Se nella 29. giornata di serie B il Catanzaro si gode le vertigini da alta classifica (unico problema, per così dire), il Padova mira sempre più a consolidare la sua posizione in una zona centrale della classifica in cui l’unico “inconveniente” può essere la… noia. Ecco perché il match odierno, in programma nella città veneta del Santo (Antonio, of course), non mette certo in palio punti pesanti. Malgrado ciò, a 9 giornate dalla fine della regular season (8 al triplice fischio) non si possono certo ancora alzare… le mani dal manubrio. Padova-Catanzaro, allora, è un match che offre comunque spunti interessanti con i calabri ancora teoricamente a caccia di un posto migliore del 5. attuale nella griglia playoff. E, soprattutto, i padroni di casa non di sicuro allo stato matematicamente… salvi. Anzi, tutt’altro! Logico attendersi “qualcosa di valido”, dunque, dalla gara diretta dall’arbitro Maria Sole Ferrieri Caputi della sezione Aia di Livorno (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=29091).
Primo tempo:
In avvio del match il Padova sembra più propositivo, soprattutto con Bortolussi. È solo un’impressione, però. Perché non è che faccia sfracelli. Tuttavia merita ampiamente il pari. Peccato per i biancoscudati, però, che il Catanzaro, così come a Carrara con il difensore “canarino” Illanes, trovi un alleato tanto involontario quanto prezioso dall’altra… parte. Stavolta, ad esempio, proprio nel portiere dei patavini Sorrentino. Già molto approssimativo al 6’, quando però Pittarello non ne approfitta, ma letteralmente disastroso su un tiro senza troppe pretese, dalla lunga distanza, di Alesi al 18’. Una conclusione che frutta un inaspettato 1-0 ai calabri nel contesto di una partita, come premesso, fin lì abbastanza equilibrata. Spezzata in virtù di un Sorrentino in versione Kinsky o quasi, in Champions League con il suo Tottenham a Madrid. Un gol che sposta, di parecchio, gli equilibri. in un primo tempo in cui fino al 45’ si assiste a un gioco molto spezzettato e a tanti fischi da parte dell’arbitro per interrompere il gioco.
Secondo tempo:
Il Catanzaro, forte del forse inaspettato vantaggio del primo tempo, nella ripresa mostra subito di voler archiviare la pratica Padova. E per farlo deve trovare almeno il raddoppio. Ecco allora che parte con i giri del motore molto alti. Tant’è vero che in appena 3’ è già pericoloso con Brighenti e soprattutto il solito Alesi. Ma è al 6’, che le Aquile mettono la ciliegina sulla torta con un’azione condotta da Favasuli e Pontisso e finalizzata da Iemmello. Quest’ultimo, infatti, con la consueta bravura riceve una palla davvero invitante e la mette nell’angolino di “giustezza”, come si sarebbe detto un tempo. È 2-0 o 0-2, se preferite. E il Padova? Ci prova con Faedo, Favale e Lasagna, tra il 15’ e il 21’. Ma sono punture di spillo e non i… colpi di cannone che servirebbero a cambiare gli equilibri del match. E si prosegue al 27’ con Bonaiuto, che però (per giunta in offside) regala solo uno stop di tacco da applausi. Giocata di pregevole fattura, ma fine a se stessa. Intanto, però, la partita scivola via veloce verso il naturale epilogo alla luce di quanto visto dal 18’ in poi. Sebbene il gol di Di Maggio al 48’, con un tiro da lontano che sorprende un po’ Pigliacelli, e il 3-1, in contropiede, di Iemmello circa 1’ dopo.
Conclusioni:
Un Catanzaro, corsaro a Padova, rispetta il proprio piano di… volo. E viaggia, tranquillo, a velocità di crociera verso quel 5. posto finale (nella regular season) tanto caro soprattutto alla società.