Riceviamo e pubblichiamo
Sorical diffida i vertici: “Basta con il tradimento del Referendum sull’acqua pubblica. Il Sindaco Fiorita inserisca nello Statuto il divieto di profitto sull’acqua.”
Quello che sta per accadere a Catanzaro con il subentro di Sorical nella gestione del servizio idrico non è un’operazione tecnica. Dietro parole eleganti come “efficienza” e “investimenti”, si nasconde la volontà di fare cassa, partendo proprio dal capoluogo come “laboratorio” di una riscossione molto esigente.
L TRADIMENTO DEL REFERENDUM
“Diciamolo chiaramente: la riscossione che Sorical si appresta a lanciare poggia su basi d’argilla,” dichiara Francesco Di Lieto. Il vicepresidente nazionale del Codacons che fa denuncia giusta, ma con toni un po’ alti a rischio querela come per caso Confida. Leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-avevamo-gia-espresso-perplessita-su-opposizione-a-commercio-automatico-cibo-simbolo-progresso-ma-ora-confida-minaccia-codacons-noi-oggetto-di-sue-accuse-gratuite-ci-tuteleremo-in-tri/). “Hanno calpestato l’esito del Referendum del 2011, ignorando la volontà dei cittadini che hanno detto ‘no’ al profitto sull’acqua. In Calabria, da vent’anni, paghiamo in bolletta: oltre 200 milioni di euro di aumenti illegittimi, decisi fuori dalle regole e già condannati dalla Corte Costituzionale con la sentenza 246/2009. Prima di pretendere soldi, Sorical deve restituire il maltolto.”
L’ASSURDO: PREZZI DA ORO PER ACQUA NON POTABILE
Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: si pretendono pagamenti puntuali per un servizio che spesso non garantisce nemmeno i requisiti minimi. “È inaccettabile che si chiedano tariffe da ‘boutique’ per un’acqua che troppo spesso arriva nelle case con l’ordinanza di non potabilità,” incalza il Codacons. “Paghiamo a peso d’oro un bene che in molti quartieri non si può bere né usare per cucinare.”
L’APPELLO AL SINDACO: L’ACQUA NELLO STATUTO COMUNALE
Il Codacons rivolge un appello perentorio al sindaco Nicola Fiorita: inserire immediatamente nello Statuto del Comune di Catanzaro il riconoscimento dell’acqua come diritto umano universale e privo di rilevanza economica. “Il Comune metta nero su bianco che l’accesso all’acqua è un diritto inalienabile e che nessun soggetto, pubblico o privato, può trarre profitto dalla gestione di un bene vitale. Solo così potremo proteggere i catanzaresi da logiche predatorie: l’acqua non è una merce e la sua gestione deve servire la collettività, non i dividendi di una S.p.A.”
LA RISPOSTA AI DISTACCHI
L’idea di “recuperare la morosità” sigillando i contatori è una pratica negativa. Togliere l’acqua a una famiglia non è una procedura amministrativa, mette a rischio la salute pubblica. Il Codacons non resterà a guardare:
1. Stop ai distacchi: Pretendiamo una moratoria immediata. Il “minimo vitale” non è negoziabile.
2. Ricalcolo dei debiti: Ogni richiesta di pagamento deve essere depurata dagli aumenti illegittimi applicati negli ultimi vent’anni.
3. Al primo contatore chiuso per povertà, scatteranno le denunce in Procura per interruzione di pubblico servizio. Chi firma quegli ordini di distacco ne risponderà personalmente. L’amministrazione comunale deve decidere da che parte stare: con i cittadini o con i bilanci del gestore. L’acqua è nostra e non permetteremo a nessuno di trasformarla in un’arma di ricatto.