I nostri confronti al telefono con Sergio Costanzo sono ormai esilaranti, ma sempre aperti e proficui. Ci chiama, si lamenta, e ci snocciola dati. Su quelli non obiettiamo, perché sui numeri non si discute. Alcune cose, però, non ci convincono. Ma non neghiamo che Sergio ci mette passione! Noi insistiamo, tuttavia, sulle “dimissioni Mario Merola” se non si arriverà a quota 17. Perché, chi sta con Nicola Fiorita oggi deve starci pure domani. E sempre chi sta al Comune con Fiorita e soci, non può stare pure alla Regione con i vari Filippo Mancuso, Roberto Occhiuto e Antonio Montuoro (che poi vuol dire pure Wanda Ferro.

Che di Montuoro è l’esponente di partito gerarchicamente sovraordinato). Perché altrimenti prende sempre più corpo l’ipotesi di un inciucio pro Fiorita. Ed è per questo che accusiamo, si fa per dire, i firmatari delle dimissioni. Che corrono il rischio di apparire conniventi o sprovveduti. Troppo ingenui, tanto da far appunto insorgere il forte sospetto di sembrare consapevoli interpreti di una farsa. Perché? Semplice: prima di andare dal notaio dovevano già avere su carta 17 sì (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=27982). Impossibile, infatti, operare diversamente, pena la figuraccia attuale al cospetto dell’intera città.

Fatto che apre le porte a ogni genere di ipotesi. In primis a quella relativa al futuro voto sulle pratiche più delicate. Quella del settore Urbanistica. Da che mondo è mondo d’interesse non solo, addirittura non tanto, per la politica locale stessa, quanto per certi potentati locali.

I quali vogliono approfittare, come sempre, della persuasione che riescono a esercitare per soddisfare le loro pretese.

Attenzione, però. Perché pare che nelle prossime ore qualche consigliere potrebbe essere obbligato a firmare il ciaone a Nick, pena l’espulsione dal partito (o schieramento, considerato il gioco delle tre carte delle liste civiche). Ma ne servono due e noi, a riguardo, riproponiamo i soliti 7 nomi caldi: Gianni Costa, Manuela Costanzo, Manuel Laudadio, Rosario Lostumbo, Giulia Procopi, Raffaele Serò e Tommaso Serraino. Che potrebbero pure non rispondere ad alcun leader, ma allora devono essere emarginati dai contesti politici a guida Mancuso, Occhiuto (a Catanzaro e dintorni come noto rappresentato da Marco Polimeni), Montuoro (o Ferro per quanto premesso) e persino Tallini.

E a riguardo ci concentriamo su 4-5 nomi: Laudadio, Costanzo M., Serò (e Serraino) e infine Procopi. Ebbene, se loro non firmeranno città capirà… giochetto di chi comanda davvero su città e non solo. Un balletto che si completerà con certi voti in Aula, su cui però noi non vi lasceremo (mai) soli!

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