Riceviamo e pubblichiamo
«Alcuni dipendenti dell’Azienda sanitaria provinciale quotidianamente alle prese con documenti e questioni delicate, che investono anche dati sensibili, costretti a lavorare in smart working per mancanza di sedi».
A far trapelare la notizia il consigliere comunale di Azione, Stefano Veraldi.
Che spiega come «i locali di via Madonna dei Cieli siano ora legittimamente utilizzati dall’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco (pure loto non certo al top. Leggi qui: https://irriverentemente.com/fotonotizia-catanzaro-dipendenti-asp-e-dulbecco-espliciti-vogliamo-i-buoni-pasto-lo-striscione-appeso-a-un-balcone-degli-uffici-di-via-vinicio-cortese/)», puntando però il dito contro la direzione amministrativa e la direzione generale dell’Asp alla quale chiede ufficialmente di «conoscere le ragioni della mancata soluzione del problema».
Sullo sfondo il disagio di chi lavora nell’Ufficio gare, ma anche nell’Ufficio legale o in quello che gestisce il personale convenzionato, tutti lavoratori che – stando alle segnalazioni rese note da Veraldi – «non hanno più certezza del loro diritto a lavorare in un ufficio e si sentono professionalmente umiliati da una Azienda che conta migliaia di dipendenti».
E c’è di più perché Veraldi svela pure altri dettagli di una situazione complicata che – fa notare – «si reggerebbe sul filo fragilissimo di una rotazione garantita in una sola stanza e che pertanto nulla ha a che vedere con la turnazione vera e propria».
Dipendenti sfrattati, insomma, e alle prese, ormai da mesi, con il sogno di una ricollocazione in altro luogo alla quale l’Azienda sanitaria provinciale non avrebbe urgenza di provvedere nonostante – conclude Stefano Veraldi – «l’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco, che nei locali di via Madonna dei Cieli ha collocato l’Ufficio tecnico, abbia pure offerto all’Asp la disponibilità di un’area dell’ex Villa Bianca».