Riceviamo e pubblichiamo
Formazione strategica. Posti esauriti per il percorso di alta formazione dedicato allo sviluppo delle aree rurali e alla competitività delle imprese agricole
C’è grande interesse! Infatti dopo il successo della prima edizione, prende il via domani giovedì 19 febbraio la seconda edizione del corso di alta formazione in “Marketing per lo sviluppo turistico in ambiente agricolo e in aree rurali”, promosso da Coldiretti Calabria in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche (DiScAG) dell’Università della Calabria.
Un percorso formativo di 60 ore complessive, articolato tra lezioni in presenza e moduli online, che si concluderà con la consegna degli attestati ai partecipanti.
Le lezioni in presenza si terranno presso la sede provinciale di Coldiretti Cosenza in via Oberdan, confermando il legame operativo tra mondo accademico e sistema agricolo.
Il corso si rivolge a imprenditori agricoli, giovani, professionisti, studenti e operatori del settore interessati ad acquisire strumenti concreti per valorizzare le imprese agricole e le aree rurali attraverso strategie di marketing territoriale e turistico.
La forte risposta registrata nelle ultime settimane ha portato al rapido raggiungimento del numero massimo dei partecipanti previsti, segnale evidente dell’interesse crescente verso percorsi qualificati di formazione dedicati allo sviluppo delle aree interne e alla competitività del comparto agricolo calabrese.
I temi
Il programma approfondirà temi quali il branding territoriale, la comunicazione strategica, la valorizzazione delle filiere locali, il turismo delle radici, quello esperienziale in ambiente agricolo e le nuove opportunità offerte dai mercati digitali.
«Con questo percorso rafforziamo un modello di collaborazione tra mondo agricolo e università che vogliamo rendere sempre più stabile e replicabile.
Il numero massimo di iscrizioni raggiunto è un segnale importante – afferma il Direttore regionale di Coldiretti Calabria, Francesco Cosentini –. Le imprese agricole e agrituristiche hanno bisogno di competenze aggiornate per valorizzare offerta, servizi ed esperienze: la formazione, se ben costruita, diventa leva di sviluppo, occupazione e presidio dei territori, con cui migliorare le esperienze ricettive, per ampliare i mercati e costruire nuove opportunità di sviluppo a partire dalle aree interne».
Le voci dei protagonisti
«Oggi le aree a vocazione agricola e rurale sono le destinazioni turistiche che maggiormente soddisfano i turisti slow. Si tratta di viaggiatori alla ricerca di emozioni e autenticità a contatto con la natura, ma anche interagendo con le comunità locali, interessati, oltre che alla gastronomia, alla cultura e all’identità dei luoghi, che aiutano a rivitalizzare. – dichiara la professoressa Sonia Ferrari, responsabile scientifica del corso – L’obiettivo è formare gli imprenditori nel campo delle strategie e delle attività operative per la promozione turistica, attraverso un’efficace azione di marketing. Il successo della prima edizione ci ha spinti ad andare avanti in questo percorso».
«Il turismo rurale oggi è a pieno titolo una componente strategica dell’economia agricola calabrese – sottolinea il presidente regionale Terranostra Calabria Vincenzo Abbruzzese –. Attraverso la rete di Campagna Amica e di Terranostra stiamo dimostrando che qualità, identità e accoglienza possono diventare leve concrete di reddito per le imprese. Questo corso rappresenta un investimento fondamentale per rafforzare la capacità delle aziende di raccontare il territorio, costruire esperienze autentiche e intercettare nuovi flussi turistici in modo strutturato e professionale».
Coldiretti Calabria e Università della Calabria rinnovano così un percorso condiviso che punta a coniugare innovazione, identità territoriale e crescita economica, con l’obiettivo di accompagnare le imprese agricole verso modelli sempre più strutturati e orientati al mercato.
Peperoncino Igp
Un’altra nostra produzione va ad irrobustire le “produzioni” IGP. La commissione europea – informa Coldiretti Calabria – ha approvato la domanda di registrazione del «Peperoncino di Calabria» IGP (Indicazione Geografica Protetta) e pubblicato in data odierna nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la domanda di registrazione.
Adesso entro tre mesi dalla data della presente pubblicazione, le autorità di uno Stato membro o di un paese terzo oppure una persona fisica o giuridica avente un interesse legittimo e stabilita o residente in un paese terzo possono presentare alla Commissione un’opposizione a norma dell’articolo 17 del regolamento (UE) 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio.
Possiamo comunque ben dire – commenta la Coldiretti – che il risultato è stato raggiunto e siamo molto soddisfatti perché ci abbiamo fortemente creduto sin dall’avvio dell’iter.
Il risultato tonifica e premia le aziende che stanno investendo nel simbolo culturale ed agroalimentare della Calabria radicato nella storia locale e riconosciuto a livello internazionale per reputazione e tradizione. Non è quindi solo un marchio, ma un prestigioso riconoscimento della storia e dell’anima agricola calabrese.
La zona di produzione del «Peperoncino di Calabria» comprende l’intero territorio amministrativo della Regione Calabria. Le fasi della produzione della IGP «Peperoncino di Calabria» devono avvenire nell’ambito della zona geografica delimitata sono le seguenti: coltivazione, raccolta, essiccazione del prodotto intero, preparazione di filari o collane, riduzione del prodotto in pezzi e macinazione in polvere o scaglie.
Il marchio IGP è un argine alla contraffazione del nostro peperoncino che in questi anni è lievitata. È proprio il caso di dirlo : l’identità calabrese brucia forte!