Sette punti in meno e una partita in più. Questo il divario tra Catanzaro e Cesena. Un distacco enorme, che va dalle certe 7 lunghezze attuali alle potenziali 10. Addirittura! Ma guai a pensare che oggi pomeriggio le Aquile andranno al Dino Manuzzi a fare una passeggiata. Non fosse altro perché, in termini banali, da fine marzo in poi i punti valgono doppio e nessuno si… rilassa, regalando niente agli avversari. Senza contare che i padroni di casa sono in piena lotta con Juve Stabia, Avellino e Sudtirol, per piazzarsi all’8., se non persino al 7., posto. Entrambi utili per prendere parte agli ambiti spareggi promozione nella postseason. Comunque sia, l’interessante confronto sarà diretto da Andrea Calzavara di Varese (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=29297) e ve ne proponiamo il film, iniziando al solito dal primo tempo.

Primo tempo:

Iniziamo quasi dalla fine. Ma del primo tempo, come ovvio. Vale a dire dal 33’. Quando Liberali raccoglie il pallone direttamente da una rimessa laterale in zona d’attacco e supera con un elegante sombrero Bisoli. A quel punto si trova, seppur da posizione defilata, “solo-soletto” davanti a Klinsmann, portiere dei romagnoli, che infila con relativa facilità. È la rete dell’1-0 o 0-1, se preferite. Il gol è bello. E meritato. Ma fino a quel momento non è che si fosse visto calcio champagne. Né da una parte né dall’altra. Tant’è vero che i padroni di casa, a caccia di punti… playoff molto più degli ospiti, si erano limitati ad affidarsi a qualche folata offensiva di Shpendi e Bastoni. Ma, tutto sommato, poca roba. Che non ha certo impensierito Pigliacelli & Co., i quali hanno rischiato poco o nulla. E stesso dicasi, fino al guizzo di Liberali, per un Catanzaro nient’affatto trascendentale.

Secondo tempo:

Nella ripresa si suona tutta un’altra musica. E si sente, o meglio si vede, fin da subito. Perché i bianconeri vogliono almeno il pari. E collezionano angoli, spingendo a tutta con Corazza, Bisoli e Bastoni. Ma, anche e soprattutto, con Olivieri e Cerri. Che, da subentrati, hanno un significativo impatto sulla partita. Il Cesena, infatti, prima reclama un calcio di rigore per un presunto, molto presunto per non dire inesistente in realtà, su Zaro (che peraltro nel primo tempo aveva rischiato un clamoroso autogol al 18’ del primo tempo). Ma subito dopo, sull’ennesimo corner conquistato, Bastoni calcia, Olivieri “aggiusta” il pallone di testa e Cerri fa 1-1. I locali non sono ancora paghi, però. E al 27’ ribaltano il risultato, portandosi avanti. Lo fanno con Piacentini, che sfrutta un’azione di Berti, mentre Pigliacelli e Brighenti non riescono a impedire il gol. Così come nell’occasione in cui, ancora Cerri, al 39’ ribalta il Catanzaro con il 3-1. E subito dopo arriva anche il rosso per un inspiegabilmente nervoso Nuamah che colpisce a gioco fermo Olivieri. Che tuttavia fa annullare il 3-1 per un tocco di mano ravvisato dal Var. Emozioni finite. Nemmeno per sogno. Al 45’ fa gol Pompetti. Gol prima annullato e poi rivisto. Sembra buono, ma per questioni di (pochi) centimetri non lo è. Al 48’, poi, Berti, in contropiede, il 3-1 lo ottiene in modo regolare.

Conclusioni:

Catanzaro sciupone e rinunciatario. Che pensa forse troppo presto di aver vinto il match del Dino Manuzzi e viene giustamente… ribaltato dai padroni di casa.

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