Riceviamo e pubblichiamo
C’è un’amarezza profonda che resta addosso nel leggere le rassicurazioni del sindaco di Cropani. Si riempiono i comunicati di parole come “collaborazione” e “trasparenza”, ma la realtà dei fatti racconta una storia di cittadini messi all’angolo da un’amministrazione che ha preferito arroccarsi pur di difendere l’indifendibile (il Codacons, insomma, non solo non lascia bensì raddoppia. Leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=26883).
Non basta oggi sbandierare lo stop ai rilevamenti o il sequestro della Procura come se fossero meriti.
Il nodo della questione è morale, prima ancora che giuridico: se il Comune era consapevole dei rilievi della Prefettura e delle indagini in corso, perché ancora ad ottobre 2025 i funzionari comunali hanno continuato a dare battaglia chiedendo il rigetto dei ricorsi?
Perché invece di procedere ad annullamenti generalizzati hanno costretto padri e madri di famiglia a sopportare costi solo per vedersi riconosciuto un diritto che l’Ente avrebbe dovuto tutelare d’ufficio?
É un atto di superbia burocratica che offende il buon senso.
“Difendere verbali figli di strumenti fuori norma, mentre la Magistratura bussa alla porta – attacca Francesco Di Lieto – non è tutela dell’interesse pubblico, ma un accanimento che logora il rapporto tra istituzioni e società civile.”
A rendere il clima ancora più torbido è lo stile con cui si gestisce il confronto. L’eleganza istituzionale imporrebbe di parlare alla luce del sole. Invece, siamo ai confini dello spionaggio domestico: <<sono stato invitato a chiamare d’urgenza il Sindaco, solo per trovarmi “intercettato” da un sistema di registrazione automatica attivato senza alcun consenso – sostiene Di Lieto.
Sentirsi rispondere “lo avrebbe fatto anche lei” non è la replica di un amministratore sereno, ma il riflesso di chi vive il dialogo come una guerra da combattere con miseri espedienti>>.
Il Codacons non accetta rassicurazioni di facciata. Se il Comune si sente davvero “parte lesa” nei confronti dei fornitori di questi dispositivi, lo dimostri con i fatti:
1. Annulli in autotutela ogni singolo verbale ancora pendente, mettendo fine a un contenzioso che serve solo a gonfiare le spese.
2. Restituisca immediatamente ogni centesimo incassato grazie a strumenti non a norma: quei soldi appartengono alle famiglie e non possono essere usati per far quadrare i bilanci su presupposti illegittimi.
3. Pubblichi i costi reali: i cittadini devono sapere quanto è stato pagato per il noleggio e la manutenzione di questo “giocattolo” difettoso.
La nostra non è una crociata contro un Comune, ma una barricata a difesa della dignità dei cittadini.
Da questo momento non accetteremo più telefonate o metodi ambigui: parleranno solo le PEC, gli atti ufficiali e, se necessario, i giudici della Corte dei Conti.
La legalità non è un abito della domenica da esibire nei comunicati, ma una pratica quotidiana che a Cropani, finora, è tragicamente mancata.