Giusy IemmaGiusy Iemma

Ci spiace parlare di fatti personali su irriverentemente.com/, ma questo è un editoriale e dunque uno spazio dedicato proprio alla diretta espressione di chi dirige o come in questo caso possiede un qualunque organo di stampa. Blog compreso. Il tema: siamo stati querelati dal vicesindaco Giusy Iemma e per la seconda volta in quasi 24 anni di carriera (saranno completi a fine giugno 2025) dopo oltre 18mila (dicasi 18mila, ma forse sono anche molti di più) articoli scritti ci (ri)troviamo alle prese con l’autorità giudiziaria.

E curiosamente sempre per vicende addebitabili, o in qualche modo riferibili, a quello che a oggi è il gruppo Democrat Iemma-Celia. O Celia-Iemma, per meglio dire. La prima volta successe infatti a metà 2022. E lì Iemma non c’entra alcunché, sia chiaro. Considerato come avvenne tutto quasi per caso, anzi per… errore.

E vi spieghiamo il perché. Semplice: il nostro ex editore Fabio Celia (sodale e sponsor riconosciuto nel partito, abbiamo centinaia di prove, di Iemma), ricevuta una querela in quanto proprietario di Calabria7 per diffamazione dovuta alla nota stampa di un politico locale, fu sentito in merito dagli organi preposti, indicando noi come uno dei due direttori della stessa testata nel momento in cui il comunicato veniva pubblicato (noi nel frattempo  avevamo lasciato C7). Ma finiamo comunque sotto inchiesta, sebbene per… sbaglio. E ora diremo il motivo più dettagliatamente.

Il riepilogo del nostro rapporto con l’autorità giudiziaria in veste di giornalisti

Chiamati in causa nel 2022 in quanto ex direttori di C7, dicevamo. Solo che noi eravamo sì direttori, ma editoriali, e quindi passibili di querela soltanto per quanto da noi personalmente scritto come un qualunque altro giornalista. Una forma di responsabilità oggettiva, per così definirla, era infatti allora (ed è sempre, anche adesso dunque) invece in capo al direttore responsabile. Lo prescrive(va) la legge. Ecco dunque arrivare la richiesta di archiviazione per noi da parte della Procura, allora retta da Nicola Gratteri. A cui, dopo un’opposizione della presunta parte offesa, seguì pure quella del Gip. Nei nostri confronti e, ci pare, anche di C7. Giornale come premesso querelato in prima istanza. Ma noi, ribadiamo, non lavoravamo più lì da quasi 3 anni e una volta usciti dal procedimento non ce ne siamo interessati. Come nostra abitudine, del resto, per le cose che non ci riguardano per lavoro o fatti personali.

La strana aria che tira nel Pd contro di noi

Il nostro lavoro, si sa, quando si svolge (soprattutto con la schiena dritta) non è un… grande affare. Anzi, semmai il contrario. Guadagni incerti, e comunque mai faraonici in rapporto ad altri professionisti pur assai meno qualificati, in un mercato privato spesso in mano ad editori improvvisati e banditeschi (legati cioè a doppio filo a contesti malsani della società su cui davvero bisognerebbe indagare). E poi improperi subiti, attacchi personali (non solo dai diretti interessati agli articoli scritti, ma anche in alcuni casi dalla nutrita schiera di loro galoppini e lacchè), accuse di parzialità, minacce di finti dossier e appunto intimazioni di… smetterla, per non subire denunce, o addirittura querele formalizzate come stavolta e così via. Ma noi che qui cogliamo peraltro l’occasione per anticipare il nostro abituale proverbio domenicale di Nonno Saverio, da riproporre come sempre domenica, pensiamo che: “Male non fare, paura non avere!”. Il resto attiene invece alla libertà di stampa.

Attenzione, nel momento in cui scriviamo, noi non sappiamo ancora perché la signora Iemma ci abbia querelato. E non avendo alcun rapporto con lei, fuori dall’ambito giornalistico, immaginiamo che sia per una diffamazione a mezzo stampa (anche in relazione all’articolo asseritamente violato: il 595 Cp). E a breve sapremo motivo e pezzo contestato. Ma, in generale, ci pare che nel gruppo Celia-Iemma, e nel Pd, qualcuno non sopporti il nostro modo di scrivere. Libero. Senza padrini né padroni. Unici, o quasi per meglio dire, nel panorama cittadino.

