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Riceviamo e pubblichiamo

In questi giorni sono stati corrisposti gli arretrati relativi al rinnovo del Ccnl Funzioni Locali 2022–2024.

Come Fp Cgil Calabria affermiamo con forza che non siamo di fronte a un risultato soddisfacente, ma a un rinnovo contrattuale che ha prodotto un danno concreto e misurabile per le lavoratrici e i lavoratori del comparto.

Gli incrementi retributivi, fermi mediamente intorno al 5 per cento, risultano drammaticamente insufficienti rispetto a un’inflazione cumulata nel triennio che ha raggiunto circa il 16 per cento, determinando una perdita salariale reale pesante, strutturale e non recuperata.

Questo scarto non rappresenta solo un divario numerico, ma si traduce in una riduzione effettiva del reddito, in un arretramento delle condizioni materiali e in un impoverimento progressivo del lavoro pubblico locale.

Per quanto riguarda gli anni 2022 e 2023, ribadiamo l’assenza di un effettivo riconoscimento economico aggiuntivo: le somme oggi erogate come arretrati risultano in larga parte già anticipate attraverso l’indennità di vacanza contrattuale (Ivc).

Non si tratta quindi di nuove risorse, ma di un conguaglio tardivo, che interviene quando l’erosione inflattiva ha già inciso profondamente sul valore delle retribuzioni. Riteniamo altresì inaccettabile la narrazione che accompagna tali erogazioni.

Il ricorso a importi lordi e medi, spesso enfatizzati, non restituisce la reale dimensione degli aumenti nelle buste paga. In molti casi vengono presentate come “novità” somme già percepite negli anni precedenti, generando una rappresentazione distorta e fuorviante della portata effettiva del rinnovo contrattuale.

È necessario ristabilire un quadro di verità: proprio negli anni di maggiore pressione inflattiva, il 2022 e il 2023, non si è determinata alcuna compensazione adeguata.

Una parte consistente degli arretrati corrisponde semplicemente alla regolarizzazione di crediti retributivi già maturati, il cui valore reale è stato nel frattempo eroso dall’aumento del costo della vita e dal ritardo nel rinnovo del contratto.

Gli effetti concreti di questo accordo risultano, pertanto, deboli e diluiti nel tempo, incapaci di produrre un reale recupero del potere d’acquisto e di restituire dignità salariale al lavoro pubblico.

Con la piena messa a regime degli incrementi nelle prossime mensilità, emergerà con ancora maggiore evidenza l’insufficienza strutturale di questo rinnovo.

Siamo di fronte a una criticità ormai sistemica: i rinnovi contrattuali intervengono sistematicamente a triennio scaduto, quando l’inflazione ha già dispiegato i propri effetti negativi sui salari.

Nel frattempo aumentano i carichi di lavoro, a fronte di organici cronicamente insufficienti; si consolidano modelli organizzativi sempre più flessibili senza adeguate contropartite economiche e normative; si continua a privilegiare una struttura retributiva frammentata, fondata su voci accessorie e fondi variabili, anziché rafforzare in modo significativo il trattamento economico fondamentale.

Come Fp Cgil respingiamo con determinazione questa impostazione. Non è accettabile che il lavoro negli enti locali venga progressivamente svilito, né che alle lavoratrici e ai lavoratori sia richiesto di sostenere servizi pubblici essenziali in condizioni retributive sempre più inadeguate.

Riteniamo inoltre grave la distanza tra la condizione reale delle lavoratrici e dei lavoratori e i toni enfatici e celebrativi adottati da chi ha sottoscritto questo accordo: una distanza che rischia di compromettere la credibilità stessa della rappresentanza e di indebolire il rapporto di fiducia con il personale.

È fondamentale che le lavoratrici e i lavoratori acquisiscano piena consapevolezza delle responsabilità che hanno condotto a questo esito e che si apra una nuova fase di iniziativa, vertenza e mobilitazione per invertire questa tendenza.

Come FP CGIL continueremo a promuovere il conflitto e il confronto a tutti i livelli, rivendicando: il pieno recupero dell’inflazione reale; incrementi significativi sul trattamento economico tabellare; il rafforzamento degli organici e il miglioramento delle condizioni di lavoro.

La dignità del lavoro pubblico si fonda su salari adeguati, diritti pienamente esigibili e sul riconoscimento del valore sociale di chi, ogni giorno, garantisce servizi fondamentali alle comunità. Su questo terreno proseguirà con determinazione il nostro impegno.

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