Il più fantomatico complotto politico della storia repubblicana, al Comune di Catanzaro e non solo, sta finalmente per volgere al termine. Addio alla farsa, dunque, dopo una settimana… di passione! Caratterizzata da uno spettacolo (o meglio, avanspettaccolo) di terz’ordine con una sceneggiatura che faceva acqua da tutte le parti, fin dall’inizio. Sin da lunedì scorso, cioè. Ribadiamo! Quando si è fatta la solita parata davanti a microfoni e taccuini della stampa locale (che più locale non si può, in tutti i sensi del termine) prima della firma delle dimissioni dal notaio. Invece della loro formalizzazione in Aula, con l’effetto di una “vera” decadenza, o, ancor più banalmente, neppure prendendo un semplice foglietto e una biro, come si faceva ad esempio in era pre social per organizzare le partite di calcetto, segnando le adesioni certe, poi da confermare ulteriormente con la telefonata qualche ora prima dell’appuntamento. Ma era fin troppo palese (e lo è ancora di più oggi) che si tratta(va), in realtà, di un’iniziativa nata… morta. Di gente che mette su simili giochetti, perché sicura dei fatti suoi. E, nel 90% dei casi almeno, della riconferma (con annesso lauto stipendio) sulla poltrona grazie a voti certi e personali, non ideologici o di partito, come dovrebbe essere per il vero bene della città. 

L’evidenza della sceneggiata meroliana, l’atto (nel caso di specie politico, mutuato da quello giuridico) inesistente ab origine

Le dimissioni da consigliere, da noi non a caso ribattezzate in un pezzo dei giorni scorsi “Mario Merola” (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=28066), erano e sono da catalogare nella categoria che in Diritto viene definita degli atti inesistenti. Quelli privi, cioè, degli elementi essenziali dall’origine. Elementi necessari per attribuirgli la qualificazione giuridica (nel caso di specie politica). E quindi non in grado di produrre effetti! Perché, sempre tornando al De Nobili, il co-protagonista (o protagonista… passivo, vale dire Nicola Fiorita) dell’ormai nota rappresentazione teatrale da presunta vittima dell’altrettanto supposta macchinazione impersona(va) in realtà il ruolo di “pupillo” dei sedicenti congiurati. Che lo scelsero in corsa, probabilmente già durante il ballottaggio di fine giugno 2022, al posto del poco funzionale Valerio Donato. Che, a partire dai ragionamenti della “vigilia” sulla formazione della sua ipotetica Giunta e sull’effettivo programma di governo della città, aveva “spaventato” chi comanda per davvero, mostrandosi rigido. Tanto da infastidire e lasciare perplessi anche molti dei futuri… amministratori, contrariati dall’intransigenza del “barbuti prof” su nomine et similia, consigliando la virata sull’altro docente universitario in lizza per fare il sindaco. Assai più morbido e dialogante. 

Tra un comunista duro e puro (e di carattere… respingente come noi), Donato, e uno di “maniera e accogliente”, Fiorita, la scelta della destra cittadina apparve fin da subito obbligata

Tra “l’austero” prof Donato, giustamente  non incline a farsi dare del Valeriè dagli amici in perfetto stile catanzarese e forse al nostro pari definito… respingente di carattere, e uno (il suo collega accademico, Nick), invece pronto a farsi concavo e convesso alla bisogna e disposto a non dire (mai) di no ai detentori delle leve del potere, la scelta della destra cittadina apparve fin da subito obbligata. Il buon Nicola si mostrava infatti come un sindaco in pectore “avulso” dai colpi di testa e dagli scatti d’orgoglio, nel fare politica sia chiaro, al contrario favorevole a recepire immediatamente le istanze di chi gli garantiva la poltrona con i voti. Nelle urne prima e in Aula poi. Donato e Fiorita a confronto, quindi: due “monadi” (per dirla con Bruno e Leibniz), e due modi, agli antipodi nel futuro svolgimento del delicato mandato, dunque. Subito valutati, con… dovizia, dai capi dei presunti dimissionari (forse 15 per davvero o 14 con il… trucco, ma ormai conta zero!). Perché i capi-partito, tra cui spicca il da poco ex leader leghista locale, avevano già delineato il governo di destra-sinistra della città con Valerio o Nick che fosse. Nient’altro che il manifesto dell’inossidabile sodalizio attuale, con al vertice proprio i citati Mancuso e Fiorita (quest’ultimo appunto al posto di un assai meno “politicamente affidabile” Donato). Fine della storia fino al 2027! 

L’avvenire del governo cittadino senza inciampi, salvo fatti imprevedibili, e all’insegna del “più cemento per tutti”!

Il vicepresidente della Regione e il “suo” sindaco viaggeranno spediti fino a metà, o forse addirittura all’autunno, 2027. Perché hanno tutto l’interesse politico a camminare a braccetto. Poi si vedrà! Tante le cose che hanno da fare insieme, infatti. Che noi giudichiamo molto negativamente, ritenendo come dalla “felice accoppiata” politica non possa venire un buon programma amministrativo della città. Un capoluogo vittima, o meglio connivente e quindi neppure vittima, dell’omologazione tra partiti e schieramenti, con l’unica mission di perseguire e detenere l’esercizio potere. Attenzione però, come andiamo ripetendo sempre, noi non parliamo di abusi o irregolarità, perché non ne abbiamo evidenza. Altrimenti, con prove alla mano, ci recheremmo in Procura prima di scrivere. Ma non è così! E quindi facciamo ciò che ci compete e ci garantisce la Costituzione: giudicare (e stigmatizzare) i fatti politici. Non altro. Parliamo insomma (pur rivolgendo critiche, asperrime) di politica. E solo di politica! Una politica cittadina a cui non si può non dire però, in base a rumors e previsioni che noi rilanciamo da 3 anni, “e adesso, cementificateci tutti!”. A cominciare da quel campo sportivo che potrebbe forse diventare una “clinica”. To be continued…, comunque sia, perché saremo qui a… vigilare, anche se servirà a poco. Anzi, a niente! 

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