Riceviamo e pubblichiamo

Copagri Calabria alla Conferenza internazionale sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale in corso di svolgimento a
Cartagena, in Colombia. 

La relazione calabrese ha chiuso il dibattito di esperti come voce del territorio. “La Calabria, nel profondo Sud dell’Italia, è una terra di straordinaria bellezza e complessità: qui si trova il sito archeologico di Locri Epizefiri,
fondato nel VII secolo avanti Cristo; qui cresce il bergamotto, un agrume unico al mondo che esiste solo lungo 100 Km della nostra costa; qui si produce il Greco di Bianco, uno dei vini dolci più antichi del Mediterraneo, con una storia che risale ai coloni greci. Il Gal Terre Locridee, il Gruppo di Azione Locale che ho l’onore di  presiedere, opera in questo territorio da oltre quindici anni, nell’ambito del programma leader dell’Unione Europea”.

“Il nostro mandato – continua la relazione – è chiaro: trasformare l’identità territoriale in sviluppo economico e coesione sociale, dal basso, con i produttori e le comunità. Calabria e Colombia terre ferite che si riscattano. Perché oggi siamo qui? Perché la locride e i territori rurali della Colombia hanno molto più in comune di quanto si possa immaginare. La Calabria è una regione che per decenni ha convissuto con la ’ndrangheta, con l’emigrazione dei giovani, con l’isolamento infrastrutturale. Territori dove l’economia illegale riempiva i vuoti lasciati dallo Stato. Credo che molti di voi, colombiani, conoscano questa dinamica”.

“Ebbene, le certificazioni di origine sono state per noi molto più di un marchio commerciale. Sono state uno strumento di riscatto civile. Quando un produttore di Bianco certifica il suo Greco di Bianco doc, non sta solo vendendo un vino: sta dicendo al mondo – prosegue – che quel territorio è capace di produrre eccellenza nella legalità. La Calabria oggi conta 22 prodotti Dop e 16 Igp. Dietro ognuno di questi numeri c’è una comunità che ha scelto la qualità, la trasparenza e l’identità come alternativa concreta all’economia sommersa” .

“Il legame denominazione d’origine-legalità-pace è fondamentale per il pubblico colombiano e anche quello italiano”. Questa la conclusione della relazione.

Infine, sono state condivise alcune esperienze concrete messe in atto nella locride, dove la Denominazione di origine funziona solo se nasce dal basso. Non può essere quindi imposta da un ministero o un’agenzia.  perché la certificazione è uno strumento di pace. In territori segnati dal conflitto, che sia la ’ndrangheta calabrese o il conflitto armato colombiano, dare ai produttori uno strumento legale, trasparente e collettivo per accedere ai mercati significa dare loro un’alternativa reale. La legalità non si predica: si costruisce con strumenti economici concreti. I territori rurali colombiani hanno bisogno di strutture intermedie tra lo Stato centrale e i produttori. I GAL possono essere quella struttura.

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