Riceviamo e pubblichiamo
Con riferimento all’abbattimento delle alberature in Via Raffaelli, posizionati nell’area di parcheggio retrostante il Palazzo dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, non certo per le futili polemiche innescate a mezzo stampa ma per doveroso riscontro al Settore Igiene Ambientale del Comune di Catanzaro, si ritengono utili e doverose le seguenti osservazioni, precisazioni e contestazioni, ai fini di un corretto e completo inquadramento dei fatti e del relativo procedimento posto in essere.
Le alberature interessate dall’intervento insistevano su area di proprietà esclusiva della Provincia di Catanzaro, adibita a parcheggio pertinenziale privato a servizio della sede provinciale.
Trattasi, pertanto, di area non qualificabile come verde pubblico comunale, né soggetta a gestione diretta o manutenzione ordinaria da parte dell’Amministrazione comunale.
L’intervento è stato eseguito in condizioni di emergenza conclamata, a seguito di allerta meteo di livello rosso, in presenza di un pericolo grave, concreto e attuale per l’incolumità pubblica e privata, tale da imporre l’adozione immediata di misure di messa in sicurezza.
Le alberature risultavano tutte visibilmente piegate e sottoposte a forte sollecitazione del vento, con evidenti condizioni di instabilità strutturale dei fusti. In tale contesto è stato accertato che uno degli alberi presentava una marcata inclinazione verso un fabbricato residenziale adiacente, con rischio imminente di ribaltamento.
Tale circostanza ha determinato la necessità di procedere nell’immediatezza al taglio degli alberi, quale intervento indifferibile di messa in sicurezza dell’intera area e soprattutto della viabilità interessata. Il CCS (Centro Coordinamento dei Soccorsi) presieduto dal Prefetto è stato messo al corrente di tale criticità come si può evincere dai verbali in atti.
Si rappresenta inoltre che:
• un primo albero era già crollato nella notte su un’autovettura in sosta ed è stato rimosso con intervento immediato del Corpo dei Vigili del Fuoco;
• un secondo albero è stato rimosso dagli addetti comunali, con il supporto della Polizia Locale, che ha provveduto alla interruzione della viabilità del tratto interessato per diverse ore, a tutela della pubblica incolumità.
Nel corso dell’intervento emergenziale, gli operatori comunali risultavano accompagnati da un tecnico agronomo del Comune di Catanzaro il quale, a seguito di valutazione effettuata direttamente sul posto, ha evidenziato la pericolosità anche delle ulteriori alberature presenti, per la quale avrebbe dovuto provvedere l’Ente Provincia, anche se poi si è limitato a ordinare di tagliare solo l’albero più compromesso.
Si è quindi avvalorata la necessità del taglio dei restanti esemplari al fine di prevenire ulteriori eventi di schianto e per non compromettere, con la chiusura, la viabilità cittadina già in condizioni di criticità e, soprattutto, per i cittadini residenti nella zona.
Si precisa che, data la concitazione e l’urgenza delle operazioni, non è stato possibile acquisire le generalità del suddetto tecnico, circostanza coerente con il contesto emergenziale e che non incide sulla sostanza della valutazione tecnica resa.
L’intervento complessivo è stato pertanto eseguito in regime di somma urgenza, ai sensi dell’art. 140 del D.Lgs. 36/2023, ricorrendo i presupposti della necessità indifferibile di rimuovere una situazione di pericolo imminente per persone e beni, non compatibile con i tempi di attivazione dei procedimenti ordinari.Tutte le alberature presentavano il fusto pericolosamente piegato, evidenziando una condizione di rischio generalizzata e non limitata a singoli esemplari.
Le alberature abbattute, appartenenti alla medesima specie e con altezza oltre 10 metri, erano collocate in area asfaltata e in prossimità di veicoli e fabbricati, presentando condizioni di rischio analoghe a quelle che avevano già determinato i crolli verificatisi, con elevata probabilità di ulteriori schianti.
L’intervento effettuato dalla Provincia costituisce pertanto atto dovuto e non discrezionale, adottato nell’esercizio del dovere di custodia gravante sull’Ente proprietario, ai sensi dell’art. 2051 c.c., nonché in applicazione del principio di precauzione, risultando giuridicamente e tecnicamente incompatibile con l’attesa di autorizzazioni ordinarie.
L’Ente inoltre procederà al reimpianto di essenze arboree compatibili con la destinazione a parcheggio e con le esigenze di sicurezza, determinazione assunta in piena autonomia gestionale e senza che ciò possa essere interpretato quale riconoscimento di obblighi derivanti dalla sterili polemiche promosse da rappresentati politici forse non troppo coinvolti dall’emergenza metereologica.
Si evidenzia, inoltre, che la giurisprudenza amministrativa e civile è costante nel ritenere legittimi e doverosi gli interventi di abbattimento di alberature pericolanti effettuati in assenza di preventiva autorizzazione, qualora ricorrano condizioni di pericolo concreto e imminente per la pubblica e privata incolumità.
La stessa giurisprudenza civile ha ribadito che il mancato intervento su alberature notoriamente pericolose espone l’ente custode a responsabilità ex art. 2051 c.c., con conseguente obbligo risarcitorio.
Nel caso di specie, la presenza di eventi di danno già verificati ed accertati, l’allerta meteo di livello rosso contempo di ritorno, le condizioni di instabilità generalizzata delle alberature, nonché l’intervento degli organi comunali e dei Vigili del Fuoco, integrano in modo pieno i presupposti di pericolo imminente che la giurisprudenza ritiene idonei a giustificare l’intervento immediato;
e tali principi risultano pienamente coerenti con la disciplina della somma urgenza di cui all’art. 140 del D.Lgs. 36/2023, che impone l’esecuzione immediata degli interventi indispensabili a rimuovere situazioni di pericolo per persone e beni.
