Museo MarcaMuseo Marca

Riceviamo e pubblichiamo

L’opera “Carlo Magno” di Antonio Marasco in mostra a Rende (Cs).

Il 2026 rappresenta un anno particolarmente significativo in cui ricorrono i 20 anni dall’istituzione del Museo Arte Contemporanea Acri – Collezione Permanente Silvio Vigliaturo.  

Tra i pezzi più preziosi della collezione della banca spicca la “chitarra battente”, opera di scuola barocca donata da Vincenzo De Bonis.

Ultimo discendente dell’antica famiglia di liutai bisignanesi, considerata la regina della collezione.  

L’obiettivo è costruire un corpus che documenti efficacemente il fermento creativo e la vitalità della scena artistica calabrese dalla seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.  

“Carlo Magno” rappresenta un esempio significativo della produzione matura di Antonio Marasco (1896–1975), verosimilmente realizzata tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, periodo in cui l’artista aderisce al movimento “Futurismo-Oggi” promosso da Enzo Benedetto.  

L’opera si caratterizza per colori intensi, applicati in campiture uniformi, e un segno netto e controllato, con contorni marcati che definiscono figure e superfici poste in relazione dinamica.

La frammentazione delle forme richiama la sintassi cubo-futurista assimilata dall’artista fin dagli anni Venti, rielaborata in chiave decorativa e narrativa.  

All’ingresso della nuova seguirà, nella primavera del 2026, una grande esposizione su una pagina meno indagata dell’arte italiana: il Futurismo in Calabria, con particolare attenzione alla figura di Antonio Marasco.

Accanto alle sue opere verranno esposte anche quelle di Benedetto e Yaria, altri interpreti calabresi che contribuirono a declinare il linguaggio futurista in chiave locale, arricchendolo di temi e soluzioni visive personali.

L’opera Carlo Magno è stata donata da Silvio Vigliaturo, direttore artistico Museo Maca.

Un gesto che va oltre il simbolico, celebrando l’arte e la cultura della Calabria.

Antonio Marasco

Antonio Marasco nacque a Nicastro (oggi Lamezia Terme) nel 1896 e si forma a Firenze, frequentando il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Galileo Chini. Fin dagli anni Dieci entra in contatto con il Futurismo e le avanguardie internazionali, collaborando con Marinetti e conoscendo artisti come Balla, Bragaglia e Malevič.

Tra le tappe più rilevanti della sua carriera si annoverano l’Aeropittura, la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1932 e la pubblicazione del “Manifesto dei Gruppi Futuristi Indipendenti” nel 1933.

Morì a Firenze nel 1975, lasciando un corpus ampio e articolato che testimonia oltre mezzo secolo di ricerca autonoma nell’arte italiana del Novecento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *