Teatro Grandinetti LameziaTeatro Grandinetti Lamezia

Riceviamo e pubblichiamo

E’ stato presentato questa mattina “Vacantiandu Fest 2026”, festival multidisciplinare che nasce con l’obiettivo di promuovere lo spettacolo dal vivo come strumento di crescita culturale, partecipazione civile e valorizzazione dei territori.

Il festival, organizzato dall’associazione lametina I Vacantusi presieduta da Nicola Morelli, si svolgerà principalmente al Teatro Grandinetti di Lamezia, che rappresenta il cuore pulsante della programmazione.

Ma si estenderà ai borghi, piazze e spazi culturali della Calabria, con l’intento di creare una rete diffusa di eventi e di portare lo spettacolo dal vivo anche fuori dai luoghi tradizionali.

In particolare, sono previsti spettacoli e performance non solo a Lamezia, ma anche a Catanzaro, Conflenti, Cosenza, Feroleto Antico, Pizzo, Paola, Roccella Ionica e Reggio Calabria.

La linea artistica del festival è chiaramente multidisciplinare: teatro di prosa, teatro civile, danza, musica, concerti, spettacoli per le nuove generazioni e riflessione culturale convivono in un cartellone ampio e articolato, capace di dialogare con pubblici diversi.

Alla conferenza stampa di presentazione, moderata dalla giornalista Luigina Pileggi, hanno preso parte oltre al direttore artistico Nicola Morelli, il vicesindaco di Lamezia Terme Michelangelo Cardamone e l’assessore alla Cultura Annalisa Spinelli, mentre Mara Larussa ha portato i saluti del consigliere regionale e presidente della Commissione cultura della Regione Emanuele Ionà.

“Il festival – come ha spiegato il direttore artistico Nicola Morelli – nasce con una visione chiara: abbattere le barriere generazionali e rendere la cultura un bene accessibile e inclusivo.

Questo nasce dalla convinzione che la cultura non sia un evento isolato ma un processo condiviso, capace di creare legami, generare pensiero critico e rafforzare l’identità dei territori. Vacantiandu Fest non è solo una rassegna ma un percorso culturale aperto, inclusivo e profondamente radicato nel territorio”.

Il progetto, cofinanziato dal Ministero della Cultura e dalla Regione Calabria, mette insieme e si interseca con altri due progetti: Caudex, rassegna letteraria diretta da Sabrina Pugliese porterà in dote numerosi incontri d’autore e “I Teatri della Magna Grecia”, network che, insieme a Mammut Teatro distribuirà produzioni regionali di qualità nei borghi e nei piccoli teatri calabresi. 
Il programma è imponente, in quanto prevede 126 appuntamenti da gennaio a maggio.

Tra i protagonisti della stagione ci sono grandi volti della TV come Carlo Buccirosso, Enzo Iacchetti e Biagio Izzo garantiranno il richiamo del grande pubblico. Attesissime la lectio magistralis di Umberto Galimberti (13 febbraio) e la presentazione di “Diario di un trapezista” di Sigfrido Ranucci (6 marzo).

Spazio anche alla musica e alla danza, con tributi agli Stadio, Pino Daniele e Bee Gees; per la danza, classici come Il Lago dei Cigni e Bolero. Molto atteso anche lo spettacolo di Melania Giglio su Amy Winehouse e il fenomeno social “Iliade Open Mic”, una stand-up comedy pensata per la Generazione Z.

Il vicesindaco Cardamone e l’assessore Spinelli hanno lodato I Vacantusi per la capacità di rendere il teatro un luogo di inclusione.

In quest’ottica prosegue il progetto “Ti invito a Teatro”, l’niziativa per studenti e categorie fragili in collaborazione con la Caritas e anche “Io come te”, il laboratorio teatrale inclusivo che segue la scia del successo dello scorso anno.

L’assessore Spinelli ha inoltre annunciato la prossima creazione di un “Tavolo permanente per la cultura e il turismo” al Comune, una strategia mirata a valorizzare i talenti locali e trasformare la città da luogo di transito a meta culturale d’arrivo.

Il vicesindaco Cardamone ha poi sottolineato l’importanza della valorizzazione del teatro Grandinetti, un bene al servizio del territorio.

