Riceviamo e pubblichiamo

Segnaliamo sgomenti l’orrenda capitozzatura di tutti gli alberi presenti nel viale del parco della biodiversità di Catanzaro, nel viale che conduce dal parcheggio esterno al C.R.A.S….

Alberi che avevano resistito all’inverno e alle mille intemperie di questi mesi, sono stati drasticamente mutilati e condannati a malattie, indebolimento e alla morte. 

In un parco della biodiversità a chi viene affidata la gestione del patrimonio verde? 

Sono stati contattati gli stessi “ignari” potatori che hanno deciso (per motivi che ancora non sono stati chiariti) di uccidere i nove alberi di via Raffaelli?

È mai possibile che nessuno abbia pensato che capitozzare alberi in un parco della biodiversità, all’indomani della primavera, avrebbe compromesso la possibilità ai molti volatili presenti, di sopravvivere e costruire nidi?

Noi non comprendiamo davvero questo accanimento verso gli alberi e questa assoluta e tracotante volontà cancellatoria di ogni sorta di vita arborea nel nostro territorio.

Credevamo che, almeno in un parco della biodiversità così famoso in tutto il nostro territorio, ci fosse una sensibilità adeguata ai molti equilibri da rispettare, ma dobbiamo constatare che non è così.

Evidentemente la gestione provinciale (che è la stessa che ha condannato a morte i 9 alberi di via raffaelli) è convinta, erroneamente, di poter disporre del patrimonio pubblico, senza alcun rispetto delle norme.

Ci è stato anche segnalato il crollo di un grosso albero che giace con le radici smosse ed è sorretto solo dalla chioma degli alberi sottostanti e dai rampicanti, sul sentiero sterrato che porta al recinto dei daini (per intenderci).

Forse questo albero avrà perso sostegno per via delle piogge torrenziali dell’ultimo periodo…ma vederlo agonizzante in queste condizioni rientra sempre nella politica torturatoria di chi gestisce il patrimonio verde del parco?

Capitozzare senza alcun criterio tutti questi alberi in un viale che era conosciuto proprio per la loro presenza…non riportare al suo posto un albero che è stato sbalzato dal terreno dall’acqua e dal vento…queste le manutenzioni ordinarie di una struttura che dovrebbe essere un esempio di rispetto della biodiversità nel sud Italia?

Nessun criterio, nessuna ratio, solo abbattimenti e morte?

Cogliamo l’occasione per ribadire il nostro appello all’assessore all’ambiente Irene Colosimo in merito alla legge nazionale sugli alberi monumentali.

La cui deliberazione, così come da nostra proposta, garantirebbe un primo freno a questo continuo e ripetuto stato di completa anarchia della gestione del patrimonio verde. 

Basta Capitozzature e basta potature violente. Il verde pubblico è un bene di tutti.

OPAT Osservatorio Permanente Ambiente e Territorio

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