La Pasquetta dei calabresi, a prescindere dalla devozione del periodo festivo, dopo le tante sacre celebrazioni dei giorni scorsi prevede un rito assai meno… sacro.
Ma va subito messo in rilievo che è ugualmente rispettato, se non di più, questo rito pagano per eccellenza, per così dire.
Quest’anno, però, in parte attenuato dalla concomitante attesa sfida del Nicola Ceravolo tra Catanzaro e Monza, che ha richiamato sugli spalti del vecchio Militare quasi 9mila persone (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-monza-per-tifosi-aquile-finisce-1-1-nel-mondo-piu-imprevisto-e-amaro-possibile-ma-per-5-posto-prenotato-da-societa-cambia-poco/).
Ma partita delle Aquile a parte nel capoluogo, e nel resto della regione come ovvio, ristoranti, agriturismi, locali vari e naturalmente abitazioni private (spesso le cosiddette seconde case di mare, montagna e campagna), sono state presi d’assalto per la classica gita fuoriporta del Lunedì dell’Angelo.
Frangente perfetto per gustare i classici piatti a base di carne, patate, carciofi e dolci tipici della tradizione.
E poi, magari, tutti a Soverato (Cz) per smaltire questo brn di Dio con jna passeggiata baciato dal primo vero sole primaverile.