Felice ForestaFelice Foresta

Fonte Vvf

Solidarietà agli abitanti e fraterna vicinanza ai commercianti di Catanzaro Marina.

E a quelli di tutte le Marine calabresi flagellate da Harry.

Ogni mattina, alzano la saracinesca per renderci un servizio

E magari donarci un sorriso.

Domani, lo faranno solo per la conta dei danni.

Tutti abbiamo il dovere di dar loro una mano.
Basta poco, anche solo dimenticare Amazon.

Associazione cittadina

L’associazione Catanzaro è la mia città , per voce del presidente Francesco Vallone, esprime profonda vicinanza e solidarietà ai residenti della Marina di Catanzaro duramente colpiti dalla furia del ciclone Harry, che ha provocato mareggiate devastanti, allagamenti e danni gravissimi a case, auto ed esercizi commerciali.

Solidarietà ai cittadini colpiti

In queste ore il pensiero dell’associazione va a tutte le famiglie che hanno visto le proprie attività commerciali ed abitazioni invase dall’acqua marina, dai detriti e dal fango portato dalle onde, che vivono momenti di paura, smarrimento e incertezza per il futuro.
Una comunità intera è stata messa in ginocchio: molte autovetture sono andate distrutte, fabbricati danneggiati e intere strade della Marina sono oggi irriconoscibili sotto la morsa del maltempo.

Vicinanza a commercianti e lavoratori

L’associazione esprime una particolare solidarietà ai commercianti che, in poche ore, hanno subito danni ingentissimi alle proprie attività, vedendo vanificati gli investimenti e i sacrifici di una vita di lavoro.

Un pensiero speciale è rivolto a chi ha perso completamente il negozio, costretto a guardare scaffali, attrezzature e merci travolti dall’acqua marina e dai detriti, come se un’intera storia professionale e familiare fosse stata cancellata in una notte.

Una comunità che non si arrende

In momenti così difficili dovrebbe emerge la forza silenziosa di ogni comunità che si rispetti: vicini di casa che si aiutano, volontari che rimuovono detriti e liberano strade dall’acqua, cittadini che si organizzano per dare una mano a chi ha perso tutto, nella convinzione che la solidarietà sia il primo argine alla disperazione.

Come ricordato anche da altre realtà cittadine in queste ore e dal gruppo Facebook catanzaro è la mia città, la dignità e la capacità di reagire dei catanzaresi rappresentano un patrimonio morale che va sostenuto e valorizzato, perché nessuno si senta solo di fronte a questa prova durissima.

Appello alle istituzioni

L’associazione Catanzaro è la mia città auspica che Stato, Regione e Comune intervengano con tempestività e concretezza, attivando tutte le misure necessarie per il ristoro dei danni, il sostegno alle famiglie e il rilancio delle attività economiche colpite.
Non è accettabile che i nostri “fratelli catanzaresi” della Marina restino nell’ombra, mentre a livello nazionale tv e testate giornalistiche dedicano a questa tragedia uno spazio minimo o nullo: Il sud ha diritto alla stessa attenzione e agli stessi aiuti riconosciuti ad altri territori colpiti dal maltempo.

L’impegno dell’associazione

“Come associazione – dichiara il presidente Francesco Vallone – resteremo al fianco dei residenti e dei commercianti della Marina di Catanzaro, promuovendo ogni iniziativa utile a tenere alta l’attenzione e a favorire percorsi concreti di sostegno e rinascita del quartiere, inclusi appelli per aiuti volontari come quelli lanciati da qualcuno nella nostra community online.”

L’associazione invita tutte le forze sociali, culturali ed economiche della città a fare fronte comune, perché solo attraverso una risposta corale e solidale sarà possibile trasformare questa ferita in un’occasione di riscatto per l’intera comunità catanzarese

Bruno

“Il ciclone Harry ha lasciato dietro di sé ferite profonde in vaste aree del Sud Italia, colpendo duramente la Calabria. In molti territori si è già entrati nella fase più complessa e dolorosa: quella della conta dei danni. Sono sinceramente vicino e solidale alle popolazioni colpite, ai sindaci dei Comuni più esposti, agli uomini e alle donne della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco e delle forze dell’ordine, impegnati senza sosta per garantire sicurezza, assistenza e continuità dei servizi essenziali”.

“Quanto accaduto, tuttavia, non può più essere liquidato come un’emergenza isolata. Siamo di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, che si innestano su un dissesto idrogeologico cronico, mai affrontato con la determinazione e la visione necessarie. Eventi estremi come quello che abbiamo vissuto stanno diventando sempre più frequenti e violenti e colpiscono territori già strutturalmente fragili, amplificando rischi e conseguenze.

In Calabria, in particolare, il ciclone Harry ha provocato danni ingenti lungo l’intero arco costiero ionico e tirrenico: da Reggio Calabria a Crotone, passando per Catanzaro Lido, Soverato, Caulonia e numerose altre località. Strade, lungomari, infrastrutture pubbliche e attività economiche sono state compromesse, confermando una vulnerabilità che affonda le sue radici lontano nel tempo. L’arretramento progressivo della linea di costa, documentato già a partire dagli anni Settanta, e le mareggiate sempre più distruttive hanno trasformato l’erosione costiera in un problema strutturale, non più rinviabile”.

