Articolo tratto da Ansa
La piaga purulenta che continua a mettere a rischio, in tutto il distretto catanzarese, il tessuto sano di una comunità che nella stragrande maggioranza dei suoi componenti vorrebbe solo vivere in pace.
Portare a casa il pane per i figli e dare loro un avvenire migliore, è rappresentata dalla presenza asfissiante e pervasiva della ‘ndrangheta.
Che nonostante l’impegno costante delle forze dell’ordine e della magistratura, pare perpetuarsi, di padre in figlio, di generazione in generazione”.
Lo ha detto la presidente della Corte d’appello di Catanzaro Concettina Epifanio nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.
“Come scrive il procuratore della Repubblica Salvatore Curcio – ha proseguito – ‘vi è, ormai da tempo, la consapevolezza della gravissima situazione della criminalità organizzata di stampo ‘ndranghetista operante in tutto il Distretto, con articolazioni di strutture criminali di primaria importanza operanti in ogni Circondario.
La ‘ndrangheta è ormai riconosciuta come l’organizzazione criminale più pericolosa e più potente tra le mafie .
Ciò in relazione sia ai volumi di affari raggiunti, ed in particolare in relazione ai traffici internazionali di droga, alle attività estorsive, aventi ad oggetto sia le attività commerciali private sia lo svolgimento degli appalti pubblici, sia alla capacità di condizionamento delle attività economiche, sia alla capacità di infiltrazione e condizionamento della società civile e delle pubbliche amministrazioni.
La ‘ndrangheta operante nel territorio del Distretto di Catanzaro è risultata, ancora oggi, direttamente interessata alle dinamiche di gruppi criminali operanti nel Nord Italia e che costituiscono proiezione delle cosche di origine e con cui, pure in presenza, spesso, di una loro soggettività ed autonomia operativa, mantengono ben salde le relazioni.
Sin dalla iniziale richiesta di legittimazione, e di cui spesso si servono per continuare a gestire, a volte in autonomia a volle secondo sistematiche e periodiche direttive'”.
“Tutti i circondari del distretto registrano, dunque – ha detto Epifanio – la presenza di potenti insidiose e temibili associazioni per delinquere di stampo ‘ndranghetista, che hanno un’elevata capacità di condizionamento e d’infiltrazione nel territorio, nei settori economici, istituzionali e politici.
Il fenomeno è talmente preponderante che nella Procura di Catanzaro ben 15 sostituti su un organico complessivo di 30 magistrati (il procuratore della Repubblica, 3 aggiunti e 26 sostituti) sono assegnati alla Direzione distrettuale antimafia.
E, come evidenzia il procuratore Curcio nella sua relazione, l’impegno che viene richiesto a questi magistrati continua ad essere gravosissimo, anche in ragione del considerevole numero di udienze che vengono tenute anche nei Tribunali circondariali del vasto territorio distrettuale, ubicati a notevole distanza dal capoluogo”.
Pg
Anche per quest’anno il dato ‘criminogeno’ più allarmante è rappresentato, ancora una volta, dai numeri progressivamente in aumento dei delitti di criminalità organizzata di stampo ‘ndranghetistico, sia nella forma associativa che in quella estrinsecantesi nei delitti aggravati dal metodo mafioso, in materia di armi, estorsioni, omicidi, con un aumento del coinvolgimento dei minori nelle attività criminali di tale matrice”.
Così il procuratore generale di Catanzaro Giuseppe Lucantonio nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.
Il Pg, citando il procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, ha messo in evidenza che “risulta in costante aumento anche il numero dei procedimenti civili minorili a tutela dei minori comunque coinvolti nei fenomeni di criminalità organizzata di tipo ‘familiare’, con un progressivo incremento anche dei procedimenti civili.
A tutela dei minori figli di collaboratori di giustizia, anche questi ultimi, nel periodo di riferimento, in costante, progressivo aumento”.
“Significativo e costante – ha detto poi Lucantonio – appare il contrasto ai reati da ‘codice rosso’ in decisa espansione.
procuratori del Distretto riferiscono di un aumento dei casi denunciati di violenza di genere o in materia di reati da ‘codice rosso’ (in particolare violenze sessuali, stalking, revenge porn e maltrattamenti in famiglia); mentre – per fortuna – non si registrano casi di ‘femminicidio'”.