Catanzaro-Mantova non è un testa-coda, ma poco ci manca. Considerato come, a trovarsi di fronte, siano i padroni di casa, lanciati verso il solito quinto-sesto posto che la società vuole regalare ai tifosi per tenerli contenti, e gli ospiti, invece con l’acqua alla gola, relegati in piena zona retrocessione. Tant’è vero che anche il designatore della Can Gianluca Rocchi, ritenendola forse una gara già segnata o comunque molto facile, ha deciso di mandare ad arbitrare il match tale Zanotti di Rimini (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-mantova-arbitra-zanotti-di-rimini-novellino-ma-con-la-forza-dei-nervi-distesi/), se non alle prime armi quasi. Ecco comunque il consueto film della partita, iniziando al solito dal primo tempo.

Primo tempo:

Inizio con il botto in questo odierna Catanzaro-Mantova. Non solo sotto il profilo calcistico, ma preliminarmente dal punto di vista climatico. Considerato come dal cielo venga giù di tutto. Acqua a catinelle e non solo. Comunque sia, anche sul campo, l’inizio è da brividi. I virgiliani, infatti, per poco non approfittano di un clamoroso errore di Pigliacelli e con Ruocco sfiorano il vantaggio. Dopodiché, però, spariscono dalla scena, secondo pronostico, e il Catanzaro passeggia o quasi, piazzando un micidiale 1-2 targato Iemmello al 6’ e Pontisso al 39’, anche se nella mezz’ora abbondante tra i due gol dei calabri i lombardi hanno provato a ottenere il pareggio. Ma in modo disordinato e senza poter concretamente minacciare il portiere catanzarese. Tanto che il maggiore fastidio ai tifosi giallorossi, presenti sugli spalti, lo danno certi improvvisi scrosci di pioggia e la nebbia.

Secondo tempo:

Poco o niente da segnalare sulla ripresa con un Catanzaro come ovvio pago del risultato e un Mantova incapace di pungere. Del resto la classifica prima del match, e ancor più dopo al 90’, parla(va) chiaro. Ecco allora che le occasioni di Trimboli, Kouda, Mancuso e Radaelli, registratesi quasi tutte a cavallo della mezz’ora del secondo parziale, hanno sostanzialmente fatto il solletico a Pigliaxelli & co. Tutto questo mentre, sul fronte opposto, Dembele e soci attendevano solo il triplice fischio. Che non poteva non sancire il successo delle Aquile l’ulteriore proiezione verso i quartieri nobili della classifica

Conclusioni:

Aquile vittoriose. Del resto fanno un mesetto male e un altro bene. E alla fine si… conguaglia. Ma con cosa? Semplice: con il piazzamento a fine stagione regolare che la società vuole regalare ai tifosi per farli felici e giocare 21 partite in casa in totale con relativi incassi.

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