Riceviamo e pubblichiamo

Il silenzio non è ascolto e i rappresentanti degli organismi provinciali del Partito Democratico di Catanzaro ritengono non più rinviabile un intervento chiaro e autorevole dei vertici nazionali sulle vicende che stanno attraversando il partito in città.

Le dimissioni del segretario cittadino e, a distanza di pochi mesi, l’uscita di tre dirigenti storici non possono essere liquidate come dinamiche interne ordinarie.

Si tratta, al contrario, di segnali politici inequivocabili che denunciano una frattura profonda e un malessere strutturale. Ignorarli significherebbe sottrarsi alle proprie responsabilità.

Si registra invece un silenzio prolungato, quasi arrogante. Un silenzio che non chiarisce e rischia di allontanare una comunità politica che continua a lavorare quotidianamente sul territorio senza un indirizzo politico chiaro.

Anche sul piano istituzionale il quadro appare debole. Le comunicazioni dei rappresentanti del PD cittadino non delineano una visione organica per Catanzaro, ma si limitano, con interventi di buona volontà, a rivendicazioni di pura presenza amministrativa.

Manca una direzione chiara e la capacità di proporre un progetto credibile per l’intera città.

Particolarmente significativo è inoltre il loro atteggiamento rispetto ai possibili mutamenti degli equilibri di maggioranza.

Il Partito Democratico esprime consiglieri, assessori e la vicesindaca Giusy Iemma. Una presenza che dovrebbe tradursi in piena assunzione di responsabilità politica.

Eppure, su un passaggio politicamente così rilevante, si registra un profilo defilato, incapace di offrire ai cittadini una posizione chiara e coerente.

L’unico ad aver riconosciuto apertamente gli equilibri che incidono sulle scelte amministrative è il sindaco, che con pragmatismo ne prende atto e sembra disposto ad assumersene pubblicamente l’onere e la responsabilità politica.

I rappresentanti del PD, invece, appaiono esitanti, quasi spettatori, rinunciando di fatto a esercitare fino in fondo il proprio ruolo politico e istituzionale.

È in questi frangenti che si misura la credibilità di una forza politica. Il Partito Democratico non può limitarsi a essere un fattore di equilibrio contingente né uno strumento funzionale a dinamiche di breve periodo.

Deve tornare a essere luogo di partecipazione reale, elaborazione politica e assunzione trasparente di responsabilità.
Per queste ragioni riteniamo indispensabile l’apertura di una fase di confronto autentico — non proclamato ma praticato — che coinvolga iscritti, dirigenti e comunità di riferimento.

Un percorso che produca scelte chiare e una guida politica riconoscibile, restituendo centralità al confronto democratico e rafforzando la presenza del Partito Democratico nella città di Catanzaro.
Il silenzio non è neutralità. In politica è una scelta.

E oggi Catanzaro ha bisogno di chiarezza, responsabilità e coraggio.

Occupy PD – Catanzaro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *