Premessa fondamentale al nostro articolo: nessuno ha l’intenzione di sparare nel mucchio. In altri termini, di fare ammuina con titoli roboanti senza riferimenti precisi in fatto di nomi e “sigle”. Roba simile, cioè, alla famosa montagna che poi partorisce il topolino. Ma, per ora, in mancanza di iniziative da parte delle autorità preposte, che si badi prima o poi arriveranno per l’altissimo tasso di illegalità con cui agisce la gente della quale qui ci occupiamo, dobbiamo limitarci a descrivere il preoccupante scenario di una Catanzaro… inquinata. Certo, i diretti interessati e il vasto mondo che gli gira attorno sanno che parliamo di loro. Al pari dei tanti individui che da loro stessi dipendono per bisogno o mero opportunistico interesse: dai tanti dipendenti agli accoliti vari, fino ad arrivare a chi per indole si vende l’anima mamma nottetempo pure per un caffè. In senso letterale, ahinoi!
Fratelli di… mafia
Ci sono molte persone che in città sanno a quale ambiente, in realtà, appartengono o da cui lucrano: soldi, raccomandazioni, posti di lavoro e così via. Ma se ne fregano perché, risolti alcuni problemi o meglio superati i normali incidenti di percorso per chi vive e prospera nel più assoluto spregio della legge e della morale, i loschi figuri con cui (ci) mangiano sopra hanno rialzato la testa con indicibile protervia. E soprattutto ripreso a far scorrere un fiume di denaro (e connesse facilitazioni) alla piena luce del sole. Tanto da lusingare e infettare tutti e tutto, o quasi, abbattendo le barriere tra… mondo di sotto e mondo di sopra. E permettendo così alla mafia di non essere soltanto comune, anche se organizzato e diffuso, banditismo. Ma, al contrario, una piovra soffocante. Capace di arrivare ovunque, a chiunque e a qualunque obiettivo, facendola molto, molto, spesso franca. E sovente grazie ai fratelli… di mafia. Massoni, per modo di dire, che hanno il compito di fare affari, schivando indagini, arresti, accertamenti fiscali e persino maxi-versamenti all’erario senza pagare dazio. E senza finire in manette nel carcere di Siano, almeno per ora. Ed è già un miracolo o qualcosa del genere.
C’è una mafia 4.0 che si insinua sempre più nelle… pieghe della città
C’è una mafia 4.0 che si insinua sempre più nelle… pieghe della città. E che, come premesso, ha dalla sua un esercito di insospettabili “brave” persone. Disseminato nelle associazioni et similia, prime fra tutte (dicevamo) la massoneria locale. In cui non si aggirano certo spietati killer o spregiudicati boss. Bensì “onesti e integerrimi” padri e madri di famiglie. Che però, pur sapendo di stare in logge-’ndrine (come ad esempio una in particolare) capeggiate pur non in modo ufficiale da chi ha notoriamente rapporti (conclamati e consolidati) con le più efferate cosche di ‘ndrangheta e i loro famigerati mammasantissima, non se ne curano affatto. E anzi baciano l’anello al capo, in cambio della prebenda o del favoruccio di turno. Elargiti da chi viceversa, in un mondo appena normale, dovrebbe essere messo al bando dalla società civile, in quanto portatore di male per potere e soldi (tanti per sé, basti riflettere un attimo sul tenore di vita condotto e le proprietà acquisite inspiegabili per i guadagni ufficiali. Le briciole invece per gli altri, eccetto pochissimi… fortunati a lui contigui). Ed è il motivo per cui, una singola famiglia determina purtroppo sulla città l’esistenza di una mefitica e soffocante cappa. Una nube nera, ancora invisibile ai più, di proporzioni gigantesche.
Un sistema perverso!
C’è un sistema perverso, a Catanzaro. Alimentato da un pericoloso intreccio, appunto tra criminalità organizzata, del crotonese in primis; massoneria, solo per la sua parte corrotta e connivente, come ovvio. Al netto, quindi, delle vere brave persone che ne sono membri. E che nella nostra “comparsata” nella medesima organizzazione abbiamo peraltro incontrato; Chiesa, solo per la piccola parte per cui i soldi non importa da dove e come vengano, ma basta che arrivino; politica, qui solo in relazione a qualche esponente che in città si sa essere rappresentante di tale grumo di potere malato; comunicazione e pubblicità in cui anche riciclano carrettate di soldi sporchi e, infine, ahonoi da tempo pure dal variegato mondo della solidarietà. Un mondo dietro a cui, con la scusa dell’aiuto a chi sta peggio, girano interessi altissimi e lucrosi affari. Oltre al consenso sociale, per la meritoria opera svolta, che ne deriva. Il solito profumo insomma, come l’appena citata loggia degli insospettabili, sparso a litri dagli scaltri personaggi sin qui menzionati per coprire l’insopportabile olezzo del per loro vantaggioso letame. Prodotto in quantità industriale mediante una rete di prestanomi e sodalizi vari, fittiziamente impegnati pure a tutela dei più deboli. Che dopo questo pezzo, vedrete, per un breve… lasso si faranno notare un po’ di meno. Ma giusto un po’.