Primo appuntamento mercoledì

Un viaggio tra versi, musica e critica letteraria per riscoprire una delle voci più intense e originali del Novecento italiano. Mercoledì al le ore 18.30 al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme si terrà l’evento Caudex Oltre  “Un’orchidea ora splende nella mano”, dedicato alla figura e all’opera di Lorenzo Calogero.

​L’appuntamento, con la direzione artistica e la regia di Sabrina Pugliese, si configura come un tributo profondo alle “Poesie scelte 1932 – 1960”, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva che unisce l’approfondimento accademico alla suggestione della performance dal vivo.

L’evento vedrà la partecipazione di illustri ospiti e collaboratori. Si inizia con il discorso critico a cura di Luigi Tassoni (Università di Pécs), tra i massimi esperti dell’opera calogeriana. Seguirà l’intervento di Nino Cannatà, editore e curatore del volume e quello di Vincenzo Oliverio, Sindaco di Melicuccà, paese natale del poeta.

A interpretare i testi del poeta sarà la voce di Sabrina Pugliese, mentre l’atmosfera sonora sarà curata dal musicista Vittorio Viscomi.

Lorenzo Calogero, definito da molti come il “rimbaud calabrese”, ha lasciato un’eredità poetica di straordinaria modernità.

Il progetto “Caudex oltre” mira a restituire la complessità e la bellezza dei suoi versi, troppo a lungo rimasti ai margini del canone letterario tradizionale, portandoli finalmente su un palco prestigioso come quello del Grandinetti.

Caudex Oltre

Al Caudex Oltre ecco la rassegna curata e diretta da Sabrina Pugliese. Presentata al Teatro Grandinetti l’antologia bilingue “Un’orchidea ora splende nella mano. Poesie scelte 1932-1960”. Un’opera che mira a restituire la complessità e la bellezza dei versi di Lorenzo Calogero, troppo a lungo rimasti ai margini del dibattito culturale ufficiale.

Nino Cannatà, nel suo doppio ruolo di editore e curatore, ha aperto l’incontro sottolineando come la promozione della poesia sia l’unica arma efficace per coinvolgere i giovani e riscattare una vicenda editoriale tormentata.

Questa nuova edizione recupera non solo le poesie già note, ma anche riflessioni e disegni inediti estratti dai quaderni manoscritti di Calogero. Il volume vanta inoltre la prefazione dello scrittore Aldo Nove e un’opera di Emilio Isgrò in copertina.

“Un’orchidea ora splende nella mano. Poesie scelte 1932-1960” ha una storia affascinante che attraversa l’oceano; infatti, riprende e amplia il lavoro uscito originariamente in inglese nel 2015 a New York con la traduzione di John Taylor.

Il dibattito critico, arricchito dal contributo del professore Luigi Tassoni ha permesso di inquadrare Lorenzo Calogero non come un semplice autore regionale, ma come un poeta dal respiro europeo.

Tassoni ha raccontato di come la biblioteca personale del poeta testimoni la statura di un grande lettore capace di assorbire il meglio della lirica internazionale.

Quella di Calogero è una scrittura coraggiosa e difficile, che rifiuta la memoria come semplice alibi nostalgico per affrontare invece un corpo a corpo quotidiano con il nulla e con l’ossessione per una figura femminile continuamente invocata.

Toccante è stato il racconto della dedizione assoluta di Calogero alla parola, egli scriveva su quaderni scolastici con una continuità di pensiero che lo portava a tentare, a correggere e a strappare febbrilmente le pagine che scriveva.

Questo rigore, questa deidizione per la parola, lo portò a dialogare con figure del calibro di Vittorio Sereni e Leonardo Sinisgalli, con il quale strinse un’amicizia profonda basata su una comune sensibilità poetica che lo accompagnò fino alla morte, avvenuta il 25 marzo del 1961.

La serata ha preso vita grazie alle letture di Sabrina Pugliese e all’accompagnamento musicale del chitarrista Vittorio Viscomi, che hanno permesso alle parole di Calogero di “ribollire” e liberarsi, mentre sullo schermo scorrevano i fotogrammi dei suoi manoscritti autografi e dei suoi disegni.

In chiusura, il direttore artistico Sabrina Pugliese ha ribadito l’importanza etica di questa operazione culturale, dichiarando quanto sia fondamentale restituire oggi Lorenzo Calogero alla collettività.

All’interno della visione di “Caudex Oltre”, Calogero emerge come una voce libera, che rappresenta le nostre radici più autentiche e  che finalmente arriva, e deve arrivare, al cuore di tutti.

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