Catanzaro e Avellino, divise da appena 2 punti in classifica e analogamente a caccia di un piazzamento di primo piano nei playoff, si fronteggiano oggi in un match che può dire tante cose sul futuro di entrambe. E lo fanno, peraltro, nel pomeriggio in cui i tifosi della Curva Massimo Capraro, proprio nel periodo in cui ogni anno si commemora lo sfortunato ultrà prematuramente scomparso a cui è intitolato lo stesso settore, inscenano la coreografia dei… peluche. Vale a dire del lancio sul “campo per destinazione” di decine e decine di pupazzetti, morbidi e colorati, da donare ai bimbi meno fortunati della città. Un modo per vincere, prim’ancora che la partita cominci. Comunque vada. E lo diciamo senza alcuna retorica.
Primo tempo:
Si parte, come ovvio subito dopo il fischio d’inizio dell’arbitro designato (il giovane e poco esperto Andrea Calzavara della sezione Aia di Varese. Leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=25662), e a mostrarsi molto pimpante è l’ex giallorosso Sounas. Nulla di trascendentale, però. Tant’è vero che al 15’ è invece il capitano dei locali Iemmello a chiamare a un intervento, affatto banale, il portiere avversario Daffara. Ma questa è in pratica l’unica azione degna di nota di un primo tempo in cui, al di là di qualche insidioso cross ed errore di troppo soprattutto da parte degli attaccanti delle Aquile, accade poco o niente. Estremi difensori inoperosi, quindi. Ad eccezione dell’occasione per Re Pietro di cui si è appena detto. Poi solo un paio di fiammate e tanti sbadigli. Film di una partita caratterizzata da una lunga fase di studio con le due squadre abbastanza guardinghe.
Secondo tempo:
Dopo l’intervallo, ecco la ripresa. In cui è immediatamente un’altra musica rispetto al.. sonnacchioso primo parziale. Eccome! Perché il Catanzaro ci crede di più, gettandosi in avanti a caccia dei tre punti. Che possono arrivare anche grazie all’unico gran gol di Cisse, il quale al 6’ da posizione per niente agevole offre un lampo della sua immensa classe fulminando Daffara. Manca ancora tantissimo al triplice fischio del Ddg, ma per l’Us ‘29 ora la gara è in discesa. E l’Avellino? Non fa alcunché di trascendentale, al contrario affidandosi a Kumi e soprattutto all’altro amato ex Biasci. Che al 15’ impegna Pigliacelli. Malgrado ciò, è il citato Sounas (si ribadisce, ora in biancoverde) che al 24’ fa tremare i suoi tifosi di qualche tempo fa colpendo un clamoroso palo. Passano i minuti e al 33’ altro sussulto: Besaggio la pareggia, ma con un evidente fallo sul rivale Rispoli. Gol giustamente annullato. Nel prosieguo del match fasi convulse, ma senza fatti degni di nota fino alla chiusura che ha sancito il successo dei calabresi.
Conclusioni:
Il Catanzaro ottiene una vittoria che vale tanto oro quanto pesa. E consolida così il suo piazzamento in zona playoff. Quartiere nobile della classifica da cui invece si allontana parecchio l’Avellino. Che oggi per la verità non ha demeritato, ma ha avuto il torto di mostrarsi più propositivo soltanto dopo il vantaggio dei padroni di casa. Che, come spesso gli capita nelle ultime settimane, si sono mostrati molto cinici.