Riceviamo e pubblichiamo
“È iniziato un nuovo anno, ma per centinaia di famiglie catanzaresi cambia nulla: il contributo per il sostegno alloggio in locazione continua a non esistere, cancellato di fatto dalle scelte del governo nazionale, che anche nella nuova legge di bilancio ha deciso di ignorare una misura fondamentale di giustizia sociale (fioritiani mica fessi bis. Leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-da-de-nobili-2-fioritiani-mica-fessi-quando-prendono-soldi-roma-per-scuole-se-la-vendono-quasi-fosse-merito-loro-quando-no-come-per-case-incapienti-danno-colpa-a-governo/, ndr).
Siamo di fronte a una responsabilità politica grave e inequivocabile.
Il Governo ha scelto consapevolmente di cancellare una misura che garantiva un minimo di tutela alle fasce più fragili della popolazione: famiglie a basso reddito, anziani, lavoratori precari, giovani coppie.
Una scelta che colpisce chi già vive una condizione di difficoltà e che aumenta le disuguaglianze sociali.
I Comuni, come quello di Catanzaro, si trovano così a dover spiegare ai cittadini che non esistono risorse, pur continuando, per senso del dovere e rispetto delle istituzioni, a portare avanti procedure, avvisi pubblici, istruttorie e graduatorie che restano lettera morta.
È una situazione paradossale e inaccettabile, che scarica sugli enti locali e sul personale comunale il peso di decisioni prese altrove.
Il diritto all’abitare non può essere considerato una questione marginale né affrontato con misure emergenziali. Occorre rafforzare gli strumenti di sostegno alle famiglie in difficoltà, valorizzare le politiche di prevenzione del disagio abitativo e costruire percorsi che mettano al centro le persone, soprattutto quelle più fragili.
Come Amministrazione, abbiamo mantenuto fin qui l’impegno a fare rete tra Istituzioni, terzo settore e comunità locali, affinché le politiche sociali diventino parte integrante di una strategia allargata di giustizia sociale.
Ma i cittadini devono sapere che le Amministrazioni locali sono sostanzialmente da sole a combattere questa battaglia contro le politiche egoiste e discriminatorie di una destra impegnata a sostenere, a livello nazionale e locale, i più forti a discapito di chi ha più bisogno”.
Disastro fondi persi
“I progetti di vita rappresentano la sfida più significativa del presente e del futuro per le politiche sociali di questa città.
La provincia di Catanzaro è territorio sperimentale per i progetti di vita, che segnano un vero e proprio cambio di paradigma rispetto al passato: non interventi frammentati, ma percorsi personalizzati, costruiti attorno alla persona e alla sua famiglia, capaci di tenere insieme autonomia, inclusione e dignità.
Su questo terreno il settore Politiche sociali sarà costantemente chiamato a dare risposte, insieme a tutti gli attori coinvolti – Asp, istituzioni scolastiche, Inps e soggetti del territorio – in un’ottica di sistema in cui siano le istituzioni a farsi carico dei bisogni delle persone, e non le famiglie a dover affrontare una battaglia quotidiana, bussando alle porte dei diversi enti per ottenere risposte.
A tal proposito si ribadisce, per l’ultima volta a mezzo stampa (leggi qui: https://irriverentemente.com/comune-catanzaro-veraldi-e-le-riunioni-carbonare-di-fiorita-stavolta-per-i-fondi-persi-su-disabilita-storia-di-un-sindaco-che-se-inserisse-i-suoi-fallimenti-nei-pensieri-domenicali-fb-arrivereb/), che la restituzione di una parte dei fondi “Dopo di Noi”, limitata esclusivamente a due vecchie annualità, non ha determinato alcuna forma di discriminazione nei confronti delle famiglie delle persone con disabilità, essendo stata in ogni caso garantita la continuità degli interventi e la parità di accesso ai servizi, nel pieno rispetto dei LEP e dei diritti soggettivi.
È necessario ribadire con chiarezza che le famiglie e i loro bisogni sono il cuore dell’azione pubblica. Le famiglie chiedono servizi, inclusione, accompagnamento, dignità.
Ed è attorno a queste richieste concrete che l’Amministrazione comunale continuerà a costruire le proprie scelte.
