Malu Mpasinkatu e Merlin Boyomo LandryMalu Mpasinkatu e Merlin Boyomo Landry

Non erano certo gli anni d’oro del… grande Real (o meglio del grande Catanzaro) ma quelli invece bui (anzi… tetri) di Zé Maria e Antonio Aloi. Allenatori, tutt’altro che vincenti purtroppo per loro e per le Aquile, i quali si alternavano in panchina. Ed erano pure i tempi dei lunghi viaggi in bus in occasione delle trasferte della squadra per risparmiare le spese degli alberghi e dei panini serviti ai giocatori al posto dei pranzi al ristorante. Non dimenticando la presidenza di Antonio Aiello e, infine, addirittura un tocco di… esotismo. Un direttore sportivo come Malu Mpasinkatu, cioè. Che per i pochi tifosi a cui il suo (“strano”) nome dice poco o nulla diciamo subito che è un… omone congolese di nascita, classe ‘76, piemontese di adozione.

Ecco chi è Malu

Ma ecco, più nel dettaglio, chi è Malu. Laureato in Scienze Politiche a Torino, prima opinionista e poi telecronista. A inizio 2004, ad appena 27 anni, diventa dirigente sportivo. Primo africano a diplomarsi a Coverciano in questa disciplina. Si avventura, quindi, nel mondo del… pallone nei panni di consulente di mercato. Dal 2007, appena 30enne, è infatti già responsabile del mercato estero del Cesena (militante in serie B) e 3 anni dopo, invece, approda in Calabria nientemeno che nel ruolo chiave di Ds delle Aquile. Ma quelle della “gestione spartana” in società. Che tradotto significa: “Non ci sta una lira (pardon, 1 euro, ndr)”. Esperienza che, malgrado una salvezza miracolosa dai Dilettanti grazie alla collocazione d’ufficio del Pomezia all’ultimo posto della classifica dell’allora Girone C della Lega Pro 2. Divisione (la vecchia C2) per alcune gravi irregolarità gestionali, in cima ai Tre Colli si ricorda come disastrosa. Peggio, tragica in chiave calcistica. Ma tant’è. Perché Mpasinkatu, che comunque vanta una serie di titoli accademici e sportivi oltre a parlare perfettamente 5 lingue tra cui l’italiano assai meglio di una miriade di… madrelingua, ha successivamente fatto una buona carriera. E ha lavorato, oltreché in Italia, pure in altri Paesi: Germania, Francia e Spagna.

Malu e la sua Africa

A proposito di Mpasinkatu non va però (mai) dimenticata la terra d’origine: la Repubblica Democratica del Congo. Dov’è peraltro stato Ds delle Nazionali di calcio, volley e basket. E che, come il resto del… continente nero (da noi così definito perché non ci interessano affatto le ca@@ate sul linguaggio e certe “corrette mode” contemporanei salvo siano davvero offensivi o discriminatori), è nel cuore del suo cuore. Tanto da spingere chi poteva farlo a portare la Coppa d’Africa (esattamente come nel 2021, 2023 e 2025) in diretta Tv gratuita nelle case degli italiani. Quest’anno anche nella vigilie e nei giorni di Natale, Capodanno ed Epifania, fino al 18 gennaio prossimo. La data della finale, cioè, e dunque del termine della competizione stessa.

Sportitalia, Coppa d’Africa, Criscitiello, Boyomo e ancora “vecchio” Catanzaro Calcio

Al di là di tutto, quindi, la grande amicizia di Malu con il giornalista-direttore-editore, Michele Criscitiello, che lo ha fatto essere non solo ospite fisso ma anche una sorta di… punto di riferimento per l’emittente sportiva di proprietà di quest’ultimo. Fino al punto, come premesso, da convincerlo a far acquisire al citato network i diritti delle ultime 3 edizioni della Coppe d’Africa, tra cui quella in svolgimento da domenica scorsa. Ecco allora che, tra i tanti opinionisti e non solo esperti di calcio africano e del continente in generale coinvolti, il buon Malu ha chiamato anche Merlin Boyomo Landry. Ormai ex difensore camerunese che sempre nell’annata sportivamente balorda dell’allora Fc (l’Us ‘29) Catanzaro (la peggiore di tutti i tempi, di cui si è detto in premessa) collezionò 23 presenze. Ma consegnate all’oblio della mente dei tifosi, essendo legate a un periodo di cui al solo lontano ricordo nel capoluogo tutti schiumano rabbia e tremano di paura! E come dar loro torto.

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