Catanzaro-SampdoriaCatanzaro-Sampdoria

Il Catanzaro, prima del fischio d’inizio del match odierno contro la Sampdoria, ha nel mirino nientemeno il quinto posto in graduatoria. Seppur in coabitazione con il Cesena, avendo una partita in meno e anche due punti di ritardo rispetto ad altrettante rivali. Lunghezze di distacco che sono invece tre proprio nei confronti dei citati bianconeri romagnoli. E l’occasione per centrare l’ambizioso obiettivo è davvero ghiotta. Non fosse altro perché di fronte, per giunta tra le mura amiche del Nicola Ceravolo, c’è un’avversaria modestissima. Squadra che dopo la miracolosa, e per certi versi assai più… burocratica di sportiva, salvezza ottenuta la scorsa stagione, pure quest’anno annaspa nella zona minata della classifica. Quella che, a fine campionato, porterebbe alla C diretta, cioè. Ma procediamo con il consueto film della partita.

Primo tempo:

Partenza a marce basse. Ma al 12’ quasi arriva il colpo gobbo dei doriani. Pafundi serve infatti Henderson che crossa bene per Abidgaard, il quale a sua volta impegna Pigliacelli. Che para con prontezza, ripetendosi un attimo dopo sul colpo di testa di Viti, bravo ad avventarsi sul pallone vagante ma non altrettanto efficace nella conclusione. E il Catanzaro? Nella prima mezz’ora semplicemente non c’è. O c’è pochino! Tipo con Pittarello che al 24’ invoca, molto timidamente peraltro, un rigore per un contatto in area. Ignorato dal super-abitro del match Sozza di Seregno (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=27265). Ma anche nel prosieguo di parziale il Catanzaro sonnecchia, salvo cenni di risveglio come il tiro, comunque alle… stelle, di Rispoli al 36’. Ancora poca roba, però. Mentre Samp per nulla pericolosa, tuttavia sempre ingolosita dal contropiede. Ma che gli frutta niente, eccetto un paio di ammonizioni a carico dei rivali. Si scivola così, noiosamente, al 45’.

Secondo tempo:

Nella ripresa il Catanzaro ha forse finalmente capito che l’occasione è ghiotta, come detto in premessa. E cambia i… rapporti. Marce alte, dunque. Sin da subito! Tant’è vero che già al 3’ Pittarello si vede strozzare l’urlo del gol da un doppio super-intervento del portiere Martinelli. Al 9’ poi, quasi dal nulla, Cisse si accende e coglie una traversa. E del resto, se lo vogliono ad Eindhoven in una società blasonata come il Psv, qualche motivo ci sarà. Ma peggiora il clima con la pioggia, anche se dopo quanto osservato in settimana nella Marina del capoluogo con il ciclone Harry oggi sembra quasi una fresca sera d’estate, e si ammoscia pure la partita. Al 24’, comunque, è Liberali a far esaltare ancora una volta Martinelli che gli chiude lo specchio della porta. Mentre al 27’ la Samp spreca con Henderson a due passi da Pigliacelli e “grida” al rigore. Sozza non fa una piega, si prosegue! Come quando la Samp invoca un rosso per le Aquile. Zero riscontri anche stavolta dalla giacchetta, una volta tanto ormai, nera. Si arriva così, ancora una volta stancamente, al 96’, recupero compreso, praticamente senza sussulti.

Conclusioni:

Intanto una questione extracalcio. Un bellissimo striscione di solidarietà, per i danni inferti a metà settimana da Harry al quartiere marinaro del capoluogo e non solo, dai tifosi della Samp. Gemellati, peraltro, con quelli giallorossi, ma resta l’apprezzabilissimo gesto. Solidarietà tra Curve, a parte, dopo l’immediata sconfitta di Frosinone e quella invece giusta di Venezia, comunque corazzate del torneo in lotta per la A diretta oltretutto affrontate fuori casa, l’odierno pari interno a reti bianche contro una volitiva ma davvero “piccola” compagine blucerchiata che da anni non va più in campo nella scia del suo nome altisonante nel calcio italiano non può non deludere. E parecchio, anche. Aquile così ancora all’8. posto, pur ad appena 2 dal potenziale 5.

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