Riceviamo e pubblichiamo
“È stata dura ma ce l’abbiamo fatta, come avevamo previsto: solo una questione di tempo. Purtroppo di tempo perso”, esordisce così Copagri nel commento “a caldo” appena giunta la notizia dal ministero dell’Agricoltura che ha approvato definitivamente la richiesta di registrazione dell’Igp (indicazione geografica protetta) Bergamotto di Reggio.
“Più volte si è parlato di guerra del bergamotto. Ma in realtà gli sconfitti a causa del tempo sprecato sono i bergamotticoltori, che non hanno potuto usufruire dei benefici che può apportare al valore del prodotto un marchio Igp. Molti che ci hanno osteggiato oggi, si sono defilati o provano a salire sul “carro dei vincitori: non precludiamo alcuna possibilità di partecipazione a nessuno, poiché la filiera bergamotticola è di tutti e, soprattutto, di coloro che vogliono operare con trasparenza e lungimiranza. Ci piacerebbe che la controparte, anzicchè continuare a spendere soldi con inutili e ulteriori ricorsi al Tar li ritirasse in buon ordine, dimostrando non certo debolezza ma maturità e vera voglia di unità per un nuovo corso della bergamotticoltura di qualità”.
Ora il tutto passa a Bruxelles per approvare definitivamente l’IGP, ma c’è la spada di Damocle dei ricorsi al Tar che, come auspica il barone Macrì, sarebbe saggio ritirare.