Quanto diffuso a livello mediatico all’alba di stamani dalla Gdf (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=27326) non poteva non farci scrivere qualcosa di cui siamo convinti da tempo, sebbene magari ci sbagliamo per carità. Ma così non fosse, il mondo… profondo (definiamolo così) delle “teste di legno” per società cartiere costituisce un pianeta assai poco esplorato nel capoluogo. Un fenomeno poco noto, ma a Catanzaro probabilmente assai diffuso. Un’economia criminale sommersa che frutta e muove milioni e milioni di euro, la maggior parte dei quali da occultare o comunque non far ricondurre al vero proprietario. Quasi sempre boss di ‘ndrangheta o imprenditore di mafia, che gestisce affari e ricicla montagne di denaro per conto delle cosche. Un’attività parecchio utile dunque, quella appena descritta, per la criminalità organizzata. Che si serve di una folta schiera di compiacenti prestanomi incensurati, a cui affidare la titolarità di società di cui forse neppure conoscono l’esistenza in cambio di una… stecca. Un lauto guadagno, cioè. E solo, ma come ovvio è tutt’altro che una bazzecola, in cambio di un’intestazione fittizia di beni e aziende per confondere le acque e depistare, rendendo loro le cose più difficili, le forze dell’ordine che indagano.
Ci permettiamo di dire che probabilmente ci sarebbe da fare molto di più in tale direzione da parte delle forze dell’ordine
Ci spiace dirlo, ma forse non tantissimo si fa in tale direzione. Perché, soprattutto a Catanzaro, si notano famiglie addirittura apparentemente bisognose che invece sfoggiano suv (anche più d’uno), scooter, casa in città e al mare, abiti firmati. E ancora hanno una presenza fissa al Nicola Ceravolo quando giocano le Aquile di 3/4 membri dello stesso nucleo familiare, organizzano continue festicciole e poi palesano una sospetta costante permanenza in casa pur senza “titoli” (di studio o professionali) per lavorare in smart working. Ma come si spiega? No, scusate, di fatto non si può spiegare. Impossibile!
I conti non… tornano
I conti non… tornano. In particolare, se pensiamo che per giunta la pezza giustificativa per questo alto tenore di vita è costituita da qualche umile lavoretto occasionale di… copertura. Ma che neppure basterebbe ad arrivare al 10 del mese e oltretutto con enormi difficoltà per una famiglia addirittura formata da 4/5 persone. Beh, ribadiamo, forse bisognerebbe allora indagare a fondo. Soprattutto in alcuni casi dove si rinviene inoltre una storia familiare legata a soggetti, pluripregiudicati, di etnia rom. Imparentati con altri personaggi della mala locale invece dediti, da decenni, al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre ad altri vari reati commessi pure in forma associativa. Ecco dunque che, se si indagasse a fondo, tirando questo Filo di Arianna, chissà quante cose giudiziariamente interessanti potrebbero saltare fuori sul versante del contrasto all’economia illegale e alla mafia soprattutto.
Soldi pubblici