Riceviamo e pubblichiamo

L’impulso gelido raggiungerà il suo culmine nelle prime ore di dopodomani, spingendosi fino all’estremo Sud con una forza raramente vista negli ultimi decenni.

L’Italia si prepara a vivere una delle fasi meteo più crude degli ultimi tempi.

L’irruzione d’aria polare, che sta già sferzando la penisola, troverà il suo massimo vigore nelle prime luci di dopodomani.

Un evento di portata storica che colpirà con inusuale violenza il Meridione, trasformando il paesaggio mediterraneo in uno scenario tipicamente nordico.

Il cuore dell’ondata di gelo punterà dritto verso le regioni dell’estremo Sud.

In Calabria, la quota neve crollerà vertiginosamente, con i fiocchi che imbiancheranno i centri abitati fin sopra i 200–300 metri.

Situazione analoga in Sicilia, dove l’imbiancata raggiungerà quote collinari bassissime, oltre i 300–400 metri, interessando zone che raramente vedono la dama bianca con tale intensità.

La preoccupazione maggiore riguarda i grandi rilievi montuosi, dove si prevede una vera e propria emergenza neve.

In Calabria, è massima allerta per Sila, Serre e Aspromonte.

In queste aree, intorno ai 1.000 metri di altitudine, la rapidità delle precipitazioni sarà tale da depositare circa 60 cm di neve fresca in pochissime ore, creando forti disagi alla viabilità e possibili isolamenti per i comuni montani.

Uno degli scenari più incredibili riguarderà lo Stretto di Messina.

Per la sua conformazione geografica e l’intensità dei rovesci, lo Stretto apparirà come un vero e proprio fiordo norvegese, con le sponde messinesi e reggine imbiancate fin quasi al livello del mare.

Non si escludono rovesci di neve tonda (graupel) che potrebbero raggiungere le spiagge, offrendo una visione mozzafiato ma estremamente critica per la circolazione.

Solo dal pomeriggio di lunedì, la Tempesta Goretti inizierà finalmente ad allontanarsi verso l’Europa orientale.

Questo favorirà un graduale miglioramento delle condizioni atmosferiche, ma la tregua sarà accompagnata da un gelo intenso.

La notte tra lunedì e martedì sarà infatti gelida, con temperature che scenderanno ampiamente sotto lo zero anche in pianura. 

E nei fondovalle appenninici del Centro-Sud.

Per un rialzo termico deciso e un ritorno a condizioni più miti, occorrerà attendere la giornata di martedì, quando l’alta pressione inizierà a scalfire l’egemonia del gelo artico.

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