La volontà politica di mettere al centro i bisogni speciali è dimostrata da una programmazione sociale ampia e strutturata, che attinge a diverse fonti di finanziamento: dal Fondo di equità sociale, per circa 200 mila euro; ai progetti di vita indipendente , per i quali la Giunta ha autorizzato la firma della convenzione con la Regione Calabria, con risorse pari a circa 100 mila euro annui destinate a soli sei ambiti, tra cui Catanzaro; fino ai circa 60 mila euro recentemente assegnati dal Ministero per le Disabilità ai Comuni capofila che hanno avviato sperimentazioni sui progetti di vita individuali.
E ancora nuove risorse accantonate per dare risposte a necessità di trasporto, 140 mila euro destinate al taxi sociale.
Su questo terreno il settore Politiche sociali é costantemente chiamato a dare risposte, il 2026 sarà l’anno in cui questa sfida entrerà pienamente nella sua fase attuativa.
Il lavoro messo che verrà messo in campo con le associazioni serve proprio a non burocratizzare questa sfida, ma a guardarla con l’occhio, le fatiche e le speranze delle persone con disabilità.
Il lavoro con loro è cosa che prescinde e va al di sopra della mia disponibilità ad incontrare chiunque.
Su un tema che personalmente sento tantissimo mi spenderò in prima persona per incontrare le parti politiche che chiedono approfondimenti e coinvolgimento.
Per disporre di uno sguardo ampio e di sistema è necessario che, per chiunque voglia dare il suo contributo, ci sia studio e approfondimento della questione.
Solo un coordinamento efficace tra Ministero, Regione, Comuni, Terzo settore e soggetti attuatori può proteggere e rendere efficace questa nuova fase, evitando semplificazioni e contrapposizioni sterili.
Sul sostegno alle disabilità, l’Amministrazione comunale ha fatto e continuerà a fare la propria parte, senza mai sottrarsi alle responsabilità che questo ambito complesso richiede, con un obiettivo chiaro: dare risposte stabili, credibili e rispettose della dignità delle persone e delle loro famiglie”.
Gallo su strage Cras Montana
A nome mio personale e dell’intero movimento politico Nuova Genesi, esprimo la più profonda vicinanza e il sincero cordoglio alle famiglie dei ragazzi tragicamente scomparsi nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.
Davanti a una perdita così ingiusta e improvvisa, le parole sono sempre insufficienti.
Resta il silenzio rispettoso del dolore, l’abbraccio ideale alle famiglie, agli amici e a tutti coloro che oggi portano nel cuore un vuoto che nulla potrà colmare. Ogni giovane vita spezzata è una ferita aperta per l’intera comunità.
È una ferita che attraversa confini, lingue e nazioni, perché il valore della vita umana è universale e la sofferenza di una famiglia diventa, in qualche modo, la sofferenza di tutti.
Accanto al dolore, però, nasce anche una responsabilità collettiva: trasformare il lutto in consapevolezza.
Eventi con grande affluenza di persone richiedono un livello di attenzione e di prevenzione massimo, rigoroso, non negoziabile.
La sicurezza non è un dettaglio organizzativo, ma una condizione essenziale di civiltà.
In particolare, le uscite di emergenza rappresentano uno dei pilastri fondamentali della sicurezza pubblica.
Devono essere: chiaramente segnalate, visibili anche in condizioni di scarsa illuminazione; sempre libere e accessibili, mai ostruite; adeguate al numero di persone presenti, secondo criteri tecnici precisi; oggetto di controlli preventivi e continui, non solo formali ma sostanziali; accompagnate da personale formato, capace di gestire situazioni di emergenza con lucidità e competenza.
La sicurezza non può essere affidata all’improvvisazione, né sacrificata a logiche di profitto o superficialità.
Ogni evento, grande o piccolo, deve essere progettato mettendo al centro la tutela delle persone, prevedendo scenari di rischio e risposte immediate.
Prevenire significa salvare vite. Come Nuova Genesi, crediamo che il progresso di una società si misuri anche dalla sua capacità di proteggere i più giovani, di imparare dagli errori e di non voltarsi dall’altra parte.
Chiediamo con forza una cultura della sicurezza più diffusa, più severa e più responsabile, che coinvolga Istituzioni, organizzatori, tecnici e cittadini.
Alla memoria dei ragazzi scomparsi va il nostro pensiero più commosso.
Alle loro famiglie va il nostro rispetto, la nostra vicinanza e l’impegno a fare in modo che tragedie simili non vengano mai considerate “fatalità”, ma moniti dolorosi da cui costruire un futuro più sicuro, più umano, più giusto.