Riceviamo e pubblichiamo
Di un Ciaccio, desolatamente avvolto nelle tenebre, appena fa buio (leggi qui: https://irriverentemente.com/vergogna-catanzaro-tutto-come-a-febbraio-22-quando-scrivemmo-delle-tenebre-del-ciaccio-allora-si-mosse-qualcosa-in-comune-pero-ora-frequentatori-e-abitanti-area-tra-cui-noi-ci-hanno-richia/), per via di un’illuminazione da anni inesistente o quasi, non importa a nessuno.
Del resto l’importante presidio resta così, forse perché lo si vuole appunto al buio. In tutti sensi. Compreso quello del degrado.
Considerata ad esempio anche la sporcizia che e le scorribande notturno dei sempre più famelici cinghial, che ne devastano l’attiguo parco verde, da cui è quotidianamente deturpato.
Ma di un Ciaccio che offre un servizio spesso salvavita, pur oggettivamente con delle evidenti carenze come messo in rilievo dagli amici de La Tazzina della Legalità, ribadiamo come interessi invece a tutti.
Certo, ognuno solleva i casi che ritiene giusti. E La Tazzina è libera di farlo, ci mancherebbe altro. Anzi, fa pure bene dal suo punto di vista.
Ma per noi il Tir Pet dà risposte, pure a Pasqua, in un Ciaccio (come premesso purtroppo poco… illuminato) patrimonio di una città a rischio per le ” interessate sponsorizzazioni” ad altri presidi clinici
Situati in aree che fanno… gola ad alcuni conosciuti “pirati economici”, che hanno letteralmente spolpato il capoluogo.
E che dispongono a loro piacimento del fedele e servizievole operato di tanti prestanomi e… strascina facendu catanzaresi, pronti a vendersi la mamma di notte pur di salire un pochino nella scala sociale.
Ecco perché noi, specifica vicenda della Pet mobile come ovvio, diciamo giù le mani dal Pugliese-Ciaccio e no ai pirati.
La nota de La Tazzina
L’Associazione La Tazzina della Legalità denuncia una situazione che definire inaccettabile è riduttivo, e che colpisce direttamente la dignità di pazienti oncologici già duramente provati dalla malattia.
Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da cittadini costretti a sottoporsi all’esame PET presso un’unità mobile – un tir attrezzato proveniente da fuori regione – posizionata, con cadenza mensile, nell’area antistante l’ospedale Ospedale Ciaccio.
Ciò che lascia sgomenti non è solo la precarietà del servizio, ma l’assenza totale di servizi essenziali: non sono presenti nemmeno i servizi igienici. Questo significa che pazienti oncologici, già sottoposti a terapie invasive e a condizioni di fragilità estrema, sono costretti a vivere ulteriori disagi, in una situazione che mortifica la loro dignità umana.
È inaccettabile che, nel 2026, un territorio debba dipendere da soluzioni emergenziali per un esame diagnostico fondamentale come la PET. È inaccettabile che la sanità pubblica non sia in grado di garantire standard minimi di assistenza e rispetto.
Per queste ragioni, chiediamo con forza al Presidente della Regione Calabria e Commissario straordinario alla Sanità, Roberto Occhiuto, di intervenire immediatamente per:
porre fine a questa situazione emergenziale;
garantire condizioni dignitose ai pazienti;
attivare in tempi rapidi un reparto stabile e attrezzato presso una struttura sanitaria del territorio, dove sia possibile effettuare l’esame PET in maniera continuativa, come avviene nel resto d’Italia.
La sanità calabrese non può continuare ad essere gestita in questo modo. Non si può chiedere ai cittadini, e in particolare ai più fragili, di sopportare inefficienze che altrove sarebbero semplicemente impensabili.
La Tazzina della Legalità, ormai punto di riferimento per tante segnalazioni civiche, continuerà a dare voce a chi non ne ha, vigilando e denunciando ogni situazione che leda i diritti fondamentali delle persone.
La dignità non può essere opzionale.