Articolo tratto da Ansa

La Guardia di finanza ha confiscato a Reggio Calabria beni per 20 milioni di euro a diversi imprenditori che avrebbero fatto parte di un “cartello criminale” – spiegano gli investigatori – formato da esponenti di rilievo delle cosche Chirico, Musolino, Ficara-Latella, Rosmini, Fontana-Saraceno, Ficareddi, Condello e Nicolò-Serraino.

Su richiesta della Dda di Reggio Calabria, il provvedimento di confisca definitiva è stato emesso dalla Corte d’Appello nei confronti di Giuseppe Stefano Tito Liuzzo detto ‘Pino’ di 58 anni, della sua ex moglie Serena Assumma di 42 anni e degli imprenditori Antonio Pavone di 65 e Salvatore Saraceno di 69 anni.

L’indagine patrimoniale è stata condotta dal Gico del Nucleo Pef delle Fiamme gialle che ha sviluppato le risultanze emerse nell’ambito dell’inchiesta ‘Araba Fenice’.

Dove era stato arrestato Pino Liuzzo poi diventato collaboratore di giustizia.

Il provvedimento ha interessato l’intero patrimonio aziendale di due ditte individuali, tre società di persone, nonché delle quote di una società di capitali.

Ma anche sei immobili, un’autovettura, 53mila e 650 euro in contanti e otto orologi preziosi.
  

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