Malu Mpasinkatu e Merlin Boyomo LandryMalu Mpasinkatu e Merlin Boyomo Landry

Articolo tratto da Gds

Rigore al 98′ per il Marocco, il Senegal lascia il campo. Sembrerebbe tutta racchiusa qui la finalissima della 35. edizione marocchina della Coppa d’Africa, peraltro in Italia trasmessa come tutta la manifestazione in chiaro da Sportitalia (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-coppa-dafrica-ce-un-po-di-giallorosso-ma-di-anni-non-da-incorniciare-tra-i-commentatori-piu-duno/).

Poi torna e trionfa dopo il cucchiaio di Brahim dal dischetto che finisce in bocca al portiere avversario Mendy

Ndala prima annulla un gol valido agli ospiti al 90′, poi fischia un discutibile penalty ai padroni di casa.

Il Senegal lascia il campo per protesta, rientra per evitare sanzioni Fifa, l’ex milanista fallisce malamente dal dischetto.

La decide Gueye nel supplementare.

Surreale in Coppa d’Africa. In campo a Rabat per la finalissima ci sono i padroni di casa del Marocco contro il Senegal.

Il match si trascina verso lo 0-0 e l’arbitro Ndla l’ha già fatta grossa al 90′ annullando il gol dei verdi per un supposto fallo di Seck su Hakimi (che crolla a terra appena viene sfiorato).

Ma non basta perché nel corposo recupero (il romanista El Aynaoui si era aperto un sopracciglio e aveva richiesto lunghe cure) il fischietto della Repubblica Democratica del Congo ha assegnato un rigore al Marocco per una minima trattenuta di Diouf sull’ex milanista Brahim Diaz. 

E qui inizia ad andare in scena una sorta di opera shakespeariana, che ha poco da spartire con il calcio d’élite.

Polemica e scavetto

Proteste furibonde dei senegalesi, fino a quando l’allenatore Pape Thiaw non ordina ai suoi di lasciare il campo in segno di protesta.

Molta confusione in campo, i giocatori escono  effettivamente dal terreno di gioco, ma poi capitan Sadio Manè li invita a rientrare, forse temendo sanzioni Fifa in chiave Mondiale, cui i verdi sono qualificati.

Sul dischetto alla fine va lo stesso Diaz che tenta uno scavetto che finisce nelle mani di un incredulo Mendy. Si va ai supplementari, ma la gara più folle del 2026 è già questa.

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