Riceviamo e pubblichiamo

Un’onda di emozione, consapevolezza e impegno civile ha travolto l’auditorium del Polo Liceale “Campanella Fiorentino” di Lamezia Terme.

In un’aula gremita di studenti, si è svolta la tappa “Insieme si può”, un tassello fondamentale del più ampio progetto regionale “Chiediti se sono felice”, iniziativa che punta a formare oltre 10.000 studenti calabresi sui temi del benessere, dell’empatia e dei diritti.

L’incontro, promosso con determinazione da Alfonso Toscano, presidente dell’associazione “Il Dono”, e dalla co-ideatrice Annamaria Stanganelli, già Garante della Salute della Regione Calabria, ha visto la partecipazione delle massime autorità civili, militari e istituzionali, unite in un coro unanime contro ogni forma di esclusione.

La conduzione è stata affidata alla giornalista Luigina Pileggi, che ha tessuto il filo conduttore tra i momenti istituzionali e le testimonianze di vita vissuta. I lavori sono stati aperti dalla Dirigente Scolastica, Susanna Mustari, che ha tracciato il solco pedagogico dell’iniziativa: «La nostra scuola non si limita alla didattica, ma si impegna quotidianamente affinché le prassi inclusive diventino un vero e proprio humus mentale per i nostri giovani.

È fondamentale che comprendano come l’uguaglianza formale e sostanziale, cuore del nostro dettato costituzionale, si attui solo attraverso un’inclusione vissuta dall’intera comunità.

Gli ospiti presenti oggi sono per i ragazzi modelli di vittoria etica, simboli di una rinascita e di una resilienza che devono diventare esempio per il loro futuro».

Il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, ha sostenuto con forza il progetto, rivolgendosi ai giovani con una sincerità spiazzante che ha rotto gli schemi del protocollo: «Dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo: spesso il problema siamo noi adulti, che non riusciamo a intercettare i vostri bisogni o a capire il vostro linguaggio.

Vi chiedo di darci la possibilità di stare al vostro fianco, di camminare insieme».

Alfonso Toscano ha evidenziato come “il progetto “Chiediti se sono felice” nasce dal bisogno urgente di rimettere al centro l’ascolto dei nostri ragazzi.

Con “Insieme si può” vogliamo dimostrare che l’inclusione non è un concetto astratto o un peso burocratico, ma un moltiplicatore di gioia e di opportunità: ogni barriera che abbattiamo oggi è un mattone con cui costruiamo la felicità dei cittadini di domani».

La nostra missione come associazione “Il Dono” è seminare bellezza e solidarietà, affinché nessuno si senta mai più invisibile o lasciato indietro dalla società».

Un appello all’unità ribadito dall’assessore regionale Eulalia Micheli e dal sindaco Mario Murone.

Entrambi hanno concordato sul fatto che il progresso di una città non si misuri solo con il cemento, ma con la capacità di abbattere non solo le barriere architettoniche, ma anche e soprattutto quelle comunicative e sociali che troppo spesso isolano i più fragili.

Il cuore pulsante dell’evento è stato il racconto di progetti concreti che dimostrano come l’inclusione possa produrre economia e valore sociale.

Debora Donati ha presentato “La spiaggia dei valori”, un modello di accessibilità totale nato in Emilia Romagna.

Partito con un budget iniziale di 100.000 euro, il progetto è lievitato fino a un milione di euro grazie alle donazioni private, diventando un punto di riferimento internazionale tanto da essere presentato come caso di studio all’Onu. Altrettanto potente la storia di Eugenio Iannella, fondatore di “Civico 25”.

Dopo aver perso il lavoro durante la pandemia, Iannella non si è arreso e, ispirato dal fratello Vittorio, ha dato vita a una pizzeria inclusiva che offre impiego a ragazzi con sindrome di Down e giovani vittime di bullismo, trasformando la fragilità in una competenza professionale.

Il momento di più alta tensione emotiva è stato raggiunto con la testimonianza di Angelina Giaquinta.

La psicologa ha ricordato con voce ferma e commossa il figlio Filippo Verterame, giovane strappato alla vita dalla criminalità mentre prestava servizio nel “Lido on the beach” di Isola Capo Rizzuto, una struttura a forte vocazione sociale. «Il sogno di Filippo continua a vivere», ha ricordato la madre, sottolineando come il gesto estremo della donazione degli organi abbia salvato sei vite, trasformando un dolore insopportabile in una speranza collettiva.

Significativa anche la presenza di Fabrizio D’Agostino, presidente regionale di Federalberghi, che ha sottolineato l’impegno dell’associazione da lui rappresentata nel portare avanti modelli sempre più inclusivi, non solo a livello strutturale ma anche di opportunità di lavoro, anche perché il lavoro è dignità, autonomia e il passo finale per un’integrazione completa nella società.

L’inclusione ha poi trovato il volto e la forza delle campionesse paralimpiche. Anna Barbaro, atleta di nuoto e Triathlon, ha raccontato la sua sfida dopo aver perso la vista a 25 anni: «La disabilità non mi ha tolto nulla della mia essenza: sono rimasta moglie, madre e sportiva.

La mia forza viene dalla mia famiglia e dal mio inseparabile cane guida, che è i miei occhi nel mondo». Infine, la giovanissima Alessia Raso, 12 anni, accompagnata da Carmen Mazzei direttrice della Kairos Nuoto Lamezia. Alessia, promessa del nuoto, ha dato una lezione di maturità a tutta la platea leggendo un discorso in Braille: «Molti pensano che il successo sia la medaglia che portiamo al collo.

Per me la medaglia più bella è quando qualcuno capisce finalmente che io ho il diritto di uscire di casa e vivere pienamente la mia vita, senza che la mia condizione sia un limite per gli altri o per me stessa».

L’evento non è stato solo parole, ma anche arte, grazie all’esibizione del pianista Antonio Rubino, studente dello stesso Polo Liceale, che con le sue note ha sigillato una mattinata dedicata alla bellezza della diversità.

Il tour “Insieme si può” proseguirà ora nelle altre province calabresi, portando con sé il messaggio che la felicità non è un traguardo individuale, ma un percorso collettivo.

Nel corso della mattinata, che ha visto il supporto dell’interprete Lis Giusy Giordano, sono stati portati i saluti della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli.

Il mega progetto “Chiediti se sono felice” che si concluderà a maggio 2026, è realizzato in collaborazione con la Prefettura di Catanzaro, Questura di Catanzaro, la Regione e l’Asp di Catanzaro.

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