Riceviamo e pubblichiamo
“C’è un’immagine che, più di ogni altra, restituisce il divario tra chi governa questa regione e chi la abita.
In queste ore di crisi energetica, alcuni aeroporti hanno iniziato a razionalizzare il carburante, seguendo una gerarchia chiara: la precedenza assoluta va ai voli ambulanza e ai soccorsi.
Finanche le multinazionali hanno capito che quando le risorse scarseggiano, la vita viene prima del profitto.
In Calabria, invece, la gerarchia è capovolta.
Mentre il prezzo del gasolio sfonda quota 2,3 €/litro, trascinando al rialzo il costo di ogni bene di consumo, la Regione ha trovato il tempo di varare la Legge 12/2026: che pesa per circa 2 milioni di euro l’anno sulle casse regionali.
È il “miracolo” di Pasqua di questa Giunta: la moltiplicazione delle poltrone invece che delle persone.
Mentre le ambulanze restano a secco, ogni singolo assessore si è garantito un “contributo auto” da 3.114 euro al mese.
A cui si aggiungono due nuovi sottosegretari da 14.500 euro al mese.
Preferiscono prendersi cura delle poltrone invece che delle persone.
È una gestione che ci costringe ad aspettare tanto, troppo per un soccorso che spesso non arriva.
Perché i mezzi sono pignorati o senza personale, con medici e infermieri ormai ridotti allo sfinimento fisico e psicologico, schiacciati da turni massacranti in corsie deserte.
In questo sfacelo, il “Sì” di Occhiuto all’Autonomia Differenziata suona come l’ultima resa.
È un atto che permetterà alle regioni ricche di portarsi via i nostri ultimi professionisti, svuotando definitivamente i nostri ospedali.
Persino un ‘suo alleato’ come Luca Zaia ha mostrato contrarietà, dichiarando che non voterebbe mai un governatore incapace di garantire i livelli minimi di assistenza.
La verità è amara: ci stanno togliendo anche il diritto di morire a casa nostra, accanto ai nostri cari, condannandoci a un’emigrazione sanitaria forzata anche per l’ultimo respiro.
Oggi è Pasqua, ma la sorpresa nell’uovo per i calabresi è amara.
Mentre le famiglie siedono a tavola calcolando il peso dei rincari, resta infatti l’amarezza di una terra dove il diritto alla vita è diventato un lusso per pochi
Buona Pasqua di privilegi, a chi può permetterseli, allora”.
