Riceviamo e pubblichiamo
Il consigliere regionale Enzo Bruno in un incontro in Circolo Arci con il suo “capo” Pasquale Tridico in cui è emersa con chiarezza una verità che troppo spesso viene rimossa: “Crotone non è stata una periferia della Calabria, ma il suo principale polo industriale.
La fine di quell’esperienza produttiva ha segnato l’inizio della decadenza dell’intera regione. In altre aree del Paese, alle dismissioni è seguita la riconversione. In Calabria questo non è avvenuto, e non per fatalità, ma per precise scelte politiche e per l’assenza di una classe dirigente capace di imporre soluzioni strutturali. Fallimento di una classe dirigente incapace di imporre a Roma una strategia per l’industria calabrese.
Bruno ha messo in rilievo come la sua parte politica ha tentato di imprimere una discontinuità: «Con Pasquale Tridico si è provato a invertire una tendenza fatta di politiche sbagliate che per decenni hanno impoverito la Calabria. Quel progetto non ha trovato il consenso necessario, ma resta il segno di una volontà di cambiamento che oggi si traduce in un’opposizione netta e rigorosa. Su Crotone non è ancora chiara la linea che deve guidare la bonifica, tra commissariamenti e competenze frammentate. Su vicende come quella della convenzione con A2a e su altri dossier continueremo a chiedere documenti, chiarezza e, se necessario, a ricorrere agli strumenti giudiziari e istituzionali. Ma noi siamo qui a metterci la faccia – ha proseguito – perché è questo il mandato che abbiamo ricevuto: essere presenti, lavorare sul territorio e portare le questioni di Crotone nelle sedi istituzionali».
