Francesco Di LietoFrancesco Di Lieto

Riceviamo e pubblichiamo

“C’è un’immagine che, più di ogni altra, restituisce il divario tra chi governa questa regione e chi la abita.

In queste ore di crisi energetica, alcuni aeroporti hanno iniziato a razionalizzare il carburante, seguendo una gerarchia chiara: la precedenza assoluta va ai voli ambulanza e ai soccorsi.

Finanche le multinazionali hanno capito che quando le risorse scarseggiano, la vita viene prima del profitto.

In Calabria, invece, la gerarchia è capovolta.

Mentre il prezzo del gasolio sfonda quota 2,3 €/litro, trascinando al rialzo il costo di ogni bene di consumo, la Regione ha trovato il tempo di varare la Legge 12/2026: che pesa per circa 2 milioni di euro l’anno sulle casse regionali.

È il “miracolo” di Pasqua di questa Giunta: la moltiplicazione delle poltrone invece che delle persone.

Mentre le ambulanze restano a secco, ogni singolo assessore si è garantito un “contributo auto” da 3.114 euro al mese.

A cui si aggiungono due nuovi sottosegretari da 14.500 euro al mese.

Preferiscono prendersi cura delle poltrone invece che delle persone.

È una gestione che ci costringe ad aspettare tanto, troppo per un soccorso che spesso non arriva.

Perché i mezzi sono pignorati o senza personale, con medici e infermieri ormai ridotti allo sfinimento fisico e psicologico, schiacciati da turni massacranti in corsie deserte.

In questo sfacelo, il “Sì” di Occhiuto all’Autonomia Differenziata suona come l’ultima resa.

È un atto che permetterà alle regioni ricche di portarsi via i nostri ultimi professionisti, svuotando definitivamente i nostri ospedali.

Persino un ‘suo alleato’ come Luca Zaia ha mostrato contrarietà, dichiarando che non voterebbe mai un governatore incapace di garantire i livelli minimi di assistenza.

La verità è amara: ci stanno togliendo anche il diritto di morire a casa nostra, accanto ai nostri cari, condannandoci a un’emigrazione sanitaria forzata anche per l’ultimo respiro.

Oggi è Pasqua, ma la sorpresa nell’uovo per i calabresi è amara.

Mentre le famiglie siedono a tavola calcolando il peso dei rincari, resta infatti l’amarezza di una terra dove il diritto alla vita è diventato un lusso per pochi

Buona Pasqua di privilegi, a chi può permetterseli, allora”.

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