Riceviamo e pubblichiamo
in merito ai nove alberi tagliati e orrendamente mutilati in via Raffaelli, proprio il giorno successivo al ciclone “Harry” siamo sempre più sconvolti e preoccupati di come, in linea generale, venga sempre utilizzata da molti la retorica dell’emergenza per giustificare abusi e violenze di ogni tipo ai danni del patrimonio collettivo flori- faunistico.
Presunta emergenza cinghiali? Si assoldano cacciatori e si autorizzano abbattimenti indiscriminati.
Qualcuno decide che non vuole avere un albero sopra il parcheggio della propria auto? Dichiara che l’albero è un pericolo e vengono assoldate squadre di potatori in un lampo.
Non ci stancheremo mai di ripeterlo, ma nessuno può svegliarsi al mattino e decidere di tagliare un albero senza le dovute perizie e autorizzazioni, specie se è un albero che ha almeno 20 anni e che non mette a rischio nessuno.
Così come per i 12 alberi tagliati e mutilati orrendamente lungo il viale della caserma Pepe a novembre del 2025 la cui denuncia è rimasta inascoltata, ci chiediamo quale sia la ratio dietro all’ennesimo abuso nei confronti del patrimonio verde, che è importante ribadire è qualcosa di collettivo.
Ci è stato riferito che uno di questi alberi aveva perso qualche ramo che era andato in strada, ma non aveva fatto alcun danno e poteva essere potato in modo tale che potesse continuare a vivere. Ma gli altri otto?
Per quale motivo sono stati uccisi e i resti lasciati sul marciapiedi? La provincia di Catanzaro è stata la committente di questi lavori? Le responsabilità devono essere acclarate, ma sembrerebbero più che ovvie.
Ricordo che quegli alberi, che erano stati piantati quando si favoleggiava di portare una sede della Rai a Catanzaro, nel silenzio, senza alcun clamore, erano cresciuti sani e forti.
Molti commentano sui social e ci si appella alla presunta “pericolosità” degli alberi, soggetti a pioggia, vento, fulmini, che potrebbero cadere ed essere causa di fantomatici “danni”.
Ma quindi vogliamo radere al suolo tutti gli alberi che potenzialmente potrebbero dare fastidio ad auto, passanti? Vogliamo continuare a riferirci alla vita vegetale e animale come ad “accessori” la cui dignità e motivo di esistere, debbano essere sempre subordinate a utilità puramente umane?
Questi deliri antropocentrici denunciano anche la superficialità profonda di chi pensa di vivere in un ecosistema staccato dal tutto il resto e anzi eventi climatici così catastrofici (come quello che abbiamo appena subito e vissuto), dovrebbero farci riflettere su quanto noi esseri umani dovremmo essere garanti e custodi di un equilibrio.
Chissà, forse, se avessimo lasciato al loro posto gli alberi in natura, in seguito a queste piogge torrenziali, non ci sarebbero state tutte queste frane e smottamenti.
Augurandoci che nuovi alberi possano essere prontamente messi a dimora negli spazi dove ora giacciono solo le carcasse di quelli tagliati, ricordiamo che in quanto osservatorio permanente, ci siamo già attivati affinché episodi del genere non passino più in sordina e che le leggi vigenti in Italia, sulla tutela del patrimonio flori-faunistico (mai abrogate nel capoluogo di regione per motivi davvero misteriosi) divengano una realtà a cui fare riferimento.
Anche Catanzaro ha tutto il diritto di vedere protetto e valorizzato il proprio patrimonio verde, protestando per la totale incuranza degli alberi e del verde pubblico, la sua massima espressione.
Ancora una volta è proprio il rispetto del patrimonio collettivo della città ad essere stato mutilato e maldestramente capitozzato.
OPAT Osservatorio Permanente Ambiente e Territorio