Riceviamo e pubblichiamo
Il Tribunale del lavoro di Catanzaro, con sentenza definitiva, ha stabilito che nel 2018 Carlo Tansi è stato rimosso illegittimamente dalla guida della Protezione Civile della Regione.
La decisione giudiziaria chiarisce una vicenda amministrativa che per anni ha avuto rilevanti implicazioni istituzionali.
“A mio avviso, è stata riconosciuta la più grave ingiustizia della mia vita”, ha dichiarato Tansi commentando la pronuncia.
“Questa sentenza — ha poi aggiunto — non riguarda solo una vicenda personale, ma il diritto dei calabresi a sapere cosa accade quando si interviene per eliminare privilegi, rafforzare i controlli e riportare trasparenza in una struttura fondamentale per la sicurezza pubblica.
La decisione del Tribunale rappresenta un passaggio significativo nella ricostruzione di una fase istituzionale rilevante per la Prociv regionale e riporta al centro dell’attenzione pubblica il tema della governance delle strutture deputate alla prevenzione dei rischi naturali in Calabria.
Durante i tre anni alla guida della Prociv regionale, avevo avviato una profonda riorganizzazione della struttura introducendo controlli sull’utilizzo delle risorse pubbliche ed eliminando privilegi interni.
E, ancora, rafforzando l’efficienza operativa del sistema regionale di prevenzione e gestione delle emergenze in una delle aree più esposte al mondo al rischio sismico e idrogeologico.
Nel corso di quel periodo Tansi ho presentato denunce su presunte irregolarità nella gestione delle risorse, alcune delle quali contribuirono all’apertura di indagini giudiziarie.
Le segnalazioni vennero da me sottoposte al vaglio dell’allora procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri”.
Nel corso del mandato, Tansi ha subito attentati incendiari e minacce di morte e ottenuto riconoscimenti, anche molto prestigiosi.
Ma, di contro, è non di rado finito al centro di roventi polemiche per il suo modo di esternare le proprie perplessità (eufemismo!) sul modus operandi di certe strutture chiave (come appunto la sua) e dipendenti della Regione.
Si ricorda, in particolare, la palese divergenza di visione, e non solo, con l’allora maggiormente forzista Domenico Tallini.
Che ha dato la stura a una lunga vicenda giudiziaria tra i due, peraltro ancora pendente e su cui dovrà esprimersi l”autorità competente.
Altra materia per i giudici, dunque.
Di cui riporteremo le decisioni in merito alle rispettive posizioni di Tansi e Tallini nel loro processo.
Comunque sia, come premesso, tornando all’argomento principale, Tansi veniva anche fatto oggetto della procedura che lo portò alla sospensione.
E, come detto, alla successiva rimozione, dall’incarico.
Decisione “sconfessata” ieri dal Tribunale del lavoro di Catanzaro.
