La farsa al Comune di Catanzaro sta per finire. Perché l’ultima iniziativa politica delle dimissioni antifiorita è coma la bontà del Natale: di prammatica ed estemporanea, per ricorrere a degli eufemismi. E l’indignazione dei catanzaresi per la stessa iniziativa miseramente fallita è invece simile ai certo lodevoli propositi (ma purtroppo ancora meno duraturi della bontà natalizia) che si fanno a quasi tutti i funerali a cui si partecipa. Quando si esclama contriti: “Certo che non siamo niente, dovremmo pensare ai veri valori della vita”. Salvo, appena usciti dalla chiesa con il feretro ancora in vista, riprendere a essere le stesse me@de di sempre. Ecco allora che una politica, soprattutto quella locale, di cui ormai la gente si ricorda solo per chiedere un favore, peraltro nel 90% dei casi un diritto, o per fare un post “sfogatoio” di protesta e critica sui social, sa di poter dire ma anche fare quanto gli pare e piace. Impunemente! Tipo mostrarsi, come adesso, molta divisa e su fronti opposti, mentre probabilmente è già d’accordo sul da farsi. Altro che firme mancanti, quindi.
L’insostenibile leggerezza della.. politica catanzarese
Quello in atto, ancora per poco grazie a Dio, è uno dei teatrini più indecorosi della storia cittadina. Meno credibile dell’esistenza della Befana compiuti i 12 anni. Perché nessuno può infatti credere che consiglieri comunali legati a filo doppio e triplo a Fi, Lega ed Fdi, ergo ai vari Marco Polimeni, Filippo Mancuso, Wanda Ferro e persino all’ex maggiorente Mimmo Tallini quali Gianni Costa, Manuela Costanzo, Manuel Laudadio, Rosario Lostumbo, Giulia Procopi, Raffaele Serò e Tommaso Serraino (ben 7, quindi, non i 2 che mancavano all’appello per giubilare davvero Nick, neppure contando Jonny Corsi e Rosario Mancuso tanto non serve) si siano rifiutati di dimettersi di loro spontanea volontà. Mentre c’è una manifesta… parte parlata per mantenere inalterato lo status quo con la coppia Mancuso F.-Fiorita che intanto, a braccetto e in simbiosi, si gode i rispettivi mandati fino a metà 2027 e poi si vedrà. Basta solo accontentare chi comanda sul serio in città e rivedere un certo assetto.
Presto chi si ricorderà più dei… giorni caldi di febbraio al De Nobili mentre tornerà il sereno
Sulla scorta di quanto scritto, quando il consiglio comunale tornerà a riunirsi dopo la sceneggiata, ognuno potrà quindi riprendere la sua parte in commedia: Sergio Costanzo a fare il ribelle a “targhe alterne” e quando la ribellione stessa non riguarda lui direttamente; Fabio Celia a fare il moralizzatore, salvo venire asfaltato su Facebook da una sfilza di improperi da querela; Francesco Scarpino a fare il forzista duro e puro dopo 3 anni e mezzo passati a tenere il fianco caldo al sindaco; Antonello Talerico a fare il “separato in casa”, quella di Fi; Gianni Parisi a fare lo strenuo difensore dei “poveri lavoratori” della Catanzaro Servizi e così via. Tutti, come il resto dei loro colleghi, per giunta di tanto in tanto pronunciando una delle due fatidiche frasi che ascoltate dai microfoni dell’Aula Rossa, in quanto a effetto, annichiliscono persino le trovate dei fratelli De Filippo, di Totò, Albertone nazionale e così via. Vale a dire: “Lo facciamo solo per il bene della città” e “Mi assumo la responsabilità di ciò che affermo”. Intanto, però, si assumono poco. O meglio, niente. La riprova? Basti pensare a qualche dato oggettivo.
C’era una volta (anzi c’è ancora)….
I dati oggettivi di cui sopra. Al Comune di Catanzaro c’era una volta (anzi c’è ancora)… un coordinatore provinciale di Fi quale Polimeni. Nel frattempo eletto in consiglio regionale a ottobre scorso e dunque per scelta frequentante ormai solo del consesso di Palazzo Campanella. Che però doveva dimettersi, in base a quanto da lui stesso solennemente dichiarato alla stampa in campagna elettorale, in caso di sconfitta di Valerio Donato ad opera di Fiorita (poi verificatasi) già a giugno ‘22. E che dire poi di un capogruppo come il leghista Eugenio Riccio. Che da Catanzaro nel Cuore a oggi in poco meno di 20 anni ha cambiato quattro/cinque volte schieramento: sinistra-destra-sinistra-destra e altrettante lista o partito di riferimento. Sono loro quindi, di grazia, che dovrebbero espellere Scarpino o Laudadio? E dovrebbero farlo ora o, con la mancata candidatura nella destra, nel 2027? Suvvia, dai, siamo seri!
Il futuro cancella tutto
Quando e come, alla luce di quanto ricordato, le sedicenti espulsioni dei non dimissionari non per scelta (loro intendiamo, ma di chi li dirige politicamente) saranno operative tra un anno e mezzo? Periodo in cui, cioè, sulla farsa politica di questi giorni si saranno depositati quintali di polvere e nessuno se ne ricorderà più. “Poveri cittadini”, allora. Ma poveri in fondo come lo sono i lavoratori della Catanzaro Servizi, perché nel caso di specie conniventi. “Gente semplice e ingenua” a cui tra qualche settimana verrà detto con incredibile faccia di tolla che si è semplicemente trattato di una mossa politica abortita. Che la destra ha sbagliato i … conti per le dimissioni e Fiorita ha “(ri)vinto”, da solo contro tutti. Bravo, bravissimo, il nostro eroe! E la stessa gente ci crederà o farà finta di farlo. Salvo subito dopo (forse) il palesarsi dell’ok (unanime e bipartisan) del Consiglio a certe varianti urbanistiche (care a una… nota mano). Non un abuso ma qualcosa che grazie a Dio, da uomini prima che da giornalisti liberi, potremo ancora aspramente stigmatizzare e criticare. Mentre la “gente semplice” non capirà o farà sempre finta di non capire! Perché, come al solito, non batterà ciglio. Neppure avendo assistito al più grande inganno all’insegna dell’altrettanto più grande inciucio della storia repubblicana nel capoluogo.