ad Acta per la Sanità Roberto Occhiuto.
Tra gli interrogativi posti, verificare quanti siano i mezzi di soccorso attualmente sottoposti a fermo amministrativo nelle varie Asp della Calabria, capire se e quando gli uffici preposti abbiano provveduto ad adempimenti volti alla rimozione dei fermi amministrativi, conoscere quali iniziative l’Amministrazione regionale intenda intraprendere per evitare che simili circostanze possano ripetersi, garantendo la piena efficienza del servizio di emergenza.
Ancora una volta, dunque, ai noti problemi di scarsità del personale, come ho più volte evidenziato anche in Consiglio Regionale di fronte al Presidente Occhiuto, si aggiunge la grande confusione che si trova negli uffici regionali e nelle Asp.
Un caos che ingessa le procedure, procura ritardi, sta condannando la nostra regione ad una sanità pubblica sempre più precaria e incapace di dare risposte ai cittadini.
Nota 2 Sanità
Prima di discutere di nuovi ospedali, occorre mettere in piena efficienza quelli esistenti, intervenendo in modo deciso sui settori più delicati — oncologia, diagnostica avanzata ed emergenza-urgenza.
Uno dei passaggi centrali ha riguardato proprio la prospettiva del nuovo ospedale. È stato sottolineato come un’opera di tale portata richiederebbe tempi lunghi con il rischio di immobilizzare risorse che oggi servono per affrontare criticità immediate.
La priorità indicata è dunque l’investimento in tecnologia avanzata, robotica, alta specializzazione e potenziamento della diagnostica per immagini: strumenti fondamentali per ridurre le liste d’attesa e rendere il territorio più attrattivo per professionisti e pazienti.
Sul tavolo anche il progetto del nuovo pronto soccorso a Germaneto. Il commissario Carbone ha confermato che il progetto esiste, è stato aggiornato ed è stato trasmesso ai Lavori Pubblici per la valutazione tecnica e finanziaria, con un investimento stimato intorno ai quattro milioni di euro. Tuttavia, il tema non è soltanto edilizio.
Il Policlinico – presidio Mater Domini in località Germaneto – nasce come struttura a prevalente vocazione elettiva, mentre la risposta alle patologie tempo-dipendenti (ad esclusione di quelle cardiologiche per cui il presidio già risponde) — trauma, ictus, emergenze complesse — fanno capo al Dipartimento Emergenza-Urgenza del “Pugliese”.
La soluzione prospettata è quella di un modello integrato: un unico sistema di emergenza coordinato su due sedi, con protocolli chiari per il 118 e una gestione unitaria, evitando sovrapposizioni e frammentazioni.
Particolarmente sentito il tema dei controlli oncologici. È stato evidenziato come molti pazienti, soprattutto per esami PET e medicina nucleare, siano ancora costretti a spostarsi fuori regione.
Una mobilità sanitaria che non rappresenta una scelta, ma una necessità legata alla limitata capacità produttiva locale.
La gara per la nuova PET del presidio “Mater Domini”, assicura il commissario Carbone, è stata conclusa e la macchina dovrebbe essere operativa entro pochi mesi; al presidio “Pugliese” è in corso la rimodulazione dei fondi per il potenziamento delle dotazioni, mentre una PET mobile è attualmente in funzione in fase transitoria.
Ma il problema non è soltanto tecnologico. Nel confronto è emerso con chiarezza che il principale collo di bottiglia resta la carenza di medici nucleari e tecnici specializzati.
I concorsi banditi non sempre producono candidati, anche a causa di una carenza strutturale nazionale di alcune specialità e della maggiore attrattività del settore privato. Senza personale adeguato, anche le nuove apparecchiature rischiano di non esprimere appieno il proprio potenziale.
Una questione che impone programmazione, politiche di attrattività e scelte strutturali che vadano oltre la dimensione aziendale.
In merito all’Unità Farmaci Antiblastici, considerata strategica per il rafforzamento del percorso oncologico, così come per il potenziamento complessivo della diagnostica, snodo essenziale nella riduzione delle liste d’attesa, arrivano precise rassicurazioni: l’UFA sarà ripristinata in tempi brevi: sono già iniziati i lavori di ristrutturazione per riportare il reparto nel presidio “Ciaccio”.
Il senso politico dell’incontro è stato esplicito: non si tratta di opporsi a una visione futura, ma di stabilire una gerarchia di priorità. Prima garantire ai cittadini risposte immediate, investendo in tecnologia, personale e organizzazione. Solo così sarà possibile ridurre la mobilità passiva e ricostruire fiducia nel sistema sanitario locale.
Un confronto che non chiude il dibattito sul futuro, ma lo riporta sul terreno dell’efficienza concreta e delle soluzioni operative.