Carrarese-Catanzaro è una di quelle gare da cui potrebbero potersi trarre molte indicazioni già prima del fischio d’inizio, essendo i padroni di casa non irresistibili ma, tutto sommato, in apparenza fuori dalla “zona calda” della classifica. E gli ospiti, invece, assai più quotati e con nella testa la voglia di… salire ancora. Oltre, cioè, il pur lusinghiero quinto posto attuale. Non di rado, però, proprio simili partite possono scaturire in confronti dagli esiti inaspettati. Non c’è nulla di scritto, insomma. Sebbene i quasi 15 punti di divario tra le contendenti ci dicano con estrema chiarezza quali siano i valori in campo. Almeno sulla carta. Queste, dunque, le premesse del match. Affidato alla direzione del bravo Dionisi de L’Aquila (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=28707), di cui vi proponiamo il consueto film partendo al solito dal primo tempo.

Primo tempo:

Lo abbiamo detto subito in premessa al racconto del match: guai a considerare certe partite già delineate sin dalla vigilia. E infatti Carrarese-Catanzaro inizia con il botto. E, soprattutto, con i locali molto intraprendenti. Che appena al 3’… stappano il match con un gran gol di Melegoni, servito da Zuelli. Il quale, invece di battere l’angolo nel mezzo appoggia sul compagno in “beata solitudine” che libera un destro in grado di fulminare Pigliacelli. Pronti-via, però, e al 6’ tutto torna come prima in virtù dell’autogol di Illanes che, nel tentativo di anticipare un Iemmello azionato da un cross di Favasuli, insacca nella propria porta regalando letteralmente il pari agli ospiti. La partita nel prosieguo procede a strappi, ma al 39’ Cassandro porta avanti il Catanzaro. E così all’intervallo si va sul 2-1 nel contesto di una frazione con ben tre reti, ma tutto sommato povera di contenuti sotto il profilo del gioco. In cui per 33’, tra il pari e il vantaggio delle Aquile, la contesa è stata di una noia mortale. Mascherata dai gol. Che potrebbero essere anche di più se Zuelli e Abiuso tra il 42’ e il 45’ non si facessero ipnotizzare da Pigliacelli o non si mostrassero “scarsi mira” proprio sul più bello.

Secondo tempo:

La squadra dell’ex allenatore giallorosso Antonio Calabro, come premesso, non vuol certo recitare lo scomodo ruolo di vittima sacrificale delle Aquile. E si vede subito. Perché a inizio ripresa, fin dalle prime battute, mostra una certa intraprendenza. Che è il chiaro segnale di come voglia rendere difficile l’impresa di sbancare il proprio stadio (Dei Marmi, of course nella città toscana famosa nel mondo per la stessa pregiata roccia) a Pontisso & company. Logica conseguenza, quindi, quanto accade al 18’ con Melegoni bravo a pennellare un invitante cross per Abiuso che salta in… testa a tutti i difensori del Catanzaro, a cui prende il tempo, per siglare il gol del momentaneo pari. I calabresi, però, non sembrano accusare il colpo. Tant’è vero che al 21′ il portiere Bleve si deve superare su Frosinini per evitare che i suoi tornino sotto.. Alla mezz’ora, tuttavia, i canarini di casa (ri)vanno in rete. O meglio, ne creano le premesse, provocando il secondo clamoroso autogol dell’incontro. Quello di Rispoli per il 3-2. Solo che al 45’ un disastroso Illanes fa fallo su Favasuli. E Pontisso ha l’occasionissima per il punto del pari. Ma esalta le doti di Bleve, che lo neutralizza. E si resta sul 3-2. Anzi no, c’è il colpo di scena: rigore-bis per un’irregolarità sul tiro. Sul dischetto si presenta Pittarello e stavolta arriva il pari. Sigillato pure da errori di Zanon al 9’ di recupero.

Conclusioni:

Uno svagato Catanzaro tiene bene il campo per un tempo. Poi nella ripresa, tranne qualche fiammata soprattutto ad opera del promettente Alesi, esce rapidamente di scena fino al rigore. Meno male, però, che in suo soccorso corrano uno “sciagurato” Illanes e soprattutto il Var, che evita alle Aquile l’inopinato stop.  

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