Ancora ironia, ma neppure poi troppa, nella nostra 60. foto della settimana. Che non può non essere dedicata a curioso caso del “derby politico” Catanzaro-Reggio, involontariamente innescato dall’aspirante sindaco forzista della città dello Stretto Francesco “Ciccio” Cannizzaro. Ecco come!

Merenda? No, grazie!

“Massimiliano Merenda, persona degnissima sebbene non lo conosca direttamente. Ma nelle mie liste non ci può stare. Perché, fino a… ieri, era consigliere (comunale, ndr) delegato di Giuseppe Falcomatà (già primo cittadino, dimissionario perché dallo scorso inizio ottobre membro dell’assemblea di Palazzo Campanella peraltro a spese del vicesindaco di Catanzaro Giusy Iemma per i resti (elettorali, ndr)”. Frasi, più o meno, pronunciate in un video social dal leader calabro e deputato (Fi) Francesco “Ciccio” Cannizzaro, in corsa per succedere proprio Falcomatà a… breve.

Ciccio a Peppino: chiaro, limpido… Cannizzaro

Cannizzaro, rivolgendosi al nuovo (nel senso di ultimo, almeno per ora) segretario regionale Giuseppe “Pino” Galati di un Merenda passato da pochissimo da sinistra a Noi Moderati (e quindi a destra), gli dice con garbo ma altrettanta nettezza: “Peppino (Galati, appunto, ndr) ti ringrazio al pari di come faccio con gli altri segretari del centrodestra per il lavoro che state facendo per me. Ma, sebbene anch’io in passato abbia accolto (in Fi, ndr) qualcuno che veniva dallo schieramento opposto, adesso non posso avere un candidato che era dall’altra parte fino a pochi giorni fa. E che dunque non può aver maturato un certo convincimento nel tempo”. Amen. O, se preferite, chiaro, limpido, Cannizzaro, tanto per mutuare un noto slogan pubblicitario su bevande assai in voga circa un trentennio fa.

“Derby politico” Catanzaro-Reggio

Ascoltato ciò, a prescindere da Cannizzaro per cui non sollecitiamo di certo un… encomio solenne o una statua equestre in piazza pur condividendone la linea nella fattispecie e il coraggio di rinunciare a voti preziosi in una competizione di un certo peso, ci viene in mente il “nostro” capoluogo. Una città in cui, se a giugno 2027 a destra candidano neppure uno dei.. mancati firmatari delle dimissioni per cacciare Nicola Fiorita, come abbiamo promesso al politico che ci ha girato il video di Cannizzaro a metà settimana (di cui non facciamo il nome per correttezza) noi smettiamo di fare i giornalisti per sempre. Sebbene in realtà speriamo, con tutto il cuore, di farlo comunque prima, andando a lavorare per lo… Stato a qualsiasi titolo. Basta che il datore di lavoro “stavolta” sia lo Stato, ribadiamo! Ma, al di là di tutto, l’impegno solenne lo assumiamo perché, in cima ai Tre Colli, nel 2027 dopo 5 anni di patto di ferro Lega-Pd altro che posto in lista per gli 8 consiglieri mancusiani posti a presidio di Nick (più uno, Francesco Scarpino, che diamo in… omaggio, escludendolo dal novero solo per aver firmato le dimissioni sebbene dovesse essere fuori dalla destra già a fine ‘24 per l’appoggio a Nick. Parola di Marco Polimeni ed Eugenio Riccio, non di certo nostra che contiamo assai meno di zero).

“Filippo, e se l’impossibile diventasse possibile?”

Attenzione, però. Perché la politica è strana. Molto strana. Stranissima, insomma! E di paradossi ne regala mille. E uno. Come ad esempio quello del maggiorente Mancuso. Che potrebbe anche non trovare più adeguato spazio a destra (la parte forzista infatti, quantomeno a oggi, la poltrona di sindaco del capoluogo gliela fa vedere solo con il binocolo, se gli va bene) in un futuro (prossimo) per quindi passare a sinistra se lasciato a piedi pure per il Parlamento. E magari, una volta divenuto “compagno aggiunto” o “amico di centro” (in stile vecchia Dc), desideroso di organizzare un ticket, finalmente alla piena luce del sole, con il suo stimatissimo Fiorita. Del resto, lo stesso Filippo ha in squadra collaboratori di primo piano come (in primis) Eugenio Riccio che della specifica materia, i passaggi da destra a sinistra e viceversa cioè, se ne intende parecchio.  Eccome! Ragion per cui, sebbene in linea ancora del tutto teorica, si potrebbe anche fare.

Mancuso, ma è davvero tutto oro quello che luccica?

Quanto appena detto, lo sosteniamo perché per certi versi noi auguriamo il meglio a Mancuso e soci. Tanto mica dobbiamo candidarci in prima persona o tirare la volata a qualcuno. Ma allo stesso tempo ci “permettiamo” di ricordare loro che gente in passato con lo scettro in mano, proprio come lui allo stato attuale, è poi rapidamente uscita di scena. Pensiamo a Tonino Scalzo o Enzo Ciconte (i primi che ci vengono in mente, davvero a caso!). Eppure erano rispettivamente stati (al pari del buon Filippo, “ieri” e oggi, peraltro) presidente del consiglio regionale e vice-governatore nel 2014 malgrado entrambi per poco e dunque non certo per l’intera legislatura. Ma allora addirittura con nelle urne un consenso leggerissimamente più alto di Mancuso stesso a ottobre scorso. Ergo…

Un po’ di ironia non guasta, neppure a Pasqua!

Chiudiamo con una piccola rima, neanche più di tanto voluta per formulare a tutti, politici compresi (ci mancherebbe!), anche se ne stimiamo davvero pochissimi, gli auguri di una serena Santa Pasqua. Magari da domani, o meglio da dopodomani, riprendendo a essere salaci con loro come sempre nel nostro… stile.

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