Riceviamo e pubblichiamo
Una premessa. Nessuno obbliga a vedere il Capodanno Rai (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-tra-botti-terribili-gia-a-6-ore-dalla-mezza-e-festa-rai-per-vellicare-lego-locale-avevo-lo-zio-di-un-cugino-di-queste-parti-o-30-anni-fa-ho-cantato-qui-capoluogo-si-prostra-a-sho/). È noto, peraltro, che da anni gli artisti ospitati siano, in parte, a fine carriera e, in parte, dalla carriera modesta.
È altrettanto noto, tuttavia, che sia uno strumento di promozione mediatica ed economica (almeno per tutto il periodo in cui ha luogo) enorme.
Poi si può discutere se la Calabria abbia bisogno di investire in questa maniera le risorse che servono a diffondere la sua immagine e a raccontarla.
E, soprattutto, le risorse che servono alla quotidianità dei calabresi. Posta la premessa, un dato è certo. Siamo riusciti, noi calabresi, a farci male da soli, a scatenare una faida fra favorevoli e contrari.
E in più abbiamo accusato pure offese gratuite e di bassissima lega. Fra qualche giorno appena, avremo già messo tutto dietro le spalle. E i problemi della Calabria torneranno ad incombere. Ergo, avremo brigato inutilmente.
La nostra terra, è vero, ha bisogno di altro e di altri. E, soprattutto, dei calabresi che hanno dimenticato di come si fa a volerle bene.
Ai capodanni scintillanti, preferiamo allora quelli con i tantissimi e bravissimi artisti calabresi.
Ai capodanni con gli spot pubblicitari dei nostri luoghi, preferiamo i nostri luoghi.
E, soprattutto, andiamoci. Ai capodanni che durano una notte, preferiamo l’eternità dei sabati sera dei nostri paesi.
Ai capodanni fuori regione – quelli sì che generano esili – preferiamo quelli nella nostra montagna, al nostro mare, nelle nostre città e nelle nostre aree interne. Perché sono loro la nostra memoria, la nostra storia.
Il nostro dovere. Io, comunque, al capodanno da Rai, preferisco quello da Re. Davanti a un camino che parla a bassa voce. Come si fa con quelli a cui vuoi bene davvero. Ché sia davvero un buon anno per la Calabria e noi calabresi.