“A questo quadro si sommano responsabilità precise legate all’abusivismo edilizio e a una pianificazione urbanistica inadeguata, che hanno aumentato l’esposizione al rischio di interi tratti di litorale. Nonostante decenni di eventi estremi e la disponibilità di risorse importanti, a partire dai fondi del PNRR destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico, la Calabria è ancora priva di un vero e strutturato piano di difesa delle coste, continuando a procedere per interventi frammentari, spesso emergenziali, incapaci di incidere sulle cause profonde del problema”, evidenzia ancora Bruno.

“In questo contesto condivido pienamente la proposta avanzata da Pasquale Tridico: è fondamentale che i presidenti delle Regioni maggiormente colpite, Roberto Occhiuto e Renato Schifani, lavorino rapidamente a una stima puntuale e credibile dei danni, così da poter attivare i meccanismi di solidarietà dell’Unione europea, incluso il Fondo di solidarietà UE.

Dal Parlamento europeo c’è l’impegno ad accelerare le procedure per l’erogazione di questi finanziamenti, ma serve tempestività e capacità di programmazione a livello nazionale e regionale. Senza interventi rapidi per il ripristino delle infrastrutture, dei servizi essenziali e del comparto turistico, il rischio concreto è quello di compromettere la prossima stagione e di aggravare ulteriormente condizioni socioeconomiche già fragili, soprattutto nel Mezzogiorno”.

“Il punto centrale, però, resta la prevenzione. Una programmazione ordinata e interventi strutturati rappresentano oggi strumenti indispensabili per ridurre il rischio idrogeologico e garantire maggiore sicurezza ai cittadini.

La lotta al dissesto non è solo una necessità ambientale e sociale: è anche una grande opportunità di sviluppo e occupazione. Investire nella messa in sicurezza del territorio significa creare lavoro qualificato nei settori della protezione civile e della gestione ambientale, oltre che dell’edilizia, valorizzando competenze e risorse umane impegnate nella manutenzione, nel monitoraggio e nel ripristino del territorio”, afferma ancora Bruno.

“In questa sfida, il monitoraggio e il contrasto al dissesto idrogeologico passano anche, se non soprattutto, attraverso lo sfruttamento delle tecnologie oggi disponibili. Integrare sviluppo sostenibile e rivoluzione digitale è una scelta strategica imprescindibile per migliorare la capacità di prevenzione, previsione e intervento. La solidarietà è necessaria oggi, per sostenere chi è stato colpito e per ricostruire. La responsabilità e le scelte giuste lo sono per il futuro, se vogliamo davvero spezzare il ciclo continuo di emergenze, fragilità e ricostruzioni che da troppo tempo continuano a ferire la nostra regione”.

Confartigianato

“Serrande piegate, locali allagati, attrezzature distrutte, botteghe invase da fango e detriti. Le immagini del passaggio devastante del ciclone “Harry” raccontano una ferita che non è solo materiale, ma anche umana e sociale. Dietro ogni attività colpita ci sono persone, famiglie, sacrifici costruiti giorno dopo giorno, spesso in silenzio.

A nome di Confartigianato Catanzaro desidero esprimere la più sincera vicinanza e solidarietà ai commercianti, agli artigiani, agli imprenditori e ai residenti del quartiere marinaro, duramente colpiti da un evento che ha messo in ginocchio un’intera comunità”.

“In queste ore difficili il pensiero va a chi ha visto il lavoro di una vita compromesso in poche ore, a chi oggi guarda la propria attività con paura e incertezza, chiedendosi come e quando sarà possibile ripartire. Non parliamo solo di commercio, ma di un tessuto produttivo variegato e vitale: botteghe artigiane, piccole imprese, attività di servizio, esercizi storici e nuove realtà imprenditoriali che rappresentano il cuore pulsante del quartiere. Accanto a loro ci sono i residenti, anch’essi colpiti duramente, che condividono lo stesso senso di smarrimento e la stessa necessità di risposte concrete”.

“In questo contesto è importante che dal Governo sia arrivata sin da subito una chiara rassicurazione sul riconoscimento dello stato di emergenza. Si tratta di uno strumento indispensabile per garantire risorse adeguate e interventi straordinari a sostegno delle comunità colpite e per avviare il necessario percorso di riparazione dei danni subiti. Ma ora è fondamentale che a queste parole seguano atti concreti.

Le istituzioni devono stare vicino a questo territorio non solo a parole, ma con fatti rapidi e incisivi. Servono finanziamenti immediati, procedure snelle, misure straordinarie che consentano ai commercianti e agli artigiani di rialzare le serrande nel più breve tempo possibile. Ogni giorno di ritardo pesa come un macigno su attività già provate da anni difficili e rischia di trasformare un’emergenza temporanea in una crisi irreversibile”.

“Confartigianato Catanzaro continuerà a essere al fianco delle imprese e dei cittadini del quartiere marinaro, facendo la propria parte nel rappresentare le istanze di chi oggi chiede solo di poter ricominciare a lavorare con dignità e sicurezza. Ricostruire non significa soltanto riparare muri e vetrine, ma restituire fiducia, futuro e speranza a una comunità che non merita di essere lasciata sola. Oggi più che mai servono risposte concrete, risorse reali e tempi certi. Perché dietro ogni serranda chiusa c’è una storia che continua, e non va dimenticata”.

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