Elemento che, al di là del fatto contingente di Iemma, i sinceri Democratici del partito locale di Elly Schlein sembrano digerire poco. E male. Tanto da reagire con continui attacchi tramite chat e social nei nostri confronti. Amplificati anche da avvisi… amichevoli e, di contro, minacce di querela. Ma se pensano di farci indietreggiare di un centimetro, si sbagliano di grosso. Perché nel partito c’è tanta gente che ha paura, ma è stanca dei cacicchi che comandano (per giunta senza voti).

Se viviamo ancora in uno Stato libero, e di diritto, ribadiamo perché per noi Iemma è una pessima pubblica amministratrice (che speriamo alla scadenza di mandato non abbia mai più ruoli in città) e ancora peggiore dirigente di partito

Cerchiamo sempre di non ‘abusare’ degli editoriali. Soprattutto di quelli incentrati sulle questioni personali. E per questo ne proponiamo uno ogni tanto. Ma stavolta non potevamo esimerci dallo scriverne uno. E, come premesso, non conoscendo ancora i motivi che hanno spinto Irmma a querelarci, ribadiamo i 6 punti per cui secondo noi è una pessima pubblica amministratrice (che speriamo alla scadenza di mandato non abbia mai più ruoli in città) e ancora peggiore dirigente di partito. Oltretutto esponente di punta di una delle meno efficaci Amministrazioni della storia Repubblicana a Catanzaro. Il resto lo riferiremo, invece, nelle opportune sedi. Perché abbiamo anche noi tanto altro da dire. Comunque sia, ecco i 6 motivi:

Primo motivo: le ultime due candidature di Iemma (esclusa quella alla Camera, senza voto diretto asl’aspirante parlamentare) sono state entrambe con la doppia preferenza di genere. In cui, sulla base di dati oggettivi, è facile pensare che la diretta interessata si sia fortemente giovata dei voti, alle Regionali, del consigliere eletto Ernesto Alecci (pur alla fine della fiera non ottenendo il risultato sperato) e alle Comunali del consigliere eletto Fabio Celia (viceversa con pieno successo per entrambi). Ma Alecci e Celia sono notoriamente due campioni delle preferenze. Ragion per cui ci sentiremo smentiti quando vedremo Iemma candidata da sola, premiata da centinaia o migliaia di preferenze. E nelle sedi preposte porteremo elementi oggettivi;

Secondo motivo: alla luce di quanto appena scritto, sempre a nostra avviso, gli incarichi in Giunta e nel partito (è rispettivamente vicesindaco e pluriassessore e presidente regionale Dem) sono frutto di una sopravvalutazione del suo effettivo peso elettorale. E non è un fatto da poco. Perché, in particolare nel Pd, entra in tutte le dinamiche locali, non da sola per la verità, senza come appena sostenuto avere un peso specifico che lo suffraghi;

Terzo motivo (che si collega a uno successivo inerente al frequentissimo uso di Photoshop da parte di Iemma): la riunione definita partecipata sui soliti giornali locali al momento dell’illustrazione del Psc nel dicembre del 2023 al “Piccolo Teatro Politeama”. Un’assemblea, con nientemeno la presentazione del noto conduttore Domenico Gareri (figura di prestigio, immancabile da quando c’è la Giunta Fiorita al potere malgrado i pressanti impegni di apprezzato conduttore e professionista), in cui il 75% (per non dire il 90) dei presenti era formato da consiglieri comunali, loro stretti congiunti e iscritti al Pd dei Circoli di Catanzaro Centro e di Lido. E anche su questo abbiamo materiale fotografico a suffragio della legittima, ma per noi… costituzionalmente criticabile, abile attività di propaganda della signora Iemma che ha fatto passareQl’idea di una cittadinanza ‘neutrale’ intreressata e coinvolta;

