Riceviamo e pubblichiamo
È l’affondo del consigliere comunale di Azione, Stefano Veraldi, che si inserisce nelle polemiche già scattate a gamba tesa e che senza troppi giri di parole bolla la determina regionale di affidamento del servizio di redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali per la realizzazione del nuovo ospedale come la delegittimazione definitiva del capoluogo di regione.
“Sullo sfondo – fa notare – una città intera che come una barca alla deriva sta seriamente andandosi a schiantare contro il concreto rischio che il nosocomio sorga nel quartiere Germaneto e che l’area nord dei Tre colli sia letteralmente desertificata”.
Veraldi richiama dunque Fiorita, che non ha mai fatto conoscere la sua posizione a “marcare il territorio così da evitare che la Pasqua 2026 sia ricordata da molte aree del capoluogo di regione come quella dell’amarissima sorpresa commissionata dalla Regione Calabria e inserita in un uovo, che non ha nulla a che fare con la dolcezza del cioccolato che va a ruba nel periodo pasquale, proveniente niente poco di meno che dalla Lombardia”.
Veraldi parla di «Comune commissariato» e lo fa invitando il team di via Jannoni «al rispetto delle prerogative del Consiglio comunale che -ricorda con amarezza – della questione non ha potuto neanche discutere a causa dell’uscita dall’aula di alcuni consiglieri comunali che hanno così fatto cadere il numero legale.
Una circostanza, questa, che a Stefano Veraldi non è proprio andata giù ed è anche da qui che arriva forte e netta la richiesta di «chiarezza anche sul piano politico e ad ampio raggio.
E sì, Veraldi non si accontenta più di una discussione circoscritta, che peraltro non c’è neanche stata, anche perché – sottolinea senza troppi giri di parole – l’ultima determina della Regione Calabria in riferimento all’ospedale di Catanzaro getta la palla non soltanto fuori dai Tre colli, ma addirittura fuori dai confini regionali.
Da qui l’affondo: Lo faccia il capo dell’amministrazione comunale che ci risulta essere fortemente scosso al suo interno proprio a causa delle recenti dichiarazioni ufficializzate rispetto all’ubicazione del nuovo ospedale da parte di esponenti del partito democratico.
Una sola certezza, nessuna visione futura della città, nessuno conosce l’ubicazione del nuovo nosocomio nel nuovo Psc.
D’altronde, per l’esponente di Azione, Stefano Veraldi, “adesso che il tempo corre davvero è ufficialmente giunta l’ora di smetterla di imitare gli struzzi perché – conclude con fermezza – è proprio quando le questioni si fanno davvero urgenti che bisogna mostrare i muscoli al fine di far vedere di che pasta si è fatti e per farlo non c’è altra strada se non quella di togliere la testa dalla sabbia per stimolare una discussione, seria e trasparente, che tenga conto non soltanto degli aspetti tecnici, ma anche dell’impatto sociale e territoriale delle scelte che si stanno compiendo”.
Diversamente, le responsabilità di questo ennesimo “commissariamento” sarà responsabilità solo ed esclusivamente del centro sinistra che anche su questo tema dimostra di non avere le idee chiare.
Si riparta dalla localizzazione che esiste già ed è stabilita dalla delibera di Consiglio n. 2 del 2016 con la quale è stato sancito, appunto, “il sussistere di un preminente interesse pubblico al mantenimento della localizzazione della struttura nell’attuale sede dell’ospedale Pugliese per frenare l’abbandono della città”.
Quella delibera, è stata votata trasversalmente da consiglieri di tutti gli schieramenti, è vincolante e potrebbe essere modificata solo da un nuovo analogo pronunciamento dell’Assemblea.