In una città (la nostra Catanzaro, purtroppo) in cui la stragrande maggioranza degli abitanti si vende la mamma (e la moglie) di notte anche solo per un caffè offerto al bar (magari gestito da un ben individuato riciclatore di capitali mafiosi) c’è poco da sperare. Così come in un posto, pieno di prestanomi di ‘ndrangheta, dove ci si fa la “foto social” sempre in compagnia della consorte, per gettare fumo negli occhi e sviare i sospetti, ma nell’immagine non entrano le corna (del patetico lui) perché in realtà la “gentile signora” è una… multiproprietà. E, ancora, c’è poco da sperare dove leccare c@li è un’arte antica con l’ipocrisia che regna sovrana e tutti (o quasi) bravi a fare il commentino Facebook. Talvolta anche salace, salvo poi, se il potente di turno legge e “vatta u peda” (sbatte il piede), subito inchinarsi facendo rapidissima marcia indietro con tanto di evidente contrizione. Ovvio, quindi, che una società tanto marcia e corrotta, fin nel midollo, non possa in generale esprimere una classe politica fatta di Winston Churchill. Semmai di… strascina facendu (frase comprensibile ma intraducibile), peggiori di chi li ha eletti. Perché chi… rappresenta il popolo non può che essere semplicemente il suo specchio.

A Catanzaro sono dolori

Alla luce di quanto fin qui scritto sono dolori, dunque, in cima ai Tre Colli. Terra governata, al momento, da una sgangherata amministrazione asseritamente di sinistra, ma completamente sorretta e (man)tenuta in vita dalla destra. Che non crediamo abbia voglia di suicidarsi (politicamente parlando, s’intende!). Ecco perché, sentendo di raccolta firme per cacciarla, ci sfuggono molte cose. Forse è una sceneggiata per far fare a Nick la figura del… recalcitrante prima di cedere, come aveva deciso sin da subito? O c’è altro? Di sicuro Fiorita non è un eroe, semmai un don Abbondio (nel senso tecnico del termine), e se ha deciso di… immolarsi (cosa che non crediamo in una forma piena e incondizionata!) gatta ci cova. Magari per mostrarsi un grande… kommunista, degno di un posto in Parlamento. Resta il fatto che l’Amministrazione da lui guidata risulta la peggiore della storia repubblicana. Ma se dovesse essere sostituita, perché così conviene a chi comanda davvero in città, non lo sarà certo da un cenacolo di statisti. Anzi, il forte sospetto è che in futuro si possa persino peggiorare. Roba da record. Mondiale! Dal momento che, in un luogo in cui la Lega è tutta vocata alla “forza Nick” (sindaco con cui amministra la città da inizio consiliatura o quasi) e Fratelli d’Italia forse c’è o forse no (come partito strutturato intendiamo e non come… legale rappresentanza e basta) ma di sicuro mai si vede, resta Forza Italia a fare opposizione dura!

Lotta dura, senza paura, di Fi, anche se…

Ma un’opposizione assai recente, e soprattutto, strana appare quella di Fi. Perché? Semplice: se Fiorita è così scarso, per quale ragione il grande capo Roberto Occhiuto l’ha nominato nientemeno presidente dell’Arrical solo pochi mesi fa? E poi, tanto per fare un altro esempio, lo sa l’attivissima oppositrice di Fiorita (soprattutto da dicembre in poi) Alessandra Lobello che i vari paladini, e salvatori fioritiani dell’Aula Rossa, Francesco Scarpino, Raffaele Serò, Giulia Procopi, Rosario Mancuso (che però forse potrebbe farsi da parte dopo aver compiuto tutte le… missioni personali tra un ringraziamento e un altro a chiunque!), Rosario Lostumbo, Jonny Corsi, Manuel Laudadio, Manuela Costanzo e così via, si candideranno nella sua coalizione se non alcuni persino nel suo partito o lista civetta? E allora di che stiamo parlando?

Non è che “gatta ci cova” e c’è la manina del solito potente?

Non è che “gatta ci cova” e c’è, come in passato, la manina del solito potente? Quello che adesso, come peraltro da noi annunciato anni fa, vorrebbe fare asso pigliatutto a Lido con le villette e il camino, in riva al mar dopo aver affossato buona parte della città. Perché tanto attivismo (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=27625) sa un po’ di presa per il c@lo in base a quanto appena ricordato. Salvo, appunto, una “nota e potente” mano (che comanda davvero in città) dia la carica per un interesse privato. Ma, per “stile’ subdolamente, come nel caso della sindacatura di Sergio Abramo. Che però era l’opposto di Fiorita. Il quale “se il coraggio non ce l’ha, non è che se lo può dare”. E di conseguenza alla fine cederà di schianto, concedendo tutto al noto potente interessato! Altrimenti per lui sarebbero dolori e sappiamo come tenga più alla poltrona che alla vita stessa. Senza contare che, se è costretto a farsi… difendere da noi, non sta alla frutta, semmai all’ammazzacaffè. E lui, per cui al momento il dubbio sembra almeno apparentemente essere shakespeariano tra l’opporsi o il piegarsi come sempre di fronte al potente, lo sa bene!

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