Riceviamo e pubblichiamo

A Catanzaro continuiamo a registrare un fatto che merita una riflessione pubblica: incarichi che finiscono a professionisti molto vicini al Sindaco, persone che hanno fatto campagna elettorale per lui, che si sono candidate nelle sue liste o che comunque fanno parte del suo entourage politico e personale.

Il tema dell’inopportunità lo avevamo già sollevato in Consiglio comunale durante la discussione sul piano industriale di Catanzaro Servizi, evidenziando come alcuni incarichi siano stati affidati proprio alla vigilia dell’approvazione del piano.

Eppure, in quella stessa sede, il Sindaco aveva precisato di non occuparsi di affidamenti, gare o bandi. Formalmente sarà anche così, ma resta una domanda semplice: è possibile che incarichi e nomine continuino a coinvolgere sempre professionisti legati politicamente al Sindaco senza che lui ne sappia nulla?

Noi crediamo di no.

Qui non si mette in discussione né la professionalità dei soggetti incaricati né la legittimità formale delle procedure. Il punto è un altro: l’opportunità politica e amministrativa.

Perché quando incarichi pubblici finiscono a professionisti che hanno sostenuto elettoralmente il Sindaco o che hanno condiviso con lui percorsi politici e candidature, il dubbio che passa ai cittadini è semplice: premio agli amici o scelta imparziale nell’interesse pubblico?

Ancora una volta si utilizza Catanzaro Servizi — una partecipata già in forte difficoltà — come terreno di manovra politica e di consenso, mentre la città attende risposte concrete su servizi e gestione.

E mentre Catanzaro arranca, gli incarichi agli amici sembrano fare il giro d’Italia: da Milano a Bologna, fino a Soverato.

Noi continuiamo a ritenere che la politica debba essere non solo legittima, ma anche credibile e trasparente. Perché ci sono scelte che, pur formalmente corrette, restano profondamente inopportune.

Azione e Forza Italia

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