Quarto motivo: il concorso, per un posto fisso a Palazzo De Nobili, del fratello minore di Iemma: Andrea. Riguardo a cui noi non abbiamo (mai) parlato di irregolarità o, peggio, di illegalità. Semmai di opportunità per come sempre noi, e forse pochi altri, intendono la politica. Perché se c’è una persona diventata vicesindaco a quasi 55 anni con un fratello, pur brillante commercialista, ultra 40enne si poteva forse scegliere una tempistica diversa per farlo partecipare a questo concorso. Così la pensiamo, così abbiamo scritto e questo ribadiamo; 

Quinto motivo: abbiamo detto e ribadiamo che, a nostro avviso, un ex segretario cittadino e attuale capogruppo Dem al De Nobili come Celia, oltretutti messo all’angolo nel partito e in un momento non di certo dei migliori in ambito professionale, possa aver pensato a Iemma come una sorta di rappresentante o “portanome” del loro gruppo. Magari fino al punto di tentare di supportarla per essere investita del prestigioso ruolo di aspirante governatrice del centrosinistra. Ma noi, sulla base di quanto detto e quanto diremo ancora, speriamo proprio di no. E ci pare, vivaddio, di poterlo auspicare. Ci mancherebbe;

Sesto motivo: Sesto motivo: l’uso massiccio di Photoshop e l’iperpresenzialismo che rientra, a nostro avviso, nell’abile opera di propaganda e autopromozione di Iemma. Che come spiegato in un pezzo noi non volevamo (neppure) offendere in quanto donna, figuriamoci quindi diffamare. Ma questa potrebbe essere interpretata alla stregua di una percezione personale. Peccato, però, che le stesse foto ‘non ritoccate’ di Iemma, da noi non certo manipolate, ci danno oggettivamente ragione. E, se del caso, produrremo anche quelle. Che a suo tempo ci venne persino chiesto di cambiare sul nostro vecchio blog. Nulla di male. Detto ciò chiosiamo affermando che, se domani noi stessi postassimo sui nostri social foto che ci ritraggono come se pesassimo 60 chili invece di oltre 120 chiunque commentetebbe con un “Colaci’, complimenti per Photoshop”. Lo stesso vale per chi prossima ai 60 anni, appare come una 30enne. Dov’è la diffamazione? Soprattutto se lo diciamo riguardo a una protagonista politica locale che dovrebbe, sempre a nostro avviso per carità, presentarsi alla gente per come è realmente e non certo per come deve apparire. Fatti suoi, ma noi da giornalisti possiamo ancora stigmatizzarlo? Senza contare che è sempre accanto al sindaco, incluse in tutte le foto, a cui invece di fare da sostituta fa da… ombra. una roba mai vista prima francamente. E sempre in base a come la vediamo noi pure “istituzionalmente scorretta” perché fa lavorare 2 persone sulla stessa cosa.

Le conclusioni

Scusate se l’abbiamo fatta lunga, cari amici lettori, e per ora null’altro da aggiungere. In attesa di capire di cosa siamo accusati di preciso e di essere ascoltati dall’autorità giudiziaria o dagli incaricati di Pg, a cui presenteremo tutti i fatti con carte alla mano. Solo un ultimo breve “Ps”: e menomale che non ci leggeva nessuno. Ci pare il contrario, sebbene scriviamo da soli e a zero euro di costo. Oltretutto a nostro avviso con coscienza e nell’assoluto rispetto delle leggi vigenti. Perché ci sembra di poter dire, anche se come ovvio non spetta a noi decidere sul punto, che se ha integrato il reato di diffamazione il nostro modo di presentare i fatti, allora è impossibile fare giornalismo libero e indipendente. Ma confidiamo nel lavoro dell’Ufficio di Procura di Catanzaro, che ci ha già archiviato con il dott. Nicola Gratteri al vertice, e siamo sicuri sarà rigorosissima nell’accertamento dei fatti anche con il dott. Salvatore Maria Curcio al vertice. È bene ha fatto pure Iemma, che si è sentita lesa e ha adito le autorità preposte all’accertamento della verità. Un modo che ci dà la possibilità di difenderci e, se del caso, tutelarci a nostra volta nelle medesime sedi.

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