Una famiglia che finora ha agito nella più totale impunità, come premesso infiltrando da ultimo anche il mondo della solidarietà
C’è una famiglia che finora ha agito nella più totale impunità, a Catanzaro. Una cosa ai limiti dell’impossibile, soprattutto nell’era Gratteri capo della Procura locale. In cui pure restava assai più… nascosta, mostrando un… basso profilo, rispetto ad adesso. Mai, però, ha smesso di infiltrarsi in tutto quello, di pulito e redditizio, in cui si poteva infiltrare. Certo non direttamente, ma come detto grazie a una vasta rete di… robotici prestanomi. All’uopo individuati e indottrinati. Da anni attivi pure nel sociale, ma di recente ancor di più. Addirittura con la costituzione in tutta fretta di un cartello elettorale, utile a sostenere il candidato “fantoccio” espresso da tale famiglia alle Regionali di inizio ottobre scorso. Meno male che con esito negativo. Questo lo diciamo per far capire quanto grave sia la situazione. E come, in cima ai Tre Colli, quasi nulla sia ciò che sembri. Ma, del resto, facendo ricorso a grandi banalità, si ribadisce come il denaro unga tutte le ruote. E come si giochi sul presunto “volto fresco”, quindi mai conosciuto come vicino alla ‘ndrangheta, da piazzare ovunque per poi invece fare gli interessi proprio della ‘ndrangheta e non solo. .
Una raffica di arresti. Sì, ma quando?
In ambito delinquenziale, in modo particolare di questo “sofisticato” tipo di delinquenza, nulla è ciò che sembra dicevamo. E i prestanomi, meglio ancora se con il marchio di… fratelli massoni o di simili organizzazioni come ad esempio certi club service costituiti ad hoc dalla stessa mano e con le stesse finalità e… protagonisti all’interno, servono appunti a confondere le acque. Alla mimetizzazione del male dietro al bene, cioè. Tanto per essere più chiari. Ed è la caratteristica principale, o meglio il perverso meccanismo, che rende la mafia pressoché invincibile a livello planetario. A fronte invece di un fenomeno che sarebbe sopprimibile, seppure alla lunga e con tanta fatica, al pari di quanto avvenuto in passato per il terrorismo su tutti, la microcriminalità (seppur soltanto in determinati contesti territoriali e non in tutti) e così via. Unica consolazione in questa desolazione, non può quindi che essere, la certezza di una raffica di arresti a Catanzaro. Sebbene, pur sapendo che non saranno certo risolutivi del problema globale, e sia (assai probabile) si debba purtroppo attendere anni e anni.
Come nel Gioco dell’Oca, ecco il ritorno alla casella di partenza
La voce che gira è sempre quella, uguale da anni: “In città i sarà un’operazione anticrimine con i fiocchi”. Così che di questa nostra lunga… “canzone”, intonata fin qui e giunta per ora alla fine, si possa suonare la musica ma anche dire le parole (leggasi nomi dei loschi figuri e loro sigle a cui si fa riferimento). Ma solo quando la “famiglia in questione” finirà al 41bis, anche se nel frattempo in città avrà purtroppo fatto di tutto e di più. Però, ricordate, è sicuro che prima o poi una mattina all’alba si alzeranno gli elicotteri e alle porte di molti busseranno altri tipi di… incappucciati, parecchio meno fraterni di quelli a cui sono abituati, e per i catanzaresi onesti sarà bellissimo. E, sebbene momentaneamente, liberatorio! Ma restituirà dignità a molte associazioni e associati perbene, forse a partire proprio dalla massoneria non deviata o piegata agli interessi di uno stupido, però scaltrissimo e vorace, capotastone. Di seguito, comunque, il tanto da noi in passato scritto sull’argomento, dall’evocativo titolo Romanzo Crininale:
1)
https://irriverentemente.com/catanzaro-3-foto-senza-testo-della-settimana-dedicata-a-nuovo-giornale-in-edicola-il-prestanome-quotidiano-di-proprieta-fittizia-di-medonico-uomo-di-paglia-pronti-pezzi-cabriolet-e-dossier/;
2)
https://irriverentemente.com/catanzaro-romanzo-criminale-2-da-ipotesi-accusatoria-di-basso-profilo-la-nostra-teoria-se-sara-provata-attivita-illecita-di-un-ancora-presunto-mister-100mila-vuol-dire-che-ce-gia/;
3)
https://irriverentemente.com/catanzaro-romanzo-criminale-3-il-bastone-ricatto-e-la-carota-affare-in-nome-di-dio-e-politica-per-il-potere-e-soprattutto-i-soldi-chi-si-oppone-e-nel-mirino-ma-e-un-piano-perfetto-non-pr/;
4)
https://irriverentemente.com/catanzaro-romanzo-criminale-4-soldi-inspiegabili-per-realta-spiegabilissime-in-citta-che-ha-tessuto-socioeconomico-da-paese-arretrato-e-ingegno-da-silicon-valley/;
5)
https://irriverentemente.com/catanzaro-romanzo-criminale-6-partendo-dal-caso-carchidi-iacchite-a-cosenza-lo-spunto-per-il-capitolo-linformazione-sui-tre-colli-ai-tempi-delle-societa-cartiere/;
6)
https://irriverentemente.com/catanzaro-romanzo-criminale-6-larroganza-del-potere-malavitoso-il-prestanome-quotidiano-e-i-suoi-pezzi-le-sentinelle-di-procura-e-il-nostro-slogan-fuori-la-mafia-dallo-stato/;
7)
https://irriverentemente.com/catanzaro-la-6-foto-senza-testo-ma-con-commento-della-settimana-e-vecchia-e-pare-un-quadro-di-pollock-il-suo-titolo-e-linnaturale-rapporto-tra-politica-e-informazione-in-una-citta-malata/;
8)
https://irriverentemente.com/catanzaro-l8-foto-senza-testo-ma-con-commento-della-settimana-e-sullinformazione-e-luso-strumentale-che-se-ne-fa-in-citta-per-vendetta-controffensiva-di-chi-essendo-provenzano-punta-il-dito/.